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Celiachia e Depressione

L’aspetto psicologico

Abbiamo deciso di dedicare un paragrafo a parte alla correlazione tra celiachia e depressione, non solo perché è una delle sintomatologie più frequenti collegate alla celiachia, ma anche perché ci sta particolarmente a cuore provare a spiegare a celiaci e non le reali difficoltà che si incontrano nel cammino pre e post diagnosi e che hanno portato alla nascita di questo sito, insieme alla volontà di rendere disponibili ovunque prodotti garantiti senza glutine.

Diversi studi collegano la celiachia all’area psicologica e comportamentale.
I disturbi intestinali continui creano un senso di inadeguatezza, una condizione di perenne precarietà. Le forze vengono meno, può insorgere mal di testa e insonnia. Nei bambini questo malessere diventa irritabilità, nervosismo, rifiuto del cibo.
Ed è proprio sul cibo che si possono concentrare tutte le nostre tensioni.

Accettare la diagnosi di celiachia non è mai un'operazione semplice. All'inizio il sapere che l'intolleranza al glutine è permanente e che dovremo seguire per sempre una ristretta dieta priva di glutine provoca certamente uno stato emotivo di forte demoralizzazione, abbattimento e sconforto. Questo perchè vediamo minata la nostra qualità della vita, consapevoli che il cibo è un'aspetto importantissimo che va ben oltre la necessità del mangiare.
In Celiachiamo crediamo che la conoscenza e le informazioni siano la chiave che ci porta a guardare alla celiachia con cognizione di causa.
Prima di continuare insieme questo percorso di confronto (e se lo vorrai, di dialogo) sugli aspetti psicologici della celiachia, ti invitiamo a guardare due video, in cui il Professor Alessio Fasano, uno dei massimi esperti di Celiachia, tocca dei temi importantissimi:

  • La qualità della vita di noi celiaci
  • Le modalità per affrontare la diagnosi di celiachia
  • La necessità di non "sgarrare" mai con la dieta senza glutine

Fasano affronta la celiachia con competenza ma allo stesso tempo con serenità ed ottimismo. Proprio come piace a noi.
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Celiachia e depressione: la qualità della vita
celiachia e depressione: la qualità della vita

Sono celiaco. Ed ora?

"Sto sempre male? Forse è colpa mia. Forse mi merito di star male”. Questi pensieri sono ricorrenti prima di aver scoperto che la causa del nostro malessere è la celiachia.
Subito dopo la diagnosi invece, da una parte siamo sollevati perché sappiamo finalmente da cosa deriva buona parte del nostro malessere, dall’altra sembra che il mondo ci sia crollato addosso, e che non c’è niente che possiamo mangiare, che non saremo capaci di mantenere una dieta senza glutine, che non ingerirne piccole quantità è impossibile e che non riusciremo mai più ad uscire con gli amici per mangiare qualcosa fuori casa. Niente di più sbagliato.

Sicuramente è di aiuto sapere che come noi in tantissimi convivono con la celiachia. Con il tempo si impara a fare la spesa, a scegliere i migliori prodotti gluten free, a cucinare senza glutine, a mangiare fuori casa negli esercizi informati.
L’associazione Italiana Celiachia è stata ed è molto importante nell’ampliamento della conoscenza della malattia, della formazione ad un’alimentazione sana e senza glutine, ed in progetti che moltiplicano le possibilità per i celiaci di mangiare dentro e fuori casa prodotti senza glutine.
Nel video che segue il Professor Fasano ci parla di come la dieta senza glutine influisca sulla vita di noi celiaci, delle difficoltà iniziali e del suo diventare pian pianino una cosa che, come l'andare in bicicletta, si impara una volta per sempre.
Senza sottovalutare le difficoltà che si hanno nel seguire in maniera rigorosa una dieta priva di glutine, Fasano ci mette in allerta da alcuni errori gravi da non commettere, due su tutti:

  1. Mai limitarsi nella qualità della vita
  2. Mai adattare la nostra vita alle nostre necessità, ma fare anzi il contrario

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Riuscirò a seguire la dieta senza glutine?

celiachia e depressione: dieta senza glutine ed aspetti psicologici della celiachia


Il segreto è vivere la celiachia, non sopravvivere ad essa
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Siamo tanti e soprattutto non siamo soli. Sembra incredibile ma una rigorosa dieta senza glutine (GFD) risolve per oltre il 95% dei casi non solo il livello di atrofia dei villi intestinali, ma anche lo stile di vita, che diventa, ora sì, normale.

Il mondo celiaco

C’è un sano corporativismo all’interno del mondo celiaco, forse perché solo tra celiaci ci si ritrova su alcuni aspetti molto concreti, che però segnano dentro: malessere prima della diagnosi, difficoltà relazionali dovute ad un sempre presente senso di precarietà, incontro con medici incompetenti, trafile burocratiche, commercianti, ristoratori ed aziende irrispettose dell’altrui salute.
In molti casi parlare di depressione è esagerato. “Scoramento” è allora il termine più adeguato.

Chi ti scrive, te lo confesso, si sentiva una persona stupida in alcuni momenti. Stupida perché non mi sembrava possibile non uscire con gli amici e restare chiusi in casa perché loro andavano in pizzeria ed io non potevo mangiare quasi nulla.
Se mi fermavo a riflettere stentavo a riconoscermi.

Parlando poi con altri amici celiaci ho ritrovato nei loro racconti i miei stessi pensieri, i miei stessi dubbi, le mie stesse titubanze. Col tempo, e anche grazie a loro, ho capito che non ci si deve vergognare di essere celiaci, anzi, di più: non è giusto vergognarsi.
Non può essere la celiachia a farci perdere la dimensione sociale, il piacere dello stare insieme, la libertà di poter pensare alle cose da fare, prima ancora di farle concretamente.
Questo, ripeto, l’ho imparato col tempo, ed oggi possiedo una consapevolezza che è diventata la mia forza, la nostra forza se unita a chi ha permesso la nascita di questo sito.