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Consigli alla concorrenza

Thursday, July 3rd, 2014

In Celiachiamo riceviamo continue richieste di affiliazione, partnership, forniture fisse, concessione del marchio, ecc.
Col tempo abbiamo capito che la nostra forza è concentrarci su noi stessi.
Ogni volta che diamo la mano a qualcuno è sempre il caso di ricontarci le dita: non si sa mai ci freghino anche quelle.

Di conseguenza, pur essendo grati di queste proposte, le rifiutiamo tutte.
A noi però piace la condivisione, e dato che nel settore gluten free si vedono sempre più sfaceli, ecco di seguito una serie di consigli alla concorrenza o a chi vuole fare impresa nel settore senza glutine.
Ecco quindi i 10 celiaconsigli di Celiachiamo.

1 - Il celiaco non è stupido
Se sei un ristoratore e ti è venuto in mente di preparare anche la pizza senza glutine, non andare sui gruppi facebook della tua città a far finta di essere un cliente del tuo ristorante, tessendo le lodi di questo meraviglioso nuovo locale, con pizza strepitosa e personale fantastico. Soprattutto se il tuo profilo è pieno zeppo di foto tue in mezzo ai tavoli e con i piatti in mano.

2 - Il celiaco non è doppiamente stupido
Se sei un ristoratore che da poco prepara la pizza senza glutine ed hai pensato bene di farti autopromozione nei gruppi facebook della tua città fingendoti un cliente soddisfatto del tuo locale, e se i celiaci del gruppo ti hanno tanato, non chiedere ai tuoi amici di tornare in quel gruppo incollando il testo zeppo di strepitosi complimenti che gli hai fornito tu, vale a dire le stesse parole con cui il giorno prima eri tu a tessere le lodi del tuo ristorante.
Errare è umano. Ma se perseveri…

3 - Il glutine non fila e non fonde
Se sei un ristoratore che decide di preparare la pizza senza glutine, fatti un giretto su internet, oppure chiama qualcuno dell’AIC, o ancora chiedi al tuo consulente che ti cura l’haccp…guarda, al limite chiama noi di Celiachiamo: abbiamo un numero verde.
Così non costa né a noi né a te informarti del fatto che il tuo forno, nonostante le alte temperature che raggiunge, non brucia il glutine.
Neanche la fucina di Satana brucia le proteine. Fidati.

4 - Il distributore, questo sconosciuto
Se hai un negozio che vende prodotti senza glutine e non sei soddisfatto del margine che le aziende ti riconoscono nei listini che ti applicano, non inventarti che in realtà la tua attività principale è vendere a ristoranti, bar, catering, hotel, ecc così da avere un listino più competitivo.
Le aziende più scemotte ti forniranno quei 4 o 5 punti di sconto in più, ma poi anche loro si renderanno conto che in realtà i prodotti li vendi solo nel tuo negozietto ai consumatori finali, proprio come migliaia di farmacie e negozi specializzati.
Se non hai degli agenti, se non hai una piattaforma logistica, se non hai neanche un furgoncino o un ragazzo che faccia le consegne per te, e soprattutto se ogni volta ordini due o tre cartoni di merce anziché i miliooooni di bancali che promettevi di movimentare, forse, ma dico forse, le aziende se ne accorgono.

5 - Assaggia
Se vendi prodotti senza glutine devi assaggiare i prodotti che vendi.
Se vendevi gelato i gusti li assaggiavi? Se facevi il meccanico sapevi cambiare anche le gomme? Se lavoravi in un museo sapevi a che piano erano le mostre?
Davvero non capisco come si faccia ad avere un negozio gluten free o a lavorare in una farmacia che ha un reparto senza glutine e non ritenere fondamentale l’assaggio di tutti i prodotti.
Assaggia tutto. Oppure chiudi, perchè sei inutile.

6 - Coerenza. Oppure memoria
Le cose sono due: puoi assaggiare i prodotti, capire il tuo gusto, confrontarlo con quello degli altri clienti. Il tutto fregandotene di quanto guadagni su una marca o sull’altra.
Se un prodotto è buono è buono. Se è sano è sano. Se è pieno zeppo di schifezze ma ci guadagni su un bel po’ non è che le schifezze scompaiono per questo motivo.
Consiglia i clienti con sincerità, anche se il consiglio è per te antieconomico.
Altrimenti fai la figura del cretino consigliando sempre prodotti diversi, evidentemente in base a quanto le aziende ti fanno guadagnare di volta in volta.
Fai prima ad essere sincero e coerente ed a consigliare quello che davvero consideri il prodotto migliore.
L’alternativa è ricordarti le cazzate che racconti.
Vedi tu cosa ti conviene.

7 - Briciole. Briciole ovunque
Se hai una gelateria o fai tutto senza glutine oppure la contaminazione è certa.
Non mi interessa cosa dicono i protocolli dell’AIC.
Questo è il mio blog e questi sono i miei consigli.
Se non ti piacciono segui le bibbie altrui.
Ma considerando che il mondo della gelateria lo conosco bene, deve ancora arrivare qualcuno che mi convinca che basta avere palette separate per ogni vaschetta, oppure sciacquare ogni paletta, o altre menate del genere.
Io credo, anzi sono sicuro che sei fai coni con e senza glutine, se fai gusti con e senza glutine, se hai un mantecatore in cui passano tutti i gusti (glutinosi e non), beh, puoi sciacquare al massimo la tua coscienza. Il glutine a casa tua c’è eccome, di conseguenza non puoi garantire un bel niente ad un celiaco.
Il gelato naturale non prevede glutine nel suo protocollo. I gusti glutinosi, come chese cake o tiramisù, puoi farli tranquillamente gluten free per tutti.
Ho assaggiato cialde per coni senza glutine preparate artigianalmente davvero molto buone.
Se vuoi intraprendere la strada del gelato senza glutine fallo per bene.
Altrimenti prepara il gelato con le polverine e lascia stare i celiaci.
Hai altri potenziali 99 clienti su 100 da prendere per il culo.

8 - Non farti ricattare
I clienti sono tutti uguali: se dai loro 10 ti chiedono 15, se fai una eccezione in men che non si dica l’eccezione diventa la norma, perchè se l’hai fatta una volta vuole dire che la puoi fare sempre.
I celiaci hanno un buono o ricetta mensile da spendere nelle farmacie e nei negozi specializzati convenzionati.
Per legge non puoi anticipare le ricette dei mesi successivi a quello in corso.
Per legge non puoi passare la birra come prodotto mutuabile.
Dai, è semplice: non anticipare ricette e fai sempre pagare i prodotti non mutuabili come la birra.
La tua concorrenza se ne frega, anticipa le ricette di Agosto 2046 e passa sotto ricetta fiumi di birra, salsa di soia, sughi pronti, solari, dentifrici, pannolini, trucchi e parrucchi?
Sei tu che te ne devi fregare: segui la tua strada, spiega al cliente le regole senza imporle.
Parla col tuo cliente. Se è vero che ti chiede sempre di più è anche vero che con buona probabilità capirà che queste regole sono sensate.
Fare figlio e figliastro ti rende ricattabile. E se sei ricattabile, prima o poi verrai ricattato.

9 - Ristorante gluten free. Ma chi te l’ha chiesto?
Molti ristoratori quando descrivono il fatto che sono attrezzati anche per il senza glutine lo fanno come un missionario racconterebbe della costruzione di una scuola di paglia e fango.
La vera domanda è: ristoratore, ma a te, chi te l’ha chiesto di servire un celiaco?
Meglio confessare di non essere attrezzati o non garantire neanche l’acqua minerale piuttosto che far star male le persone.
Se quindi nel tuo ristorante o nella tua pizzeria vuoi aggiungere la cucina senza glutine, lo fai per soldi, non nasconderti dietro ad un dito, dietro alla celiachia di un tuo parente o altre motivazioni ridicole.
Via quindi quegli occhioni da cucciolo di foca bastonato ed abbandonato sulla riva quando il cliente si accorge che non hai le cucine separate, non hai due forni, non hai bollitori separati, ecc.
E via anche quell’arroganza difensiva che in molti usano come arma all’insegna del “già è tanto che qui prepariamo…”.
“Già è tanto che qui prepariamo…” una sega.
Fai le cose per bene: prendi il corso AIC come una scuola materna.
E considera che il tuo obiettivo è laurearti.
Chi scrive su queste pagine ritiene che non sia minimamente possibile parlare di “garanzia” o “sicurezza” in un locale in cui il glutine entra.
Anche se pochi lo sanno, Antoine Lavoisier, il padre della chimica, era anche lo zio della celiachia.
Si narra che una volta disse:

“Se il glutine si crea, il glutine non si distrugge: il glutine si trasforma”.

Qualche discepolo sempliciotto, non conoscendo questo coso chiamato glutine, per sua comodità scrisse “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”.
Ecco, in sostanza la legge di conservazione della massa nasce da una glutinosa botta di culo…
AIC correttamente parla di “locali informati”, non di “locali sicuri”.
Tu ristoratore devi quindi informarti ben oltre il corso, organizzare la tua pianificazione di lavoro separando al massimo le produzioni anche nei tempi di realizzazione oltre che negli spazi.
Il celiaco non è stupido. Se lavori con qualità ti premierà con la certezza più assoluta.

10 - Divertiti e fregatene
Se hai deciso di fare impresa nel settore senza glutine non stai per realizzare una attività commerciale che ha immediati rientri economici.
Non sei un innovatore.
Come te ogni celiaco, ogni parente di un celiaco, ogni fidanzato di un celiaco, e così via, ha pensato che sarebbe una buona idea fare qualcosa nel settore.
E’ vero che aprono in tanti, ma purtroppo è vero che chiudono anche in tanti.
Di conseguenza il nostro ultimo consiglio è di pianificare per bene, di fare un business plan serio, di non affidarsi ad incantatori di serpenti che ti vendono scatole vuote.
Ma soprattutto il nostro ultimo consiglio è di non scoraggiarti.
Crea qualcosa di divertente, non necessariamente qualcosa di nuovo.
Fregatene di tutti, tranne dei tuoi affetti.
Porta quello che sei nel tuo lavoro, senza paura che non sia commerciale, che non sia politically correct, che non sia giusto visto che hai deciso di stare al pubblico.
Prendi spunto senza invidiare. Non sentirti mai migliore. Non lo sei.
Il cliente non ha sempre ragione. Neanche tu.
Chiedi scusa. Ringrazia.

E in bocca al lupo.

Pubblicato da Celiachiamo.com Srl
Vendita e distribuzione prodotti senza glutine
Via Giulio Venticinque 32/34 - Roma
www.celiachiamo.com

Il buon anno (passato) di Celiachiamo

Sunday, December 29th, 2013

Come ogni anno, o quasi, faccio gli auguri per l’anno passato.
Serve a memoria per l’anno a venire, per renderlo più preparato, più consapevole, più scontato.
Quindi diverso. E migliore.

Buon anno ai miei clienti. Anche a quelli che preferiscono lasciare un credito di 20 centesimi pur di non pagarne 10 oltre la ricetta. Senza di voi dovrei andare più spesso in banca a prender gli spicci.
E a me quelli della banca stanno parecchio sulle balle.

Buon anno a quella persona che il 25 Dicembre, alle ore 12:10, ha chiamato in negozio.
E scusa se non ti abbiamo risposto.

Buon anno a chi viene sempre e da sempre il Lunedì, anche se sempre e da sempre il Lunedì siamo chiusi.
Forse nel 2014 apriremo anche il Lunedì, quindi è innegabile che state avanti ed avete sempre creduto in noi.

Buon anno a chi si stupisce della scadenza breve del pane fresco.
Solo un gol di Totti a tempo scaduto ed in fuorigioco mi appassiona di più.

Buon anno ai nutrizionisti super esperti e super prezzolati, che fanno i complimenti ad una pasta realizzata con l’aggiunta di mono e digliceridi degli acidi grassi per la qualità delle materie prime scelte.
Non valete neanche il piatto di lenticchie per cui vi siete venduti.

Buon anno a quella cliente che ci ha regalato la foto di un albero che ha le radici al posto delle foglie e le foglie al posto delle radici. Quello che ci ha detto non me lo scordo. E lo tengo per me per non rovinarlo.

Buon anno all’associazione italiana celiachia. Un Giano bifronte che da una parte mi meraviglia sempre di più nella passione e nell’impegno dei tanti volontari che sensibilizzano, volantinano, convincono ristoratori, tranquillizzano i neo diagnosticati, spiegano spiegano ed ancora spiegano. Bravi.
Dall’altra parte invece si dimentica spesso di essere onlus, ricordandosi benissimo come si fa ad essere lucrativi e perdendo di vista l’utilità sociale. Solo per dare un paio di consigli, si puntasse alla diffusione della scritta “senza glutine” in etichetta anziché all’inserimento in prontuario e si permettesse l’uso della spiga sbarrata gratuito o giù di lì, altrimenti rimangono a crederci in due o tre al massimo che uno degli obiettivi dell’associazione è la diffusione della conoscenza della celiachia e la normalizzazione della vita del celiaco.

Buon anno a chi tenterà di commentare questo post e proverà a screditarlo, magari su pagine facebook da cui siamo stati cacciati perché dicevamo la verità. Un paio di volte, per errore, vi ho dato la mano.
Ho fatto bene in seguito a ricontarmi le dita.

Buon anno a chi si è fatto i chilometri sotto la pioggia per venirci a regalare un sorriso il giorno dell’inaugurazione del primo forno Celiachiamo: chiamare clienti questi amici è sbagliato.
Ed è bellissimo alzarsi la mattina per esservi utili.

Buon anno a quei professoroni che se hai le analisi sballate ti dicono di mangiare solo Schar.
Non so se siete più scemi voi o chi vi da retta.

Buon anno a chi asseconda la nostra idiozia e si diverte con noi a farsi foto assurde con nani di cartone e corna da renna, prova a vincere pizze pronosticando chi segnerà per primo al derby, è così scaramantico che anche con 40 di febbre passa in negozio il giorno prima di ogni partita perché mesi fa lo ha fatto e la sua squadra ha vinto, legge le newsletter e dice in cassa le parole chiave per avere l’extra sconto, ci tagga su torte e dolcetti vari oppure ci chiama per chiederci i consigli sul ristorante dove andare quella sera.

Buon anno a chi entra in negozio e ci chiede quale pasta mangia la Canalis perché ha sentito che la dieta senza glutine fa bene, visti i risultati che ha sulla bella Elisabetta.
Rimangono male quando rispondiamo che vendiamo pane e pizza e che per i miracoli deve andare sempre dritto senza girare mai.

Buon anno a chi ci chiede sempre se il 15 Agosto siamo aperti. Loro fanno le vacanze intelligenti e proprio il 15 sarebbe comodo fare una spesa di riassortimento.
Noi li assecondiamo dicendo che siamo aperti, apertissimi.
Ma che è necessario bussare forte. Moooolto forte.

Buon anno a chi entra timoroso, scoglionatissimo e triste perché è convinto che tutti i prodotti senza glutine siano schifosi come quelli che ha assaggiato fino a quel momento.
Poi quando ritorna sembra il testimonial della Mentadent per il sorriso che sfodera.
Il più simpatico del 2013 è stato un omone di 130 kg che con un leggeriiissimo accento romano apostrofava alcuni prodotti con allegoriche e bucoliche definizioni ed invitava le nostre sorelle a mangiare alcuni dei prodotti in esposizione. Lo abbiamo orientato nei suoi acquisti ed al suo ritorno ha aperto la porta, mi ha cercato con lo sguardo e trovandomi mi ha detto: “A fratè, fatte fa na foto, te vojo portà in giro come n’santino”. Era il suo modo per ringraziarmi.

Buon anno a quei medici che ai pazienti che hanno fatto le analisi del sangue, risultate positive, consigliano di fare la gastroscopia privatamente con loro.
Dicono al paziente che è meglio dare 150 euro a loro e fare la gastroscopia subito, così da avere subito le ricette ed iniziare la dieta, piuttosto che attendere i tempi tecnici del loro ospedale e continuare magari per due mesi ad intossicarsi con il glutine in attesa della gastro confermativa.
Al paziente dicono che gli basta un mese di ricette per recuperare quello che spendono per la gastroscopia fatta privatamente, quindi fare la gastro con loro risulta anche economico.
Buon anno anche a voi, che mi fate schifo come poche cose al mondo.

Buon anno alle aziende che scrivono “nuova ricetta” sulla scatola, ma l’unica cosa che cambiano è la grafica della scatola stessa, perché il prodotto è rimasto identico.
Non basta la presa per il culo sui prezzi, dobbiamo sorbirci anche questo marketing da due lire.

Buon anno a chi ci porta in assaggio il suo pane, la sua pizza, i dolci che realizza in casa.
Siete la parte bella del nostro lavoro, addolcite le parti più amare e scaldate davvero il cuore.

Buon anno ai nostri cari, a chi vive, è causa e scopo dei nostri sorrisi.
E buon anno ai rosiconi ed ai gufi che non riusciranno a spegnere i nostri sorrisi.
Neanche nel 2014.

Pubblicato da Celiachiamo.com Srl
Vendita e distribuzione prodotti senza glutine
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Associazione Italiana Prezzi Bassi

Thursday, February 7th, 2013


Uno degli scopi, se non lo scopo principale dell’Associazione Italiana Celiachia dovrebbe essere il miglioramento della qualità della vita dei celiaci.

Doverosa premessa la mia.
Doveroso condizionale il mio.

E’ di pochi giorni fa la notizia che anche in Lombardia saranno ampliate le modalità di erogazione dei prodotti senza glutine: largo quindi a supermercati, ipermercati e GDO (Grande Distribuzione Organizzata).

Tutti i presidenti regionali di AIC con cui ho avuto occasione di parlare e tutte le persone che in AIC hanno potere decisionale mi hanno sempre comunicato che l’apertura ai supermercati è da loro considerata un passaggio chiave per l’abbassamento dei prezzi dei prodotti senza glutine.

In effetti su questo non ho nulla da eccepire: all’università mi hanno insegnato che più competitor significano più concorrenza e che più concorrenza significa abbassamento dei prezzi.

Ma all’università si studiano i mercati normali, non quelli finti.

Il mercato dei prodotti senza glutine è un finto mercato. Lo ripeto da quando ho avuto in mano il primo listino di acquisto prodotti quando aprire un negozio specializzato in prodotti senza glutine era ancora solamente una idea che frullava in testa.
Solo in riferimento a questo blog, la pantomima dei prezzi è stato argomento principale, a mia memoria, almeno una decina di volte.

La denuncia dei prezzi artificialmente gonfiati è da sempre un mio argomento ricorrente quando ho occasione di parlare con i dirigenti di ASL, Regioni, del Ministero della Salute, vertici dell’Associazione Italiana Celiachia, ecc.

Le cose però non cambiano alla radice, ossia alla fine della fiera, alla fine dell’impegno (vero o presunto) di tutti, alla fine delle “battaglie vinte”, il risultato è che a meno di offerte sottocosto di Lidl, un celiaco medio non se la cava con meno di 6 euro per un kg di farina, figuriamoci per un prodotto finito.

Come mai?

Lo riririririririspiego in breve.

Noi negozianti, proprio come gli odiati farmacisti, abbiamo un prezzo di acquisto prodotti evidentemente diverso dal prezzo di vendita dei prodotti stessi.

A molti celiaci sembrerà strano, ma noi negozianti (ed i farmacisti) abbiamo un guadagno nella vendita dei prodotti.
Per inciso, quelle 65 ore che mediamente passo al negozio ogni settimana non sono (ma sarebbe meglio utilizzassi un condizionale) una opera caritatis.

Invito da subito i furbacchioni che stanno pensando che mi stia arricchendo a fare a scambio di automobile con me, se lo credono davvero: io metto sul tavolo una Peugeot 106 immatricolata a Gennaio 97′ color marrone smagliante e 197mila km sulle ruote.
Chi (s)offre di più? :)

Benintesi, non mi lamento, la mia brownie non la cambierei per quasi nulla al mondo.
E riaprirei 1000 volte i negozi Celiachiamo perché indipendentemente dalle difficoltà incontrate faccio un lavoro fichissimo.

Vabbeh, macchine scalcagnate a parte, quello che vorrei spiegare è che negozi specializzati e farmacie hanno dalla propria Regione un rimborso pari al controvalore dei prodotti acquistati dai singoli clienti.

Ecco a cosa servono quelle fustelle, ossia quei codici a barre che si staccano dalle etichette dei prodotti senza glutine.

Paghi il Pane Casereccio della Schar € 4,24?
Significa che Schar ha notificato al Ministero della Salute quel prodotto a quella cifra.

La Regione rimborserà € 4,24 al farmacista ed al negoziante che dimostreranno l’acquisto di quel pane tramite la presentazione della ricetta del celiaco con applicata sopra la fustella del pane casereccio.
Anche nelle virtuose regioni in cui non c’è lo stacca-attacca delle fustelle ma il collegamento telematico il sistema di rimborso non cambia.

Farmacisti e negozianti hanno da parte delle aziende uno sconto sul prezzo che le aziende stesse notificano al Ministero.

Hai capito bene. Uno sconto.

E, so che ti è sfuggito, se rileggi quanto scritto ho detto che sono le aziende a comunicare i prezzi che il Ministero dovrà rimborsare.
Il Ministero della Salute cosa fa? Approva tutti i prezzi che le aziende gli “propongono”.
Produci pane carasau e fai pagare 20 euro per pochi grammi ogni tua confezione? Benissimo, il Ministero ti dirà che per il tuo prodotto la Regione rimborserà i 20 euro che chiedi.
Vuoi alzare il prezzo di un prodotto per cui il Ministero ti ha già approvato la notifica?
Nessun problema, comunica il nuovo prezzo e la comunità lo pagherà senza batter ciglio.

Capisci ora perché una azienda come Happy Farm ha lanciato sul mercato un cioccolatino rimborsabile dal SSN che costa 100 euro al kg?
Certo, paga pantalone!

E’ un mercato normale od un mercato finto quello che sto descrivendo?

Ritorniamo al discorso dello sconto.

Negozianti e farmacisti hanno dalle aziende produttrici uno sconto che parte dal prezzo al pubblico del prodotto. Che so, ad esempio l’Happy Farm di turno propone un 30% di sconto su quel prezzo.

Che c’è di strano?

La stranezza è che in un mercato normale il negoziante ha un prezzo di acquisto e poi, in base alla propria struttura aziendale, decide quanta percentuale “ricaricare” sul suo prezzo di acquisto.

Solitamente, ad esempio, nel settore abbigliamento c’è un ricarico del +100% sul prezzo che il negoziante paga quel jeans o quella maglietta.

Sconto e ricarico non sono quindi la stessa cosa e non hanno le stesse conseguenze.

Con il ricarico c’è mercato e c’è concorrenza, in quanto ogni negoziante potrà vendere quel jeans o quella maglietta ad un prezzo più concorrenziale del negoziante vicino, magari riducendo il proprio ricarico.

Con lo sconto non c’è mercato e c’è al massimo con-presenza, in quanto sono le aziende produttrici a giocare sul fatto che il prezzo di vendita sia imposto.
Non a caso i prezzi al pubblico sono uguali per tutti.

Si chiama cartello, c’è poco da girarci intorno.

Le menti più sofisticate potrebbero dirmi: ma scusa, chi ti vieta di abbassare i prezzi al pubblico e di chiedere alla tua Regione un rimborso più basso del prezzo rimborsato solitamente dal SSN?

Indipendentemente dal fatto che questa cosa in molte regioni non è neanche tecnicamente possibile, ed anche se spesso chi ti scrive abbassa i prezzi dei prodotti più che può (se sei mai entrato in un negozio Celiachiamo o sul sito celiachiamo.com lo sai di certo), secondo te le aziende produttrici ti danno la possibilità di avere una marginalità tale da poter abbassare i prezzi in maniera significativa?

Se il pallino del prezzo fisso è in mano al produttore (e non al mercato), come puoi pensare che sia possibile un abbassamento significativo del prezzo?

Riassumendo, nel settore senza glutine il produttore sceglie quanto far pagare alla collettività i propri prodotti, ossia sceglie quanto guadagnare, il Ministero della Salute per “inspiegabili” motivi non si oppone all’accettazione di questo prezzo, e negozianti e farmacie non possono operare sul prezzo in quanto non hanno i margini per poterlo fare, visto il giochino così architettato.

Il celiaco, cliente finale, si ritrova dove solitamente si trova il cetriolo dell’ortolano ad assistere inerme al rarissimo caso di un mercato in cui i fruitori clienti celiaci come lui aumentano in continuazione, l’offerta di prodotti si arricchisce sempre più, i punti di approvvigionamento prodotti sono sempre più numerosi, le aziende produttrici sempre più numerose…ed i prodotti sempre più cari.

Porca miseria, quasi quasi torno all’università a raccontarlo anche a loro.
Magari mi becco il bacio accademico.

All’inizio del post parlavo dell’ampliamento ai supermercati nella rivendita dei prodotti senza glutine.

Hai notato come al supermercato molti prodotti senza glutine costino meno che nei negozi o nelle farmacie?

Pensi che il prezzo al pubblico più basso lo faccia la capacità che un supermercato ha nell’acquistare grandi volumi di quel determinato prodotto e quindi di strappare al produttore un prezzo di acquisto più basso.

Niente di più sbagliato.

Chi ti scrive, essendo a capo di più negozi specializzati e monodedicati al gluten free, vende di un qualsiasi prodotto senza glutine volumi molto più alti di un qualsiasi gruppo di supermercati generici.

Ma non riesce ad avere prezzi di acquisto così competitivi.

Pensa (arrivato a questo punto non avrei motivo di dirti falsità, non credi?) che ogni volta che un qualsiasi supermercato fa una offerta su un prodotto senza glutine, sarebbe conveniente per un qualsiasi negoziante o farmacista andare lui stesso a fare incetta del prodotto in offerta per poi rivenderlo in casa propria al prezzo standard (quello mutuabile e rimborsato dalla Regione), perché nettamente più basso del suo prezzo di acquisto ordinario.

Inoltre molti produttori, pensando di dividere i canali (con ricetta in farmacie e negozi e cash al supermercato) hanno realizzato linee di produzione identiche nel contenuto, ma diverse solamente nel confezionamento.

E nel prezzo.

Stesso prodotto, confezionato in due modi diversi e con nome diverso.

Prezzo basso quando si paga in contanti al supermercato.
Prezzo alto quando paga pantalone in farmacia e nel negozio specializzato che ritira le ricette.

Quando i produttori posizionano i loro prodotti al supermercato, il loro obiettivo non è l’1% di clientela celiaca, ma il 99% dei clienti non celiaci incuriositi dal provare l’alimentazione senza glutine, gli intolleranti momentanei, quelli che seguono per un determinato periodo una dieta di esclusione, ecc.
In aggiunta a questi c’è ovviamente tutto il mondo che ruota intorno al singolo celiaco: la sua famiglia, gli amici che hanno bisogno di un pacco di pasta per invitare a cena il celiaco, e dulcis in fundo, il celiaco stesso che ingolosito dalle offerte una tantum, decide di fare tutta la spesa per sè e per la sua famiglia nel supermarket in questione.

In questo supermercati e produttori incontrano le rispettive esigenze: i produttori ampliano il proprio mercato, rendono più accessibile il prodotto senza glutine, altrimenti inavvicinabile, per via del prezzo molto più alto rispetto al vicino di scaffale glutinoso.
Contemporaneamente colmano le esigenze del celiaco a cui non bastano i 100 euro al mese che in media il Ministero gli riconosce.

Il supermercato allarga la sua fetta di mercato, dando un servizio in più alla sua clientela, utilizzando spesso il prodotto gluten free come specchietto per le allodole, interessato in realtà a vendere tutto il resto, dove ha una marginalità ben superiore.
Non è interesse del supermercato ritirare le ricette, in quanto aspettare mesi e mesi i tempi di rimborso delle regioni non è una attività considerata economica dalle direzioni commerciali dei grandi gruppi.
Le eccezioni a questa regola le si possono trovare nelle regioni più virtuose (ossia veloci a pagare) e nei gruppi che come Coop si fanno realizzare prodotti a proprio marchio per aumentare la propria marginalità.

Ora che sei pazientemente arrivato fin qui, se io ti chiedo quale sia la soluzione in relazione ai prezzi, tesa al  miglioramento della qualità della vita dei celiaci, tu cosa mi rispondi?

  • Una autority di controllo sui prezzi accettati dal Ministero della Salute?
  • L’intervento del garante della concorrenza dei prezzi e del mercato?
  • Una delibera tesa alla calmierazione dei prezzi in riferimento ai prodotti per cui il produttore richiede la mutabilità, pena la non accettazione della mutabilità stessa?

Se sei una persona a cui non interessano i finanziamenti dei produttori mi rispondi una delle tre opzioni appena proposte.
Ho paura che se fai parte di AIC tu mi risponda che

il tuo ruolo di portavoce delle esigenze dei celiaci ti ha permesso di mettere a disposizione dei tavoli tecnici le tue competenze e la tua esperienza.

E buona camicia a tutti.

Pubblicato da Celiachiamo.com Srl
Vendita e distribuzione prodotti senza glutine
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I 10 Celiacamenti

Tuesday, November 20th, 2012


La celiachia è una religione.
I celiaci sono gli adepti della dieta gluten free.
Celiachiamo il vostro sacerdote.

Conquisterete la dieta eterna solo seguendo i 10 celiacamenti:

Io sono il negozio tuo pusher.
Non avrai altro fornitore all’infuori di me.

Non nominare il nome di AIC invano.

Ricordati di sanificare le superfici.

Onora il tuo pane ed impara a fare il tuo lievito madre.

Non uccidere (chi crede che la tua dieta sia una moda o una fissazione).

Non commettere contaminazioni impure.

Non rubare la merendina d’altri. Tanto non la puoi mangiare.

Non dire falsa fragranza: il pane è gommoso. Sempre.

Non desiderare la pizza d’altri.

Non desiderare i villi d’altri.


Pubblicato da Celiachiamo.com Srl
Vendita e distribuzione prodotti senza glutine
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Celiachia Terni: il primo negozio senza glutine!

Thursday, April 12th, 2012

Sabato 21 Aprile 2012 succede una cosa bella.

Che cosa?

Beh, credo sia bello annunciare l’apertura del primo negozio di Terni specializzato in prodotti senza glutine.
Segna sulla mappa: Zona Fiori 3/B

Celiachiamo.com apre infatti anche a Terni un negozio interamente dedicato alla celiachia ed a quelli che in tanti chiamano “prodotti per celiaci” ma che finalmente saranno prodotti per tutti, assaggiare per credere.

Proprio come una farmacia, il negozio di Terni è autorizzato al ritiro buoni / ricette di tutta la Regione Umbria.
I celiaci di Terni, di Perugia, e delle rispettive province, potranno quindi spendere in negozio i buoni che solitamente spendevano in farmacia.

80 metri quadrati dedicati interamente ai prodotti senza glutine freschi, secchi e surgelati, praticamente di tutte le marche.

Grande spazio è dato ai prodotti artigianali, i nostri preferiti.
Ecco quindi che per Celiachiamo è un vanto poter proporre tortellini fatti a mano e piadine romagnole, fettuccine e strozzapreti laziali, focacce genovesi, pizze, torte al testo umbre e chi più ne vuole più ne mangi!

Ovviamente ci saranno anche tuuuutte le referenze di tuuutte le marche più o meno famose del settore senza glutine: Schar, Biaglut, Nutrifree, Giusto, DS, Pasta D’Alessio, Piaceri Mediterranei, Happy Farm, Pandea, Farabella, Nazzaro, Probios, Farmo … la lista è davvero lunga, considera che per ora partiamo con oltre 800 prodotti diversi ed abbiamo come obiettivo quello di superare i 1000 come già fatto negli altri negozi Celiachiamo.com di Roma Nord e di Roma Sud.

Il 21 Aprile quest’anno non sarà più il Natale solamente di Roma. La festa la facciamo anche a Terni.
Dalle ore 15 infatti ci sarà una maxi degustazione di tantissimi prodotti freschi ed artigianali.
A curare il buffet appositamente pensato e realizzato per noi ci saranno gli amici di Revolution, una istituzione del settore senza glutine umbro.
E’ il caso di dire che faremo diventare normale quello che ai più appare ancora come rivoluzionario.

La nostra normalità è creare possibilità a partire dal buon cibo, avere la possibilità di spendere la ricetta mensile potendo scegliere a scaffale tra un’infinità di prodotti sempre disponibili, offrire il servizio catering a chi fa un evento o la torta di compleanno personalizzata a chi organizza una festa.
Tutto rigorosamente garantito senza glutine.

Il negozio Celiachiamo sarà inoltre un punto di riferimento per i tanti allergici ed intolleranti.
Come ripeto, tutti i prodotti sono senza glutine, ma molti prodotti sono anche senza lattosio, senza uova, senza soia, senza lievito.
Per questo motivo Celiachiamo non è solamente un negozio per celiaci, ma un punto vendita dove trovare prodotti adatti a chi oltre ad essere celiaco ha anche altre intolleranze alimentari oppure per chi è allergico e non sa dove poter trovare un buon biscotto od una tortina per la prima colazione.

Il negozio Celiachiamo.com di Terni si trova in in Zona Fiori 3/B.
C’è il parcheggio clienti privato e non puoi sbagliarti perché l’insegna con GluGlu, la nostra mascotte sull’altalena, la si vede lontano un miglio.

Con te porta il sorriso e la voglia.

La passione proviamo a mettercela noi :)

Celiachiamo.com Terni
Zona fiori 3/B
Cap: 05100 Terni
Tel: 0744/421456

email: terni@celiachiamo.com

Info inaugurazione: Num. Verde 800/128020
Orari Negozio:
Domenica: Chiuso
Lunedì: 15:30 - 20:00
Dal Martedì al Venerdì: 9:00 - 13:30 e 15:30 - 20:00
Sabato: 9:00 - 20:00 orario continuato

www.celiachiamo.com

Celiachiamo.com e gli scheletri negli armadi

Saturday, June 12th, 2010

Qualche giorno fa ho partecipato al convegno del Ministero della Salute intitolato “Celiachia: scienza ed epidemiologia, nuovi approcci“.

La location era di tutto rispetto: Auditorium del Ministero, poltrone comode, logo gigantesco dietro al palco dei relatori, che tra l’altro erano di tutto rispetto.

Dottoressa Bonamico a centrocampo, Dottor Cardi e Dottor Gasbarrini sulla fascia, in attacco Umberto Volta e Carlo Catassi.

In difesa un nutrito gruppetto di esponenti del Ministero della Salute.

Sugli spalti un 80% di medici e farmacisti, un 10% di nutrizionisti vari e poi noi comuni mortali.

In particolare mi ero accreditato per il convegno per seguire la parte così intitolata: “Erogazione gratuita degli alimenti per celiaci: canali alternativi alla Farmacia”.
Ho pensato: “Cribbbbbio, ma parlano proprio di noi! Andiamo un po’ a sentire cosa ci raccontano…”

Prende la parola, introdotto da un dirigente del Ministero, un medico-dirigente toscano, che dà conto delle modalità di erogazione dei prodotti nella Asl di Livorno.

Inizia parlando di buono super-frazionato, spendibile ovunque, anche nella grande distribuzione, elettronicamente collegato tramite bar code alla Asl che quindi effettua il monitoraggio della spesa.
Nessuna fustella da staccare, fattura sequenziale dei negozi accreditati…insomma l’eldorado…una meraviglia per tutti, celiaci ed esercenti.

Altra cosa che mi è apparsa rivoluzionaria è stato che in sostanza l’importo mensile che spetta ad ogni celiaco è diviso in tanti buoni pasto; la Asl rimborsa il buono, non rimborsa i prodotti.

La differenza è sottile ma sostanziale. Così facendo i prezzi non sono imposti e si crea una vera concorrenza tra canali diversi.

Non ho potuto fare a meno di prendere parola e ringraziare il Ministero per l’esempio d’eccellenza mostratoci, ricordando però al contempo a tutti quanti che:

  • Nella Regione Lazio il buono è cartaceo e c’è ancora l’inutile e lunga trafila dello stacca-attacca fustelle
  • Nella Regione Lazio l’erogazione dei prodotti senza glutine è gratuita non perché è la Regione a pagare i prodotti…ma sono i negozianti che come noi acquistano i prodotti e aspettano i rimborsi per tempi biblici ad anticipare di fatto il servizio spacciato come pubblico.
  • Tanto per fare un esempio informo tutti che pur erogando prodotti da 10 mesi, la Regione Lazio non ci ha ancora MAI rimborsato neanche un solo euro.

Mentre (ovviamente) provano ad interrompermi, continuo dicendo che non c’è alcun piano di controllo delle ricette fustellate né per noi negozi, né evidentemente delle farmacie.

Ma naturalmente questo non mi fa pensare che ci sia qualcuno che ci stia mangiando sopra da…SEMPRE… :)

Appare evidente a tutti che c’è più di qualcuno che non ama la concorrenza extra farmaceutica.

I primi a fischiare il mio intervento erano infatti proprio quei farmacisti che componevano buona parte della platea. Come se poi avessi detto una sola cosa inesatta…

Tra l’evidente imbarazzo del relatore toscano che provava a divincolarsi affermando che ogni regione fa storia a sé ed i dirigenti del Ministero che microfono alla mano affermavano che stavamo andando fuori tema (prego rileggersi il titolo dell’intervento, sic) e che magari potevamo approfondire doooopo l’argomento, la platea fino a quel momento anestetizzata ha iniziato a guardarmi come immagino le api guardino l’orso che si pappa con la zampa il loro miele.
Con la differenza che qui non c’è nessun miele, e che se anche ci fosse non sarebbe certo di nessuno in particolare, ma di tutti.

Il convegno continua senza risposte per me, ma anzi mi fa nascere sempre più domande.

Medici e farmacisti che parlano di “pazienti” e di de-medicalizzazione della celiachia.

Io sorrido un po’…è come se Dracula parlasse in pubblico dell’importanza della donazione del sangue, però lascio correre perché mi sento leggermeeeente osservato.

Esco per prendere una bottiglietta d’acqua e prima del primo sorso una signora ben vestita mi segue e mi chiede: “Mi scusi, a quale società faceva riferimento prima?”.
Io rispondo: “Celiachiamo.com…..con chi ho il piacere di parlare?”
E lei: “....grazie, arrivederci!”.

A quel punto replico chiedendo se si vergognava del suo nome.
La signora semplicemente mi gira le spalle, passa il suo badge elettronico, e va velocemente via.

Mi è sembrata la scena di un film di spionaggio di cui ero il protagonista involontario.

Se fossi stato il regista avrei fatto uno zoom sulla targa luccicante con scritto “Ministero della Salute”, una bella dissolvenza su due bossoli in terra per poi concludere con la scritta “Made in Italy” che emerge dal fumo di un sigaro.

Invece regista non sono, quindi mi sono semplicemente ripreso il mio documento e sono andato a montare un nuovo scaffale per continuare il mio lavoro per diventare sempre più grandi, continuare ad abbassare i prezzi per quanto ci è possibile, fornire un servizio normale e naturale senza curarci di loro, esigendo esclusivamente quanto ci è dovuto, e turandoci il naso per la puzza che sprigionano i loro armadi…

Una storia senza glutine

Saturday, December 12th, 2009

Celiachiamo.com

Celiachiamo.com

E’ successa una cosa bella.
Bella e strana.

Succede che crei un sito internet che parla di celiachia, di alimentazione senza glutine, di ricette gluten free e dei cosiddetti “prodotti per celiaci”.

Hai in mente di creare un sito e-commerce di rivendita di prodotti senza glutine…la celiachia la conosci da vicino e sai che alcuni prodotti non è facile trovarli.

Incontri tante persone, parli con tanti referenti di tante aziende: quasi tutti ti scoraggiano, ti dicono che non puoi fare concorrenza alle farmacie, che da te i celiaci non ci verranno perchè sono abituati a fare la spesa solo se a pochi metri di distanza c’è qualcuno con un camice…figuriamoci se vuoi fare un sito internet con una pupazzetta sull’altalena come mascotte.

Ti incaponisci ed i prodotti li compri lo stesso…sempre se le aziende si degnano di fornirteli.

Poi incontri un laboratorio artigianale, ti senti davvero a casa, e ti inventi la spedizione in tutta Italia in 24 ore di prodotti freschi e garantiti senza glutine.

I prodotti li assaggi tutti, quelli che ti piacciono li descrivi, li fotografi e li metti sul sito, che nel frattempo è diventato un portale internet.

Rispondi ad un sacco di e-mail, la gente ti dà calore, ti ringrazia per aver finalmente mangiato dopo tanto tempo qualcosa di buono, per aver trovato informazioni utili, per aver capito qualcosina in più.

Ti scrivono mamme, ti scrivono bambini, ti scrivono addirittura medici.

Conosci foodblogger, partecipi a convegni, a fiere di settore.
Iniziano anche ad invitarti in giro, perchè spesso ne sai più di tanti altri…

Sempre più click, sempre più amici, ti inviano ricette, suggerimenti, consigli.
Senza di questi non cresceresti per niente, non miglioreresti.

Poi scopri che puoi aprire un negozio vero e proprio e ritirare le ricette proprio come una farmacia.

Sei il primo della tua regione a fare la richiesta.
Alcuni ti mettono per mesi i bastoni tra le ruote.

Ti bloccano la pratica, fanno telefonate ai piani alti…

Tu te ne freghi, insisti, ti incazzi, rompi le scatole, esigi, rivendichi i tuoi diritti.

Il negozio lo trovi, lo risistemi tutto, ci passi i giorni e le notti, anche se in pochi riescono a vedere quello che hai in testa tu, i prodotti, i colori…riesci addirittura a sentire i profumi di quello che ancora non c’è.
E la pupazzetta sull’altalena, quella che era considerata da qualcuno troppo giocosa, la sistemi proprio sull’insegna.

Alla fine sei il primo ad avere questa benedetta autorizzazione al ritiro ricette.
E pensare che in teoria era solo una legge da far applicare…

Arriva l’inaugurazione, e viene un casino di gente.
Ritrovi tanti amici telematici, che ora conosci finalmente di persona.

Non si sa quante volte dici “grazie” a tutte queste persone che ti volevano bene prima ancora di conoscerti.

Ci son venuti da tutta Italia a brindare con te…

Ora le aziende ti chiedono se ti piacerebbe proporre anche i loro prodotti.

La bimba sull’altalena continua a sorridere, come ha sempre fatto…


Grazie di cuore a chi ha permesso tutto questo
.

Il primo negozio senza glutine di Roma!

Friday, November 27th, 2009

Celiachiamo.com, il negozio senza glutine di Roma!

Celiachiamo.com, il negozio senza glutine di Roma!

Il 17 Ottobre 2009 ha aperto Celiachiamo.com.

Mi dirai: “eeeeeeh ma Celiachiamo.com è aperto da un sacco di tempo!”

Questo è vero, però dal 17 Ottobre abbiamo anche un negozio vero e propriooooo!!!

Quindi non più “solamente” un portale internet, ma un vero e proprio negozio specializzato in prodotti senza glutine. Dove?
Beh, a Roma, ovviamente.  Siamo in Via Cipro 4/L (Aggiornamento: ci siamo ingranditi e trasferiti di qualche centimetro. Ora siamo a due passi, in Via Giulio Venticinque n°32/34, proprio di fronte alla metropolitana Cipro).

Casa e chiesa insomma.
Anzi, sarebbe meglio dire negozio e monastero.

Già, perchè siamo ufficialmente il punto vendita di Cose dell’Altro Pane, il nostro laboratorio senza glutine che dal monastero benedettino di San Giovanni Battista a Monte Mario ci prepara tutti i giorni pane, pizza, dolci, biscotti, pasta e chi più ne ha più ne metta.
Tutto freschissimo e tutto rigorosamente artigianale.

Prodotti senza glutine freschi ed artigianali quindi, ma non solo.

Ora ti spiego:

Siamo il primo negozio specializzato in celiachia e prodotti senza glutine di tutta quanta la Regione Lazio autorizzato al ritiro delle ricette ASL di cui gode ogni celiaco diagnosticato: la ricetta rossa o i fogli esenzione che rilasciano ad ogni celiaco, tanto per capirci.

Diamo quindi lo stesso servizio della farmacia pur non essendo farmacia.

Ci porti la ricetta (oppure il foglio esenzione), prendi il tuo carrello, e fai la tua spesa come in un normalissimo negozio.

La cosa bella è che puoi scegliere tra più di mille referenze diverse (ad oggi siamo a 1110 prodotti diversi e prendiamo sempre nuove chicche) tra alimenti secchi, freschi, surgelati, biologici, pane, pasta, pizza, farine, eeeeeeeeeeeecccc ecc

Inoltre in questo mese abbiamo inserito alcuni prodotti da Prontuario AIC per rendere ancor più completa l’offerta di prodotti.

Ad esempio abbiamo la farina di castagne, quella di carote, quella di cocco…addirittura abbiamo la farina di arepas (un mais bianco) garantita senza glutine, oppure ancora dei pop corn che vanno nel forno a microonde, delle tortillas certificate senza glutine, un risotto all’ortica biologico e gluten free, il lievito per dolci o quello per pane e pizza, e ancora salumi, insaccati, e così via.
Ahhh quasi dimenticavo la birraaaa: tra Estrella, Baden Brau, Schnitzer Brau, e così via sembra sempre un’Oktober Fest senza glutine :)

Il negozio si trova in Via Giulio Venticinque n° 32/34 a due passi dalla Metro Cipro (linea A), proprio di fronte all’ospedale oftalmico.

Credo che non ci sia marca senza glutine che non abbiamo…se ci vieni a trovare e manca proprio il tuo prodotto preferito non hai che da consigliarcelo.

Fino ad ora però la cosa bella è stata notare lo stupore delle tante persone che sono venute in questo mese e che girando per il negozio di scaffale in scaffale ripetevano in continuazione “noooooo, ma avete anche questo???” oppure “ma anche questo è senza glutine???”, increduli del fatto che tutto quello che abbiamo è ovviamente garantito gluten free.

Un’altra cosa che ci rende tanto felici e che abbiamo sempre sognato di fare quando eravamo ancora solamente un sito internet è il servizio torte di compleanno che abbiamo organizzato.

Realizziamo infatti torte di compleanno senza glutine su ordinazione (ci servono solamente un paio di giorni di preavviso).
Si può scegliere tra le classiche torte, tipo sacher, millefoglie, profiterol, mimosa, saint honorè, torta delizia, oppure sbizzarrirti insieme a noi scegliendo la torta che fa per te con gli ingredienti che più ti piacciono.

Ecco quindi che abbiamo realizzato tante crostate con crema e frutta fresca, oppure torte di nocciole farcite al cioccolato, torte mimose con limoncello e cioccolato, e così via.

Quello che succede nelle classiche pasticcerie, ossia ordinare la torta che più ti piace, adesso succede anche da Celiachiamo.com a Via Giulio Venticinque 32/34 per quanto riguarda tutta la pasticceria senza glutine o il mini-catering per il compleanno che devi organizzare, quando i celiaci sono solo 2 o 3.
Vuoi dei mignon con la crema chantilly? Una mini-sacher per fare una sorpresa alla tua fidanzata? Delle tartelle con crema, mandorle e granella di nocciole? Un vassoio di pizzette appena fatte?
Nessun problema, basta chiedere, e poi mangiare :)

Tutti queste delizie senza glutine ce le preparerà in maniera espressa Cose dell’Altro Pane.
Lucia, Giuliana, Mary, Donna Olimpia e le altre ragazze (e monache) del laboratorio (se vuoi vederle “in azione” clicca qui) stanno davvero superando loro stesse, assaggiare per credere.

Nel nostro frgorifero poi, trovi sempre tanti prodotti speciali che spero ti piaceranno: dal salame di cioccolata ai mignon con crema e cioccolato, dalle pizzette rosse ai rustici assortiti passando per i supplì.

E così via fino alla prossima giornata gluten free.

Tra Schar e Biaglut, Nutrifree e DS, superando Pandea e Agluten, driblando Giusto e Bioalimenta, accompagnati dalle Asolane e da Cereal, insieme a Dialcos, il Pane di Anna, Cerealvit e taaaaaanti altri, non ti resta che farti un giretto da noi: siamo aperti dal Martedì al Venerdì dalle 9:30 alle 13:30 e dalle 15:30 alle 19:30. Il Sabato facciamo orario continuato 9:30/19:30.

E mi raccomando: se ci ricordi di essere amico del blog per te razione doppia di assaggi! :)

Rieccoti le nostre coordinate:

Celiachiamo.com
Via Giulio Venticinque 32/34
(Metro Cipro, altezza Piazzale degli Eroi)
Tel: 06/39754621
e-mail: staff@celiachiamo.com
www.celiachiamo.com

A prestooooooooooooooo

I buoni intelligenti: dove un celiaco può spendere il proprio buono?

Tuesday, July 7th, 2009

prodotti senza glutine in vacanza

Prodotti senza glutine in vacanza?

Qualche giorno fa su Facebook un’amica ci chiedeva chiarimenti sull’erogazione dei prodotti senza glutine nelle singole regioni.

E’ possibile per un celiaco acquistare prodotti al di fuori della regione in cui ha il buono / la ricetta?

La nostra risposta è stata (purtroppo) un NO deciso.

Lo so, è assurdo.

Immagina tutti gli studenti fuori sede, i militari e tutto il personale in divisa, i pendolari, chi si trova spesso fuori regione per motivi di lavoro, ecc.

Tutte categorie di celiaci che hanno meno diritti e meno libertà di tutti gli altri cittadini italiani.

Il buono di spesa mensile di cui dispongono tutti i celiaci diagnosticati è quindi valido solamente per la propria regione; è spendibile quindi esclusivamente nelle farmacie (o nei negozi specializzati nelle regioni in cui il mercato è liberalizzato) della propria regione di residenza.

Per usufruire del buono / della ricetta nella regione in cui ci si trova più di frequente bisognerebbe quindi cambiare residenza ed iniziare la trafila tra la vecchia ASL e la nuova ASL che dovrà rilasciare i buoni / le ricette.

La cosiddetta devolution in materia sanitaria non ha aiutato una situazione che già in partenza vedeva (e vede ancora) differenze tra le singole regioni: importi del buono, spendibilità, diritti, trattamenti, strutture, ecc:

  • Gli importi dei buoni variano da regione a regione
  • In alcune regioni si possono spendere solamente nelle farmacie, in altre anche nei negozi specializzati
  • Alcune hanno i buoni frazionati (tipo buoni pasto)  in modo da poter scegliere più punti vendita. Altre invece mantengono il buono / la ricetta unico/a
  • Alcune regioni hanno centri di diagnosi d’eccellenza anche per il follow up della malattia celiaca, altre invece vantano strutture in cui si dice ancora “ciliachia” e fare le analisi del sangue per la ricerca degli anticorpi è complicato quanto entrare negli Stati Uniti con un fucile a canne mozze.

In Celiachiamo.com, soprattutto in questo periodo estivo, ci capita sempre di spedire la spesa senza glutine direttamente sul luogo di vacanza. Per molti è impensabile caricare la macchina della spesa necessaria per una o due settimane…e con buona probabilità sul luogo di villeggiatura trovare i prodotti senza glutine preferiti è un’impresa non da poco.

Quel che ci capita ancor più spesso è spedire agli studenti fuori sede: in molti si fanno spedire i prodotti dai propri genitori (a costi esorbitanti per giunta, in quanto i pacchi sono molto voluminosi).

Altri preferiscono acquistare on line i propri alimenti gluten free direttamente su Celiachiamo.com, in particolare quei prodotti freschi che necessitano di trasporto a temperatura controllata.

Noi non siamo per niente contenti di effettuare queste spedizioni. L’assenza di uguaglianza e il venire meno dei diritti dei singoli ci fa arrabbiare non poco. Scriviamo in continuazione ad ASL e Ministeri chiedendo come sia possibile che ogni regione sia blindata nell’erogazione dei prodotti.

Chiediamo conto anche del perché le farmacie ed i negozi specializzati non possano relazionarsi con le ASL di tutta Italia ma solamente con quelle della propria Regione.
Chiediamo che problema vi sia a dividere il buono in più parti come se fosse davvero un buono pasto.

Le risposte latitano, come puoi immaginare.

Ai nostri amici che acquistano su Celiachiamo risulta quindi comodo il nostro servizio perché per noi spedire in un posto od in un altro è la medesima cosa: che sia un luogo di lavoro, una casa di villeggiatura o una caserma per noi fa lo stesso.

Ma se ci pensi bene è assurdo essere messi dallo Stato nelle condizioni di trovare un’alternativa alle modalità di erogazione dei prodotti stabilite dallo Stato stesso.

Prima ci aiutano con il buono, poi non ci permettono di usufruirne con libertà, anzi, con razionalità.

Sai che mi ricorda questa cosa?
Mi ricorda mia mamma al mare, che quando avevo 14 anni mi diceva sempre che “potevo fare quel che volevo dopo cena…l’importante era tornare al massimo alle 22:30”…

Ah dimenticavo: a casa mia non si iniziava mai la cena prima delle 21…

Mia madre è sempre stata un genio del male :) :P :)

Matrimonio o festa senza glutine? Come si fa?

Saturday, June 20th, 2009

matrimonio per celiaci

Matrimonio per celiaci: come fare

Torno ora da una mattinata passata in una importante azienda di catering di Roma.
Avevano contattato Celiachiamo.com per la fornitura di prodotti senza glutine per diversi invitati.

Mariella (la sposa) scoperta celiaca dall’età di 9 anni, ci conosce da tempo ed ha diversi amici celiaci come lei.

Ha quindi pensato di metterci in contatto con l’azienda a cui ha affidato l’organizzazione del matrimonio per far sì che lei ed i suoi amici non avessero alcun problema con il pranzo di nozze.

Insieme alla referente del catering ci siamo confrontati sul menù, scegliendo spesso pietanze naturalmente prive di glutine ed integrando ovviamente altri prodotti tra pani, pasta, pizzette e dolci.

Quindi tra gli antipasti c’erano pizzette, salatine con tante salsine diverse, tartine, panini aromatizzati, rustici, insomma tutto come sempre, ma in verisone gluten free.

Stesso discorso per i primi, un immancabile risotto buono per tutti, dei ravioli ricotta e spinaci con zafferano, cannella e miele, una lasagna di mare, e così via.

L’ultimo piano della torta era un’immancabile millefoglie senza glutine.

Ora, il personale e tutta l’organizzazione del catering di Mariella era composto da persone squisite ed estremamente cortesi.
Organizzano matrimoni, feste, ricevimenti da sempre. Il banqueting è non solo preparazione dei piatti ma passa per gli allestimenti, gli arredi, lo stile, la location, il servizio.

Un matrimonio, una festa, un ricevimento: sono tutti momenti più o meno importanti in cui il cibo è sempre presente.

E’ normale che un celiaco viva con apprensione questi momenti.

Quello che ci sembra non tanto normale è la necessità di un nostro intervento.
Mi spiego meglio: Celiachiamo.com lavora con tanti catering effettuando forniture di prodotti senza glutine freschi, artigianali, secchi, ecc e lavorando sulle esigenze specifiche di aziende, sposi, circoli, e così via.

È abbastanza normale per noi fare formazione al personale di sala e di cucina, e lo facciamo davvero con molto piacere, perchè parte della nostra mission aziendale è proprio diffondere la conoscenza della celiachia.

Ci chiediamo però come sia possibile che chi lavora professionalmente nei settori banqueting e organizzazione ricevimenti e matrimoni rimanga stupito quando diciamo che il riso non va cotto nella stessa acqua di cottura della pasta, oppure che il nostro pane va tagliato con un coltello dedicato e su una superficie precedentemente pulita.

Insomma, tranne rari casi, spessissimo ci troviamo di fronte personale non molto preparato, ma attentissimo e voglioso di imparare.

C’è tanto interesse, tutti si adoperano al massimo dopo le nostre (spesso davvero semplici) direttive.

Ed alla fine tutto va sempre per il verso giusto.

Ogni volta però ci chiediamo come sia possibile che gli operatori del settore non seguano un corso AIC sul Progetto Ristorazione o non conoscano le semplici linee guida che deve seguire chi ha come cliente un celiaco.

La celiachia è evidentemente ancora questa sconosciuta, anche se di celiachia è affetta una persona su 100

Visto che sono rari i matrimoni con meno di 100 invitati, è praticamente quotidiano per chi è del settore imbattersi in un celiaco.

Eppure…

È quindi molto importante continuare tutti a diffondere al massimo la conoscenza sulla celiachia.

Noi siamo qui anche per questo. Su Celiachiamo.com abbiamo anche creato una sezione apposita, utile per chi ha un sito od un blog e vuole rimandare ad una pagina in cui sono riassunte molte informazioni importanti…davvero per tutti.

Che dire, tra un matrimonio e l’altro, diffondi anche tu grazie al tuo blog la conoscenza sulla celiachia!