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Piccolo Vademecum del celiaco distratto

Tuesday, April 28th, 2009

Vademecum Celiachia

Vademecum Celiachia

Ci sono tanti piccoli gesti che ci possono causare delle contaminazioni accidentali da glutine.

Essere attenti non significa vivere l’alimentazione con stress o avere paura di muoversi in cucina come se all’interno della credenza ci fossero dei mostri bicefali pronti a divorarci al primo passo falso.

L’attenzione che dobbiamo riporre deve diventare routine. Pian pianino anche chi oggi è scoraggiato dal dover seguire una dieta senza glutine imparerà ad evitare quei gesti potenzialmente pericolosi e ritornerà a vivere con serenità una cosa bella e buona quale è il cibo, anche e soprattutto quello senza glutine.

Col tempo a questo vademecum si aggiungeranno nuovi punti. Se vuoi contribuire con il tuo punto suggeriscilo nei commenti!

Il pane

E alle briciole non ci pensi? Non tagliare il pane senza glutine sullo stesso tagliere su cui i tuoi familiari tagliano il loro pane glutinoso, soprattutto se il tagliere è di legno. Creati un tuo spazietto in cucina in cui tagli e affetti il tuo pane quotidiano, oppure utilizza un panno umido per togliere dal tagliere i residui di farina e briciole :)

La nutella

A chi non è capitato che i propri coinquilini/fratelli/fidanzati/ecc si facessero un giretto nel tuo barattolo di nutella? Poco male se all’interno del barattolo poi non trovassimo invece pezzetti di grissini, briciole di pane, tracce di biscotti, e così via. Occhio quindi alla wikinutella: condividere va bene, ma stiamo in guardia.

Il forno

Si possono cuocere insieme in forno alimenti con e senza glutine?
Certamente, l’unica accortezza magari può essere mettere nella parte superiore il recipiente senza glutine, in modo che non possano cadere briciole (a meno che tu non abbia un forno che sfida la legge di gravità).
Quando scaldi il pane in un forno ad utilizzo promiscuo, ricordati di non poggiarlo direttamente sulla teglia ma utilizza la carta da forno od il domo pack.

Il fritto

Questa la sanno tutti: non friggere nello stesso olio in cui precedentemente si è fritto qualcosa di glutinoso, col pangrattato, e così via. Friggi prima le cose senza glutine ed il gioco è fatto no?

Lo sgarro

Si può sgarrare alla dieta senza glutine una volta ogni tanto? Questa domanda è come il VIA di Monopoli: ci passano tutti prima o poi. La risposta è un NO deciso. La dieta deve essere sempre rigorosa. Anche se non c’è una regola valida per tutti i celiaci, in quanto ognuno di noi ha un suo livello di intolleranza, non ha senso ed è anzi dannoso inframezzare ad una dieta senza glutine la pizza o la merendina di turno.
O la dieta la fai, ed è la tua unica cura che ti permette di riconquistare appieno il tuo stato di salute, oppure scegli di non fare la dieta: in questo caso puoi andare incontro a tantissime patologie associate.
Ci curiamo a tavola. Esiste cura migliore? :)

Il salumiere di fiducia

Fidarsi o non fidarsi delle affettatrici che sono entrate in contatto con salumi in cui il glutine è presente?
Fidati, fidati, non è indispensabile che tu faccia pulire la macchina. Bada solamente alla presenza di eventuali panini nelle vicinanze dell’affettatrice.

Pentole divise?

A meno che tu non sia sposata con Giorgio Mastrota, è abbastanza complicato immaginare in una casa due set di pentole uno per i componenti celiaci ed un altro per i restanti familiari.
Bada bene alla pulizia di pentole, padelle, forchette, mestoli di legno, ecc magari utilizzando una raschietta metallica per levare i residui di pasta dal fondo della pentola. Se i tuoi coinquilini non puliscono mai per bene le pentole, allora il consiglio è quello di comprare una nuova pentola ed una padella. La pentola la utilizzerai esclusivamente per la tua pasta senza glutine.
E la padella? Beh quella serve per darla in testa ai tuoi inquilini.

Che centra il gelato col glutine?

In teoria nulla, in pratica molto. Il gelato (tranne gusti particolari) è tendenzialmente privo di glutine. Ma le gelaterie mentre preparano i coni toccano con le spatoline i coni stessi e di conseguenza contaminano l’intera vaschetta. Inoltre spessissimo i coni si sbriciolano ed è possibile trovare piccoli pezzetti di cialda all’interno delle vaschette con i gusti.
Non sottovalutare questo aspetto. Esistono le gelaterie senza glutine: se c’è una contemporanea presenza di coni con e senza glutine allora la contaminazione è possibile (a nostro giudizio è certa).
Non conta prendere la coppetta, perché è la vaschetta con il gusto ad essere potenzialmente contaminata dalla cialda glutinosa.
Quindi sì al gelato, ma solo nelle gelaterie senza glutine.

E tu hai altri consigli per noi celiaci?

Essere genitori è già un duro compito. Che fatica se c’è anche sua maestà CELIACHIA!

Saturday, November 22nd, 2008

celiachia-bambini-famiglia

celiachia e bambini

La Celiachia in famiglia: il racconto di una mamma

Se mi dicessero quanto è dura essere genitori, direi…”difficilissimo”, nessuno ci fornisce  mai il libretto delle istruzioni, se poi a complicare la cosa interviene anche qualcosa che disturba l’andamento della famiglia, e se questo qualcosa si chiama celiachia tutto diventa più complicato…
A casa mia la celiachia è veramente arrivata a disturbare una situazione già un po’ complicata: venivo fuori dalla mia seconda  gravidanza andata male, la mia famiglia di origine mi creava problemi invece di aiuto, e mentre ricevetti la notizia di essere di nuovo in dolce attesa, con tutte le ansie del caso arrivò quella che ancora oggi definisco  “la ciliegina sulla torta”!!!

Per tanto tempo eravamo stati additati di essere genitori paranoici per  la nostra prima figlia (allora  al suo settimo compleanno), ma le analisi fatte così oramai senza speranza, ci catapultarono di botto in questa realtà e con ben due celiaci, prima mia figlia e a seguire mio marito e oggi siamo in corso di studio per la piccina.
Sono dei percorsi distinti e separati perché per la prima ci siamo arrivati alla prima botta , mio marito invece si è trovato celiaco senza avere disturbi.
Il percorso da seguire e gli ostacoli da superare sono tanti e inaspettati per i genitori e per i bimbi celiaci, ma credo che quello che mi disse la dietista sia estendibile un po’ a tutti con i dovuti aggiustamenti…ebbene lei mi disse che è fondamentale per i genitori essere molto forti specialmente all’inizio perché questa determinazione porta i suoi frutti che poi ti ritrovi quando loro sono adolescenti.

Mi spiego meglio, io, ma anche mio marito  soffrivamo tanto, io piangevo a rotta di collo, ma non mi facevo vedere da lei, con lei ero decisa come consigliato, le spiegavo  tutto fin dall’inizio in maniera idonea alla sua età.
Quando ricevemmo le analisi che facevano sospettare la celiachia e dovevamo ricoverarla per la gastroscopia le spiegammo che dovevamo vedere se nella sua pancina c’era una bollicina…
Poi quando ricevemmo la risposta della gastro le dicemmo che era subentrata una nuova allergia, visto e considerato che in precedenza era dovuta stare a dieta in più circostanze per vari episodi nel corso della sua vita fino a quel momento (dermatite, orticaria e l’accrescimento che ricollegavano ad una allergia ma che fino a quel momento non aveva un  nome).
Lei da subito è stata molto brava e si è affidata molto a noi,  ma comunque abbiamo fatto un passetto alla volta, le spiegazioni le abbiamo date pian pianino, ogni giorno un po’, e per ultima nel tempo, l’illusione se poter avere una speranza per la pillola o meno.
Su questo punto ho aspettato che avesse tutto ben chiaro, che avesse un po’ avuto la consapevolezza…

Detta così sembra facile, ma non lo è stato affatto, ci sono volute una gran forza di nervi e una conoscenza profonda dei propri figli; lei ha avuto anche crisi successivamente, della serie : “Perché Dio mi ha fatto così?” e io che non sapevo se darle un ceffone, ho contato fino a 10 e le ho detto “Meglio questo che altro, evidentemente Dio ti ha tolto un pochino per darti un’intelligenza grande, sfruttala…e ricordati di ogni singolo bambino che hai visto in ospedale che sta peggio di te e che intelligenza magari non ha…”, un discorso molto tosto e deciso.
Pian pianino fra alti e bassi è andata meglio, anche nel sociale, col tempo capii che COMPITO di un genitore di un bambino celiaco ,ma anche del celiaco adulto, è oltre il SEGUIRE  i “COMANDAMENTI FONDAMENTALI DELLA DIETA” quello di EDUCARE IL PROSSIMO AL MONDO CELIACO…e fra le due cose io ritengo che sia più difficile la seconda, parenti compresi.

Quindi per prima cosa mi diedi da fare nel far capire cosa avesse mia figlia, qualcuno finse interesse, qualcun altro si interessò veramente e  pian piano a volte con mano tenera a volte con toni decisi  e a volte pure con toni un po’ cattivelli (dove serviva) facemmo capire che una cosina da poter mettere sotto i denti per un celiaco bambino è importante e che anche se durante le feste  i bambini pensano a giocare, puntualmente si ricordano di aver fame…e portare il fagottino non è sempre piacevole.
Quindi con il tempo il fagottino è diventato sempre più piccino fino a non dover portare nulla, e siamo arrivati a consigliare alla mamma di turno (che me lo ha chiesto) a quale farmacia di zona rivolgersi per le merendine o la pizzetta.

Riguardandomi indietro mi dicevo che quello che mi avevano detto era vero, ma che queste piccole vittorie erano tali anche grazie al duro lavoro…un lavoro continuo che all’inizio pesa perché non si è abituati a un mondo che fino ad allora non si pensava esistesse.

Pensando di sapere tutto, con due celiaci conclamati in casa,  è arrivata la “gnometta“, che da quando l’abbiamo svezzata cresce e non cresce e quindi nonostante le sue analisi siano negative (ma è predisposta e con deficit parziale di Iga) ha anche lei fatto la gastroscopia e anche a lei come per la prima dicemmo della bollicina, ma la bollicina non si è vista, quindi ogni 3/6 mesi (e a volte anche più spesso) viene rigirata come un calzino dalla gastroenterologa (con analisi, consulti) perché anche lei non ci vede chiaro.
La piccolina  (3 anni e mezzo) ora è a dieta libera di tutto ,mangia glutinoso è ovvio, ma ha avuto problemi di intolleranza al latte quindi ha seguito una dieta (certo di diverso tipo e non badavo alle contaminazioni) priva di latte e tutti i suoi derivati da quando aveva 8 mesi fino a pochi mesi fa: lei era bravissima, controllava persino le insegnanti o le operatrici che le porgevano il pasto al nido; se c’era la mollettina sul bordo del piatto (segno di riconoscimento)  o se il piatto conteneva parmigiano o mozzarella, lei rispondeva a tono che dicendo che lei era “alleggica“…

Che dire: la famiglia dei celiaci non si annoia mai, e se già il compito di un genitore è arduo, penso che  serva tutto nella vita (problemi compresi)  e forse i nostri figli capiranno che siamo buoni genitori e teniamo a loro ancor di più anche da questo nostro agire quotidiano.

Monica