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Celiachia nel Bambino

La malattia celiaca nei bambini

Nei bambini la celiachia è una delle malattie croniche a maggiore frequenza.
Come nell’adulto, anche nel bambino gli esami ematologici per la ricerca degli anticorpi anti-gliadina (AGA), anti-endomisio (EMA) e anticorpi anti-transglutaminasi (Ac anti-tTG) sono cruciali per determinare la diagnosi. Il problema spesso è che nel caso di piccoli pazienti la conferma di celiachia (che ricordiamo va effettuata tramite biopsia intestinale) essendo un esame invasivo e fastidioso spaventa non poco i genitori.
Chi ti scrive ha raccolto l’esperienza di molte mamme e papà: le sedazioni (anestesie locali) sono sempre praticate sui bimbi e nei centri di riferimento per la celiachia un occhio di riguardo per i bambini non manca mai…

A questo aggiungiamo che il sondino con cui si pratica l’analisi nei bambini è decisamente più piccolo del “classico” tubo da gastroscopia.
Nei bimbi molto piccoli può capitare invece l’utilizzo di una capsula (più frequentemente la cosiddetta “Crosby-Kugler”)
La celiachia è un’intolleranza permanente al glutine che si manifesta in soggetti geneticamente predisposti.
Ecco quindi che solo a seguito dell’introduzione di cibi contenenti glutine nella dieta del bambino possono manifestarsi i primi sintomi della forma tipica (di norma tra il 7° ed il 24° mese).
Le manifestazioni della forma atipica invece, non essendo legate ad evidenti segni di malassorbimento, interessano bambini di norma trai 5 ed i 7 anni di età.

Prima di approfondire gli aspetti relativi ai sintomi ed alla diagnosi di celiachia nel bambino è utile proporti un filmato in cui la Dottoressa Cristofanelli, pediatra, ci fa una panoramica sugli aspetti principali della celiachia in età pediatrica: i sintomi tipici, quelli atipici, gli aspetti psicologici nei bambini e negli adolescenti.
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La celiachia nel bambino
celiachia nei bambini: sintomi e principali aspetti e manifestazioni

La diagnosi precoce

La diagnosi precoce è fondamentale per scongiurare e/o anticipare possibili complicazioni o vere e proprie patologie future. Gli esami di laboratorio (semplici esami del sangue) sono importanti per la diagnosi di celiachia: non sono invasivi e sono altamente predittivi, ossia sono davvero affidabili per la diagnosi.
La determinazione degli anticorpi antiTransglutaminasi ad esempio, può essere effettuata sulla saliva; diversi sono gli studi sulla frequenza della celiachia nella popolazione pediatrica.
Emergono dei dati molto interessanti: le manifestazioni extraintestinali (anemia, bassa statura, anoressia, osteoporosi, dermatite erpetiforme, alterazioni dello smalto dentale, etc) sono più comuni dei sintomi classici da malassorbimento (diarrea, arresto della crescita, vomito, scarsa massa muscolare, eccessiva magrezza, etc).
Questo significa che la diagnosi precoce è fondamentale e si deve basare non solo sugli aspetti tipici della malattia, ma anche e soprattutto su quegli aspetti che caratterizzano le forme atipica e silente di celiachia.

Ecco perché nei bimbi le alterazioni dell’umore, l’irritabilità, l’apatia, ripetuti mal di pancia, stati anemici, bassa statura, l’essere come distaccati dall’ambiente circostante, etc potrebbero essere dei piccoli segnali cruciali nell’identificazione di forme di celiachia atipiche o silenti. Spessissimo questi aspetti sono trascurati e crescendo il bambino sarà un adulto dal carattere depresso, a volte con dolori addominali, gastrite, un senso di inadeguatezza spesso presente, oltre ovviamente ad essere un soggetto probabilmente con alcune patologie associate e moltissime altre potenziali che nei celiaci hanno una ricorrenza maggiore (tiroiditi autoimmuni, diabete, neoplasie dell’apparato digerente etc)
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Un adulto diagnosticato tardivamente può andare incontro ad uno sviluppo più frequente di molte altre patologie autoimmuni associate, quali la sindrome di Sjogren, il morbo di Addison , diabete, tiroiditi, epatiti, etc.
La diagnosi precoce è quindi la strada che conduce, attraverso una costante e continuativa dieta senza glutine, ad una tenore di vita normale e sereno.

Glutine e svezzamento

Quando introdurre il glutine nella dieta del bambino?
Molti genitori, celiaci e non, si chiedono quale sia il periodo migliore per iniziare ad introdurre cibi contenenti glutine nell’alimentazione del loro bambino.
Tendenzialmente l’introduzione dei primi cereali (biscottino, pappe, etc) avviene intorno al sesto mese. Sembra probabile che introdurre prima alimenti contenenti glutine possa favorire in qualche modo la comparsa della celiachia. Al contrario, introdurre tardivamente questi alimenti, magari a partire dal primo anno di età, è un’ipotesi che la ricerca sta valutando. C’è la possibilità che le pareti intestinali di un bimbo di dodici mesi possano meglio contrastare l’assorbimento delle porzioni tossiche di glutine.
Nel filmato che segue, il professor Alessio Fasano, docente di pediatria, medicina e psicologia, direttore del centro di ricerca sulla Celiachia dell'università del Mariland, ci dà conto degli studi che si stanno svolgendo sull'epoca di introduzione del glutine nella dieta dei bambini.
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Celiachia e bambini: l'introduzione del glutine nella dieta
celiachia nei bambini: dieta senza glutine e svezzamento


Molto probabile invece è l’effetto benefico di un allattamento al seno prolungato almeno fino a sei mesi: sembra che le pareti intestinali del bambino si rinforzino e proteggano dall’intolleranza al glutine.

Un discorso a parte merita la gastroenterite. Il “Rotavirus”, l’agente infettante che come tutti i virus scatena nell’organismo una risposta immunitaria, sembra possa innescare il meccanismo che porta alla celiachia ed alle tipiche lesioni intestinali. Ecco quindi che si sta testando se il vaccino anti-Rotavirus possa proteggere sia dall’enterite, diffusissima nei bambini, sia dalla risposta immunitaria dell’organismo purtroppo favorevole all’insorgenza della malattia celiaca.