Il normale intollerante

April 29th, 2011

il normale intollerante

Che significa “normale“?

Un dizionario ti direbbe che significa ordinario e, per l’appunto, nella norma.

E’ normale quello che di solito fanno tutti, quello che pensano tutti, quello che è così scontato da apparire banale perché universalmente condiviso. Della normalità non si parla quasi mai proprio perché è normalità, non c’è niente di stra-ordinario, è tutto regolare.

Come lavoro vendo prodotti senza glutine. Solo una persona su 100 è celiaca, ma solamente un celiaco su 6 sa di esserlo.

Nel negozio Celiachiamo di Roma la parola “normale” la sentiamo spesso.

La pasta di grano è “normale“, quella di riso e mais no.
Un dolce della pasticceria che hai sotto casa è “normale“. Una sacher preparata con una base di amido di mais, farina di riso, e fecola di patate, beh, non lo è.

O almeno così dicono.

Come già detto, in negozio la parola normale la sentiamo spesso. In tantissimi , indicando ad esempio un uovo di pasqua, una colomba od una crostata ci chiedono: “Ma questo è “normale” o senza glutine?”.

Inutile elencarti le nostre risposte, avendo Celiachiamo come obiettivo quotidiano quello della “normalizzazione” (neanche a farlo apposta!) della dieta senza glutine.

Quello su cui riflettevo stasera e che ha fatto nascere questo post è che in realtà noi ci confrontiamo tutti i giorni con il concetto di normalità.

Vediamo la normalità come qualcosa di estremamente statico, immutabile.

Eppure muta eccome. La cosa più spaventosa è che si trasforma silenziosamente.

Le cose diventano normali. Non vi nascono.

Eppure noi percepiamo normale una cosa come se fosse così da sempre.

Più passo il mio tempo tra la gente più mi rendo conto di come il silenzio sia silenzio-assenso e di come questo ratifichi le nuove normalità.

Mi scuso se appaio un po’ criptico, provo a diventare più concreto, più visuale.

Il ragazzo nero che tutti i giorni entra nel negozio e ti propone i calzini? Per me è normale che succeda: sono sulla strada, non mi aspetto che nel mio negozio entri solamente Rockefeller.

Mi sto rendendo conto che è invece diventato normale il commento del cliente di turno che, senza che tu abbia chiesto alcun parere, ti dice che: “Non se ne può più di questi stranieri accattoni”. Continuando poi con un: “Non è per cattiveria eh…”.

Tu al ragazzo nero avevi semplicemente detto che: “No, grazie, non ci serve nulla”.
Non credevi di lanciare un assist al tuo cliente del momento…

Allo stesso modo se spieghi che la birra non è mutuabile (ossia non si può prendere con la ricetta mensile) in quanto è normale che il Ministero della Salute non rimborsi gli alcolici, ci si stupisce del fatto che in moltissimi ti dicano che in farmacia la birra la passano e che invece sarebbe normale la passassero tutti in quanto si tratta di un prodotto senza glutine.

Ho sempre più l’impressione che in Italia la normalità cambi e venga sostituita via via da una nuova normalità purtroppo peggiore della prima, perché più razzista, con maggiore impunità, meno rispetto del prossimo e delle regole, maggiore menefreghismo, crescente difesa del proprio orto a scapito dell’orto altrui e dell’orto comune.

Se ancora esiste una maggioranza civile, restando silenziosa ecco che diventa d’un tratto minoranza.

E pensare che questa pseudo maggioranza basa la sua civiltà proprio sulla capacità di rimanere in silenzio, sul restare composta, ordinaria. Normale.

Mentre consiglio prodotti senza glutine capita quindi di scambiare una battuta con una mamma magari sulla mortificazione della scuola pubblica. La risposta di solito è: “Eeeh che ci vuoi fare, che non lo sai come vanno le cose…”.

Oppure vendendo i “Rubacuori” (un biscotto della Lazzaroni che dal nome ricorderebbe allegre frequentazioni di anziani politici) si finisce scherzosamente (ma non troppo) per parlare della crescente mercificazione della donna in Italia ed in questo caso la risposta dell’acquirente è solitamente uno sconsolato “eh si sa, fa tutto schifo e sono tutti uguali”.

Noto quindi da una parte una radicalizzazione del pensiero e dall’altra un livellamento dei giudizi valoriali; da un lato la continua ricerca del nemico, dell’altro da sé, del soggetto da esiliare, marginalizzare, allontanare da sé per diventare finalmente centro perché evidentemente se allontani qualcuno lui diventa periferia e tu ridiventi centro.
Dall’altra parte un appiattimento svilente su quei valori che dovrebbero essere fondativi in una comunità: la legalità, il rispetto, il senso civico, la morale, la giustizia…
In una sorta di “tutti colpevoli, nessun colpevole” vedo una specie di assoluzione di massa dal pensiero critico, tanto “sono tutti uguali“, “non cambia mai niente“, “che ci vuoi fare“, ecc.

La mia normalità diventa quindi così antica da apparire agli altri addirittura faziosa, politicamente scorretta se confrontata con la nuova normalità.

Io che considero la necessità di una alimentazione senza glutine come una delle caratteristiche dei miei clienti vengo percepito come atipico, perché la normalità è dire che il celiaco è strano ed il non celiaco è “normale” .

Allo stesso modo è “normale” che ci si coalizzi nel cacciare via schifati il ragazzo che ti vuole vendere i calzini anziché semplicemente rifiutare la proposta di acquisto, perché crea socialità, vi sembrerà strano ma fa gruppo, rompe il ghiaccio tra le persone “normali” dire all’ultima ruota del carro che ci ha rotto le scatole con quei calzini.

Comprare la birra sotto ricetta non è un problema di legalità ma diventa una opportunità, una occasione.
Sei scemo tu negoziante se non ti adegui all’andazzo farmaceutico, inutile fare la parte dello stupido moralizzatore, che ancora crede ad uno Stato sociale e nel caso della celiachia alla necessità di un contributo per l’acquisto di prodotti sostitutivi fondamentali, non al sovvenzionamento di alcolici o di sfizi accessori.

Sei un commerciante atipico se invece di risolvere con un sorriso di circostanza o con un “eeeh d’altra parte si sa come vanno le cose in Italia” l’eventuale considerazione politica di un tuo cliente decidi di replicare che a te fa letteralmente schifo un presidente del consiglio che va a prostitute, ciliegina sulla torta di una condotta ventennale basata sul malaffare e sulla mortificazione di legalità ed istituzioni.

Ci si lamenta quindi se un celiaco viene considerato un malato, un diverso, e poi vedo quotidianamente esempi di marginalizzazione ed allontanamento di altri “malati”, di altri “diversi”.

Ci si lamenta che non si arriva a fine mese con la quota di prodotti senza glutine che il Ministero rimborsa tramite la ricetta e poi si vorrebbero acquistare birra, torte di compleanno e barattoli di nutella con l’importo dedicato ai prodotti dietoterapeutici di base.

Si predica la legalità ma poi si razzola nella giustificazione del malaffare non considerandolo tale ma facendolo passare per comune andazzo.

Si criticano le aziende, si disdegna la politica, l’organizzazione della scuola dei propri figli, i tetti di spesa regionali per l’erogazione gratuita dei prodotti, e chi più ne  ha più ne metta.

Però nessuno non solo si mobilita, ma non condivide neanche a voce alta il proprio pensiero e le azioni che potrebbero migliorare le singole situazioni che gli creano disagio o che comunque non tollera.
Ci si dice che fa tutto schifo, non ci si sente parte di questo schifo ma si alimenta lo schifo complessivo.

Il tutto sentendosi sempre straordinariamente normali.
Perché gli intolleranti, quelli veri,  son sempre gli altri…

Pubblicato da Celiachiamo.com Srl
Via Giulio Venticinque 32/34
00136 - Roma

Celiachiamo o Celiacando?

April 7th, 2011

Celiachiamo o Celiacando

Celiachiamo o Celiacando

Ultimamente ci stanno scrivendo in tanti così come in tanti entrano nel nostro negozio senza glutine di Roma (Via Giulio Venticinque 32/34) chiedendoci maggiori informazioni su Celiacando, un nuovo negozio che tratta anche prodotti senza glutine.

Avete capito bene: Celiacando, non Celiachiamo.

Vi informiamo che Celiachiamo non ha alcun collegamento con Celiacando e che anzi abbiamo da tempo iniziato una vertenza per far valere i nostri diritti nei confronti di quella che a nostro giudizio è una concorrenza sleale.

Già, perché è diritto di tutti aprire negozi e vender quel che si vuole. Altra cosa è utilizzare il lavoro e la visibilità di altri come traino per la propria attività.

Il nostro nome “Celiachiamo” nasce da una specifica voglia di concretizzare quel senso di socialità che a nostro giudizio ci deve essere anche intorno al mondo della celiachia, così come c’è attorno all’alimentazione in generale.

Abbiamo creato una sorta di neologismo, facendo diventare verbo un sostantivo, umanizzando la parola “celiachia” e facendola nostra e di tutti allo stesso tempo.

“Celiachiamo” diventa quindi una sorta di indicativo, in cui l’universalità del NOI si sostituisce alla solitudine dell’IO.
Nel nostro nome ci piaceva e ci piace trasmettere il senso comunitario di una pizza tra amici, la convivialità che è legata indissolubilmente al cibo, soprattutto in un Paese come il nostro in cui “andiamoci a mangiare qualcosa” è la modalità classica con cui si invita qualcuno a fare quattro chiacchiere, a passare del tempo insieme.

Contemporaneamente la desinenza AMO ci permetteva di mostrare a tutti l’AMOre per il nostro lavoro e per la celiachia stessa, che si è rivelata un mezzo straordinario per conoscere quelli che oggi sono veri e propri amici…un terreno comune che ci stringe dall’inizio: la celiachia che da ostacolo, barriera, si è trasformata in con-divisione e piacere dello stare insieme.

E’ un po’ stupido citarsi da soli, però credo che in questo caso serva.

Nella sezione “chi siamo” del nostro sito, più di tre anni fa ho scritto:

“Mia nonna mi diceva sempre che da soli si può fare quasi tutto. Ma diceva anche che è proprio per quel quasi che vale la pena vivere insieme agli altri, condividere esperienze, passioni, ricordi.
Forse allora è per questo che abbiamo deciso di chiamarci così.
Perché solo insieme impariamo. Solo insieme cresciamo.
Solo insieme Celiachiamo.

Ci fa un po’ male quindi che qualcuno si sia preso un pezzettino che riteniamo nostro.

Celiachiamo oltre ad essere un negozio è anche una piattaforma di distribuzione di prodotti senza glutine.

Serviamo centinaia di farmacie e negozi specializzati in tutta Italia con i nostri prodotti artigianali.

In tanti nei loro nomi aziendali giocano con la parola “celiachia” o “celiaco“.

Il caso di Celiacando ci appare però molto diverso in quanto è evidente che si cerchi il misunderstanding, il fraintendimento di chi in realtà cerca “Celiachiamo”.

Nessuno in Italia (né ovviamente in altre parti del mondo) ha “declinato” per così dire la parola “Celiachia”.

Nel nostro stesso quartiere (noi di Celiachiamo siamo in Prati, in Via Giulio Venticinque 32, fronte Metro Cipro, Linea A) si sono invece “inventati” il gerundio, peraltro un gerundio spurio della parola celiachia: Celiacando anziché Celiachiando…

Questioni di lana caprina, potrebbero pensare alcuni.

Forse, se però al nome davvero molto simile (tanto da indurre moltissimi nostri clienti a congratularsi per la nostra nuova apertura) si aggiunge la copia esatta del nostro oggetto sociale, i dubbi aumentano ancora di più.

L’oggetto sociale è quel documento che si redige quando si apre una società ed in cui si comunica alla Camera di Commercio ed a tutta la propria clientela (presente e futura) di cosa si occupa la propria società, da dove viene, dove vuole andare, di cosa si vuole occupare oggi e di tutti i possibili sbocchi futuri.

E’ una sorta di dichiarazione di intenti; quelli bravi la definirebbero la mission aziendale, ossia lo scopo della propria impresa e tutte le declinazioni presenti e future, viste e considerate le pre-condizioni iniziali.

L’oggetto sociale di Celiachiamo è estremamente complesso e decisamente nutrito: senza annoiarvi vi basti sapere che è più lungo di una intera pagina word.

Ci occupiamo di produzione, commercializzazione, distribuzione di prodotti senza glutine, abbiamo un portale internet, una piattaforma logistica, progetti di affiliazione, rappresentiamo alcune aziende, operiamo su mercati internazionali, organizziamo eventi, siamo invitati a convegni come relatori, partecipiamo attivamente a fiere settoriali, ecc ecc.

Come è ovvio che sia abbiamo scritto noi il nostro oggetto sociale: l’abbiamo ritagliato intorno a quello che sapevamo fare, a quello che facciamo ed a quello che vogliamo fare da grandi.

Immaginate quindi il nostro stupore quando ci siamo resi conto che Celiacando aveva inserito nel suo atto costitutivo societario esattamente lo stesso nostro (e originale) oggetto sociale: 458 parole identiche a quelle create e scritte da noi anni fa.

Incredibile: a pochi passi da noi apre una attività commerciale con un nome davvero simile e con l’oggetto sociale clonato
Fino ad ora non esistevano due realtà così simili in Europa…ora invece sembrerebbero esistere due gemelli siamesi a Roma…

Non è tutto.

Nel logo aziendale Celiacando ha pensato di inserire un cuoricino
Da sempre Celiachiamo ha nel suo logo un cuoricino…è razionale se ti chiami CeliachiAMO.

Anche il cuoricino è quindi stato copiato. Sfido io a trovare nel mondo un prodotto senza glutine od un negozio che tratta di celiachia che nel suo brand decida di inserire un cuoricino…chissà se è una casualità che proprio Celiacando abbia avuto la stessa idea che già ci rappresentava da anni…

No, non è ancora finita.

Nel nostro blog aziendale c’è da sempre la nostra mascotte (GluGlu, la nostra meravigliosa bimba-pupazzetta) con la sua altalena ed una collina con un cartello di legno con scritto “Il tuo blog senza glutine”.

Indovinate chi ha avuto (dopo anni) l’idea di scrivere su un cartello di legno che si staglia su una verde collina l’informazione dell’apertura del suo negozio specializzato in prodotti senza glutine?
Celiacando, che domande! Utilizzando ovviamente dei bambini per condire il tutto.

A seguito della lettera dei nostri avvocati in cui avvertivamo della nostra intenzione di iniziare una causa se non avessero  rinunciato ad utilizzare tutti i nostri pezzettini , Celiacando ha deciso di eliminare il cuoricino dal logo e di smantellare il cartello di legno e la collina.

Hanno deciso invece di mantenere inalterati il nome societario, il sito internet celiacando.com, l’oggetto sociale, l’insegna, ecc

Attendiamo quindi che un giudice si pronunci sulla questione, e speriamo di non dover aspettare tempi biblici per far valere i nostri diritti.

Nel frattempo, anche se vi sembrerà strano, auguriamo il meglio a Celiacando pur credendo che presto o tardi un po’ tutti si accorgeranno delle differenze, un po’ come quel gioco sulla settimana enigmistica in cui a fronte di due immagini simili si deve “aguzzare l’ingegno”.

Chi vuole iniziare dall’originale, può venire a trovare noi di Celiachiamo a Roma, in Via Giulio Venticinque 32/34: graditissime magliette contraffatte, cd masterizzati, cellulari clonati e cappelli da pirata.

Ma no, scherziamo dai!

Da noi solo ed esclusivamente prodotti senza glutine, freschi, secchi, artigianali, surgelati, di tutte le marche.

Chi ci ama ci segua! Ma non ci tamponi!
E se ogni tanto indichiamo la Luna, seguite il consiglio: andate un po’ più su rispetto al dito :)

Gluten Sensitivity: salta su

April 1st, 2011

Gluten Sensitivity

Gluten Sensitivity

In questi giorni si è parlato tantissimo di “falsa celiachia”, “non celiachia”, “ipersensibilità al glutine”, e così via. Un tam tam di informazioni più o meno corrette su quella che in realtà è stata definita Gluten Sensitivity, una “nuova” patologia su cui è stato pubblicato un articolo sulla rivista scientifica BMC Medicine.

L’articolo è frutto di uno studio del Prof Fasano (sì, proprio lui, quello della pillola), dell’Università del Maryland (Mucosal Biology Research Center) in cui Fasano lavora, e della seconda Università degli studi di Napoli.
Ho letto in rete davvero molti articoli in cui ho trovato delle evidenti inesattezze non solo quanto a definizioni, ma anche e soprattutto riguardo alle caratteristiche della celiachia.

Ho quindi pensato di andare a leggere l’articolo originale in inglese per provare a capire un po’ di più se questa Gluten Sensitivity (GS) è una sorta di celiachia, è un’allergia oppure qualcosa di diverso.
Per chi volesse, l’articolo è QUI.

Cosa diavolo è quindi questa “Gluten Sensitivity”?.

Beh, a dir la verità per ora si sa cosa NON è:

  1. NON è celiachia, in quanto NON c’è atrofia dei villi intestinali, NON c’è risposta anticorpale specifica (non si sono ancora scoperti eventuali anticorpi specifici per la GS), NON c’è alterazione della permeabilità intestinale,  NON è una patologia a base autoimmune.
  2. NON è allergia al grano, in quanto non c’è alterazione significativa degli anticorpi di classe IgE né positività al Prick test.

La Gluten Sensitivity è quindi quella condizione in cui in seguito all’ingestione di glutine siamo in presenza di sintomi in buona parte sovrapponibili a quelli della celiachia e della sidrome da colon irritabile (gonfiore, sonnolenza, diarrea, stipsi, dolori addominali, cefalea, depressione, ecc)  ma non c’è atrofia dei villi intestinali né risposta autoimmune dell’organismo.
Si è scoperto che mentre per la celiachia siamo di fronte ad un’alterazione sia dell’immunità innata (quella che abbiamo tutti dalla nascita) che dell’immunità adattativa (la risposta dell’organismo ad un agente percepito come esterno e pericoloso), chi soffre di Gluten Sensitivity ha un difetto dell’immunità innata, reagisce quindi in poche ore al glutine, percepito come proteina nemica.
Nella celiachia il danno e la conseguente reazione del corpo possono invece avvenire dopo mesi, in molti casi dopo anni.

Già da diversi anni mi capita di ascoltare il Prof Fasano nei tanti convegni e nelle tante occasioni di incontro pubblico a cui mi piace sempre assistere per la chiarezza espositiva e per i sempre interessanti contributi che Fasano fornisce.
Da anni Fasano parla di sensibilità personale al glutine, anche per i soggetti celiaci.

Questo studio di fatto ratifica che c’è addirittura un 6% della popolazione che ha una certa intolleranza al glutine. Oltre ai celiaci ed agli allergici al grano solo in Italia si stimano quindi almeno 3 milioni di persone affette dalla cosiddetta Gluten Sensitivity.

C’è da dire però che ad oggi la diagnosi di Gluten Sensitivity è una diagnosi di esclusione. Si devono ancora definire i parametri genetici, immunologici e clinici della malattia, a cui si arriva di fatto escludendo sia la celiachia che l’allergia al grano.
Anche la biopsia intestinale in chi soffre di Gluten Sensitivity da come riscontro una eventuale infiammazione della mucosa, non certo un’atrofia od un appiattimento dei villi intestinali come avviene invece per la diagnosi di celiachia.

L’esperienza di questi anni nel settore senza glutine ed il costante e quotidiano confronto con i clienti del negozio gluten free di Roma fanno sì che non appena ho letto lo studio (di cui sto riportando solamente alcuni punti) a dir la verità non sono rimasto minimamente sorpreso dai risultati dello stesso.
Il glutine è l’unico complesso proteico che non digeriamo interamente, ha gli stessi effetti di una endorfina. Se i molti medici che risolvono molte diagnosi con un “sarà lo stress” fossero più attenti alle caratteristiche di questa particolare proteina ed iniziassero a percepire l’alimentazione come una chiave di lettura del benessere dell’organismo, forse molti pazienti uscirebbero da quel limbo di incertezza che non permette mai di capire quale è la causa del proprio malessere.

Tanto per fare un esempio, in negozio parlo quotidianamente con persone che seguono una dieta senza glutine indipendentemente dalle indicazioni del proprio medico; in tantissimi affermano di sentirsi finalmente bene, tutti di aver risolto buona parte dei problemi che li avevano fatti girare di medico in medico per sentirsi sempre dire che invece era lo stress la causa dei loro mali…

Anche sul sito ci scrivono in tanti testimoniandoci i benefici di una dieta priva di glutine.
Una dieta, aggiungo io, che prediliga cibi naturalmente privi di glutine (carne, pesce, frutta, verdura) e che integri con i cosiddetti “prodotti dietoterapeutici” (pasta gluten free, pizza, dolcetti senza glutine, ecc) questa base di dieta senza glutine.

Saremo tutti vittima dell’effetto placebo?

O siamo forse di fronte alla punta di un iceberg modello Titanic?

Il buon anno di Celiachiamo

December 31st, 2010

A fine anno bisogna tirare le somme. Sperando di non dimenticare nessuno, ecco i nostri auguri:

Buon anno a tutti quelli che entrano in negozio dandoci del lei ed escono dandoci del tu

Buon anno a chi ci chiede via e-mail qualsiasi cosa su qualsiasi argomento proprio perché non siamo medici…

Buon anno a quelli che dicono “ciliaci” e “ciliachia”

Buon anno alle signore che quando facciamo le degustazioni si riempiono le tasche di assaggi perché “i 14 figli celiaci sono tutti a casa con l’influenza”

Buon anno a chi ci lascia la ricetta pur venendo dall’altra parte di Roma

Buon anno a chi non sa che il Giovedì pomeriggio riapriamo alle 17:30 e ci aspetta lo stesso per fare la sua spesa

Buon anno a chi ci dice che finalmente può fare la spesa con i propri bimbi perché si sente in un posto “normale”

Buon anno a chi prende in giro Ale per i suoi capelli, Faby per i suoi non-capelli e chiede a Frà come fa a sopportarci

Buon anno alle mamme che sapendo che un compagnetto di loro figlio è celiaco ci ordinano una torta senza glutine per tutti i bambini

Buon anno a quelli che fanno una faccia strana quando passiamo da Bob Marley a Frankie Hi Nrg e dalla musica celtica agli stornelli romani

Buon anno a quelli che non si ricordano mai dove diavolo sia il pangrattato

Buon anno a chi commenta i prodotti sul sito avendo opinioni opposte rispetto al commento che lo precede

Buon anno a chi passa in negozio 2 minuti solo per farci assaggiare il dolce che ha appena fatto od il pane preparato con la ricetta da noi consigliata

Buon anno a chi è così povero di idee che ci copia il nome, il logo, l’oggetto sociale, i contenuti del sito e crede di andare lontano

Buon anno a chi ci chiama dall’altra parte d’Italia e ci dice che quest’anno finalmente ha mangiato un pandoro con la P maiuscola

Buon anno ai nostri amici che invitati a cena fanno da “cavie” nei nostri esperimenti culinari gluten free

Buon anno a tutti i trasportatori ed a tutti i corrieri che si fanno un gran mazzo a scaricarci i bancali di merce con pioggia, sole, neve e vento, ma sempre con simpatia

Buon anno alla postina che ogni volta che ci porta una lettera ci dire “pagaaaaaaareeee”

Buon anno a quei clienti che hai conosciuto grazie al negozio ed ora hai come amici, e che quando sei incasinato a servire altre persone danno loro agli altri clienti i consigli sul miglior pane, la migliore pizza, gli spaghetti più buoni…

Buon anno a quelli che ci dicono: “Senta, lei che lavora in Celiachiamo.com………..ce l’avete mica un sito?”

Buon anno a quelle 14 persone che ci hanno scritto nel 2010 di aver scoperto la celiachia grazie alla descrizione dei sintomi ed ai video presenti sul sito

Buon anno a tutti i celiaci che se spendono 20 centesimi di euro oltre il valore del buono entrano nel panico per scegliere quale prodotto levare dalla propria spesa anziché pagare quei 20 centesimi

Buon anno a chi ci dice “vengo da voi perché siete completamente pazzi”

Buon anno a chi dopo mille rassicurazioni sul fatto che siamo un punto vendita monodedicato ci chiede se anche quel prodotto che hanno in mano è senza glutine ed alla nostra risposta “no, lei ha trovato l’unico prodotto glutinoso del negozio” risponde con una faccia tra il perplesso e lo stupito

Buon anno a quelli a cui alle degustazioni non appena ci dicono “buonissimo questo biscotto” rispondiamo “ti credo, c’è il glutine!”

Buon anno a chi ci manda e-mail per chiederci come mai il giorno di Pasqua, il 25 Dicembre e le Domeniche i corrieri non consegnano la merce

Buon anno ai commerciali delle aziende fornitrici che non sopportano i farmacisti e quando entrano in negozio finalmente si possono allentare la cravatta

Buon anno a chi si lamenta dei prezzi dei prodotti artigianali e non si rende conto che spesso costano meno dei prodotti industriali che prende di solito, non capendo quanto il confezionamento inganni l’occhio

Buon anno a tutte quelle aziende lestofanti che fanno due linee identiche , una per il supermercato e l’altra per negozi e farmacie, ed a prezzi diversi, dimostrando così che i prezzi dei prodotti senza glutine sono artificialmente gonfiati al rialzo

Buon anno al Ministero della Salute, che da 28 anni si fa prendere in giro dai produttori che notificano i loro prodotti a prezzi più alti rispetto a quelli di mercato

Buon anno a quei farmacisti che danno informazioni sbagliate sulle possibilità di spesa della ricetta perché preferiscono servire un paziente ignorante anziché un cliente consapevole

Buon anno agli amici di Facebook che taggano GluGlu, la nostra mascotte, sulle foto delle loro creazioni gluten free

Buon anno a chi ci dà fiducia da sempre, da quando eravamo piccini ad ora che siamo grandicelli, che ci regala sorrisi, ci tira su di morale nei momenti in cui sei sconfortato e condivide il suo quotidiano con il nostro, che entra per prendere il pane e poi preso dalle chiacchiere prende di tutto; tranne il pane…

Buon anno a quelle aziende che hanno creduto in noi ed anche a quei signori che anni fa dicevano che non saremmo andati da nessuna parte perché il “mercato lo fanno le farmacie”

Buon anno a quei papà che darebbero l’anima per i loro figli, che entrano depressi perché la celiachia li spaventa ed escono sereni perché la celiachia non fa più così paura

Infine buon anno a chi ci ama e lo fa in silenzio, sognando con noi un futuro sereno attraverso un presente sorridente.

Perché Il futuro appartiene solo a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni.

Le 10 domande che un celiaco dovrebbe fare

November 11th, 2010

celiachia domande

Domande?

L’esperienza del negozio senza glutine di Roma ci ha insegnato molto e continua ad insegnarci cose interessanti tutti i giorni.

Ci sono però alcuni aspetti dell’acquirente medio che mi fanno letteralmente impazzire.
E ci sono alcune domande che a mio giudizio chi è celiaco dovrebbe porsi, ed in alcuni casi dovrebbe porre a chi di dovere.

1) Tu azienda che produci prodotti senza glutine, sei davvero convinta che se cambi colore alla confezione io creda che si tratti di un prodotto diverso da quello che di solito trovo in farmacia o nel mio negozio di fiducia?

2) Come mai basta fare un metro al di fuori del confine italiano ed il tuo prodotto, negli altri Paesi non mutuabile come invece qui da noi, costa la metà? E perchè vendete a farmacie e negozi specializzati (dove prendo i prodotti con la ricetta) a prezzi infinitamente più alti che ai supermercati (dove non posso spendere il mio buon mensile)?

3) Perchè ti vendi i tuoi prodotti come salutari e realizzati qui in penisola quando invece li gonfi di grassi idrogenati e li vai a far produrre in Romania?

4) Perchè ti lamenti dei prezzi alti ma non hai mai fatto nulla per far sentire la tua voce?

5) Perchè non leggi le etichette dei prodotti visto che ti curi con la tua dieta?

6) Come mai non riesci ancora a capire che le aziende ti vendono confezionamento anzichè prodotto? Scegli in base al prezzo ed al peso, non in base al volume della tua spesa.

7) Nella follia dei prezzi livellati verso l’alto, trovi a parità di prezzo al kg un prodotto industriale ed uno artigianale. Ancora mangi industriale?

8 ) Hai preso prodotti per 140 euro: farine, pasta, pani, pizze, surgelati, dolci, biscotti, dolcetti vari, ecc. C’è poi una bustina di lievito che costa 60 centesimi e non la puoi prendere con la ricetta in quanto il lievito non è mutuabile. Non solo la lasci sullo scaffale, ma ti lamenti anche?

9) Come puoi richiedere un prodotto fresco e poi stupirti che ha scadenze brevi?

10) Perchè non chiedi al tuo farmacista o al tuo negoziante di rilasciarti la stampa con i prezzi e le quantità di tutti i prodotti che hai preso? Sei tu che devi esigere chiarezza ed è dovere di chi ti fornisce i prodotti essere chiaro con te.

Pubblicato da:

Celiachiamo.com
Via Giulio Venticinque 32/34
00136 Roma
www.celiachiamo.com

Celiachiamo.com e gli scheletri negli armadi

June 12th, 2010

Qualche giorno fa ho partecipato al convegno del Ministero della Salute intitolato “Celiachia: scienza ed epidemiologia, nuovi approcci“.

La location era di tutto rispetto: Auditorium del Ministero, poltrone comode, logo gigantesco dietro al palco dei relatori, che tra l’altro erano di tutto rispetto.

Dottoressa Bonamico a centrocampo, Dottor Cardi e Dottor Gasbarrini sulla fascia, in attacco Umberto Volta e Carlo Catassi.

In difesa un nutrito gruppetto di esponenti del Ministero della Salute.

Sugli spalti un 80% di medici e farmacisti, un 10% di nutrizionisti vari e poi noi comuni mortali.

In particolare mi ero accreditato per il convegno per seguire la parte così intitolata: “Erogazione gratuita degli alimenti per celiaci: canali alternativi alla Farmacia”.
Ho pensato: “Cribbbbbio, ma parlano proprio di noi! Andiamo un po’ a sentire cosa ci raccontano…”

Prende la parola, introdotto da un dirigente del Ministero, un medico-dirigente toscano, che dà conto delle modalità di erogazione dei prodotti nella Asl di Livorno.

Inizia parlando di buono super-frazionato, spendibile ovunque, anche nella grande distribuzione, elettronicamente collegato tramite bar code alla Asl che quindi effettua il monitoraggio della spesa.
Nessuna fustella da staccare, fattura sequenziale dei negozi accreditati…insomma l’eldorado…una meraviglia per tutti, celiaci ed esercenti.

Altra cosa che mi è apparsa rivoluzionaria è stato che in sostanza l’importo mensile che spetta ad ogni celiaco è diviso in tanti buoni pasto; la Asl rimborsa il buono, non rimborsa i prodotti.

La differenza è sottile ma sostanziale. Così facendo i prezzi non sono imposti e si crea una vera concorrenza tra canali diversi.

Non ho potuto fare a meno di prendere parola e ringraziare il Ministero per l’esempio d’eccellenza mostratoci, ricordando però al contempo a tutti quanti che:

  • Nella Regione Lazio il buono è cartaceo e c’è ancora l’inutile e lunga trafila dello stacca-attacca fustelle
  • Nella Regione Lazio l’erogazione dei prodotti senza glutine è gratuita non perché è la Regione a pagare i prodotti…ma sono i negozianti che come noi acquistano i prodotti e aspettano i rimborsi per tempi biblici ad anticipare di fatto il servizio spacciato come pubblico.
  • Tanto per fare un esempio informo tutti che pur erogando prodotti da 10 mesi, la Regione Lazio non ci ha ancora MAI rimborsato neanche un solo euro.

Mentre (ovviamente) provano ad interrompermi, continuo dicendo che non c’è alcun piano di controllo delle ricette fustellate né per noi negozi, né evidentemente delle farmacie.

Ma naturalmente questo non mi fa pensare che ci sia qualcuno che ci stia mangiando sopra da…SEMPRE… :)

Appare evidente a tutti che c’è più di qualcuno che non ama la concorrenza extra farmaceutica.

I primi a fischiare il mio intervento erano infatti proprio quei farmacisti che componevano buona parte della platea. Come se poi avessi detto una sola cosa inesatta…

Tra l’evidente imbarazzo del relatore toscano che provava a divincolarsi affermando che ogni regione fa storia a sé ed i dirigenti del Ministero che microfono alla mano affermavano che stavamo andando fuori tema (prego rileggersi il titolo dell’intervento, sic) e che magari potevamo approfondire doooopo l’argomento, la platea fino a quel momento anestetizzata ha iniziato a guardarmi come immagino le api guardino l’orso che si pappa con la zampa il loro miele.
Con la differenza che qui non c’è nessun miele, e che se anche ci fosse non sarebbe certo di nessuno in particolare, ma di tutti.

Il convegno continua senza risposte per me, ma anzi mi fa nascere sempre più domande.

Medici e farmacisti che parlano di “pazienti” e di de-medicalizzazione della celiachia.

Io sorrido un po’…è come se Dracula parlasse in pubblico dell’importanza della donazione del sangue, però lascio correre perché mi sento leggermeeeente osservato.

Esco per prendere una bottiglietta d’acqua e prima del primo sorso una signora ben vestita mi segue e mi chiede: “Mi scusi, a quale società faceva riferimento prima?”.
Io rispondo: “Celiachiamo.com…..con chi ho il piacere di parlare?”
E lei: “....grazie, arrivederci!”.

A quel punto replico chiedendo se si vergognava del suo nome.
La signora semplicemente mi gira le spalle, passa il suo badge elettronico, e va velocemente via.

Mi è sembrata la scena di un film di spionaggio di cui ero il protagonista involontario.

Se fossi stato il regista avrei fatto uno zoom sulla targa luccicante con scritto “Ministero della Salute”, una bella dissolvenza su due bossoli in terra per poi concludere con la scritta “Made in Italy” che emerge dal fumo di un sigaro.

Invece regista non sono, quindi mi sono semplicemente ripreso il mio documento e sono andato a montare un nuovo scaffale per continuare il mio lavoro per diventare sempre più grandi, continuare ad abbassare i prezzi per quanto ci è possibile, fornire un servizio normale e naturale senza curarci di loro, esigendo esclusivamente quanto ci è dovuto, e turandoci il naso per la puzza che sprigionano i loro armadi…

I ladri celiaci

January 26th, 2010

Il ladro celiaco! :)

Il ladro celiaco! :)

Celiachiamo è sotto attacco!

Sabato mattina, ore 6:50: se ti chiamano i carabinieri dicendoti: “Salve, il suo negozio è stato svaligiato“, la giornata non inizia certo nel migliore dei modi.

Subito dopo aver attaccato biascicando un “arrivo” la prima cosa a cui ho pensato è stata: “Ecchecavolo, mica ho una gioielleria, ho un negozio di prodotti senza glutine!”.

Il secondo pensiero però è stato che effettivamente, visti i prezzi folli dei prodotti, forse forse conviene rubare una Torta Fantasia della Schar piuttosto che un solitario di Bulgari, visto che i prezzi al kg coincidono :)

Insomma, incredibile a dirsi, ma durante la notte alcuni ladri ci hanno fregato un sacco di prodotti gluten free!

La cosa divertente è che c’è stata una accurata selezione dei prodotti scelti, con una netta preferenza per i prodotti freschi ed artigianali, incalzati al secondo posto dai surgelati. Sul podio sale anche la pasta di mais a lenta essiccazione.

Ecco quindi quali prodotti sono andati per la maggiore secondo la banda dei Lupin gluten free che ci ha fatto visita:

  1. Al primo posto senza dubbio i mignon crema e cioccolato di Cose dell’Altro Pane: tutto il negozio era pieno di pirottini vuoti ed anche a decine di metri dalla serranda di Via Cipro 4/L abbiamo trovato tracce della scorpacciata notturna,
  2. Medaglia d’argento ancora per Cose dell’Altro Pane che con il trio pizzette, pizzelle, e cannoli ripieni sbaraglia la concorrenza.
  3. Terzi a pari merito le fettuccine Nazzaro e le orecchiette Farabella.
  4. Medaglia di legno per i surgelati DS: Sofficini (che in realtà si chiamano smiles) e bastoncini di pesce hanno preso il volo per chissà quali lidi.

Con Alessandro, Sabato sera, ci siamo resi conto che addirittura questi ladri gluten free si devono essere portati via tutti questi prodotti con i nostri carrelli, visto che ben 4 unità mancavano all’appello.

Noi l’abbiamo presa con filosofia (chi diavolo sia questa povera filosofia ancora non l’abbiamo capito) perchè alla fin fine non ci sono stati grossi danni al negozio, eccezion fatta per un po’ di apparecchiature, su tutte una macchinetta fotografica che spero esploda in mano ai ladri :P

In ogni caso…puoi rubarci la macchinetta, ma maaaai riuscirai a rubarci l’arte della fotografia hihihiiiii

GluGlu la piccola celiaca, la nostra mascotte, vedendo i ladri entrare, dall’alto del suo poster accanto allo scivolo avrebbe potuto sferrargli un mini calcio volante-rotante (mini perchè GluGlu è alta circa 30 cm) però siccome crede nella non violenza li ha lasciati perdere. :)

Effettivamente chi si è introdotto nel negozio era sicuramente qualche ladruncolo che quella notte aveva deciso di provare ad entrare in tutti i negozi della via, infatti anche i nostri vicini hanno subito tentativi di effrazione.

La cosa che ci è dispiaciuta di più è stata non aver potuto dare ai nostri amici tutti i prodotti che di solito ci contraddistinguono: mignon, pizzette fresche, crostate, dolcetti vari, surgelati e così via.
Fortunatamente i ladri non si sono accorti di una torta di compleanno (una mimosa di 1,5 kg) ben nascosta in frigo…hehehehe vaglielo a spiegare al piccolo Tommaso (il festeggiato) che la torta che mamma e papà gli avevano ordinato era stata pappata durante la notte :P
In ogni caso recupereremo prestissimo: già a metà settimana ci ritornerà tutto..e anche di più, avendo deciso di raddoppiare lo spazio dedicato sia ai prodotti freschi che ai surgelati.

I nostri amici/clienti che sono passati da Celiachiamo Sabato in compenso ci hanno fatto fare un sacco di risate.

Le battute migliori sono state:

  • “Lo sapevo io che dai e dai a forza di far concorrenza alle farmacie qualcuno vi mandavano!”
  • “Ma vi hanno lasciato in cambio una ventina di ricette?”
  • “E’ colpa vostra! Le farmacie fanno anche il servizio notturno”
  • “Ma non c’è una legge che garantisce anche ai detenuti un pasto gluten free?”
  • “Hey ragazzi, la farmacia qui di fronte fa una degustazione di mignon senza glutine…venite???”
  • “Saranno stati dei celiaci in trasferta. La Regione Lazio non gli passa i prodotti!”

La migliore però è stata la considerazione di una signora anziana (serissssima):

Non si arriva più alla fine del mese. Anzi, si arriva troppo presto alla fine del buono“.

Ci abbiamo messo mezz’ora a convincerla che la celiachia non centrava nulla e che se al nostro posto c’era un altro negozio per i ladri non cambiava nulla, però davvero eravamo piegati in due dalle risate, anche perchè la signora non voleva sentire ragioni, era sicura che la nostra Fort Nox fosse stata espugnata da una mandria di celiaci affamati…un branco di licantropi celiaci insomma :)

Su una cosa però erano tutti concordi: I NOSTRI PRODOTTI….VANNO A RUBA!!!

Una storia senza glutine

December 12th, 2009

Celiachiamo.com

Celiachiamo.com

E’ successa una cosa bella.
Bella e strana.

Succede che crei un sito internet che parla di celiachia, di alimentazione senza glutine, di ricette gluten free e dei cosiddetti “prodotti per celiaci”.

Hai in mente di creare un sito e-commerce di rivendita di prodotti senza glutine…la celiachia la conosci da vicino e sai che alcuni prodotti non è facile trovarli.

Incontri tante persone, parli con tanti referenti di tante aziende: quasi tutti ti scoraggiano, ti dicono che non puoi fare concorrenza alle farmacie, che da te i celiaci non ci verranno perchè sono abituati a fare la spesa solo se a pochi metri di distanza c’è qualcuno con un camice…figuriamoci se vuoi fare un sito internet con una pupazzetta sull’altalena come mascotte.

Ti incaponisci ed i prodotti li compri lo stesso…sempre se le aziende si degnano di fornirteli.

Poi incontri un laboratorio artigianale, ti senti davvero a casa, e ti inventi la spedizione in tutta Italia in 24 ore di prodotti freschi e garantiti senza glutine.

I prodotti li assaggi tutti, quelli che ti piacciono li descrivi, li fotografi e li metti sul sito, che nel frattempo è diventato un portale internet.

Rispondi ad un sacco di e-mail, la gente ti dà calore, ti ringrazia per aver finalmente mangiato dopo tanto tempo qualcosa di buono, per aver trovato informazioni utili, per aver capito qualcosina in più.

Ti scrivono mamme, ti scrivono bambini, ti scrivono addirittura medici.

Conosci foodblogger, partecipi a convegni, a fiere di settore.
Iniziano anche ad invitarti in giro, perchè spesso ne sai più di tanti altri…

Sempre più click, sempre più amici, ti inviano ricette, suggerimenti, consigli.
Senza di questi non cresceresti per niente, non miglioreresti.

Poi scopri che puoi aprire un negozio vero e proprio e ritirare le ricette proprio come una farmacia.

Sei il primo della tua regione a fare la richiesta.
Alcuni ti mettono per mesi i bastoni tra le ruote.

Ti bloccano la pratica, fanno telefonate ai piani alti…

Tu te ne freghi, insisti, ti incazzi, rompi le scatole, esigi, rivendichi i tuoi diritti.

Il negozio lo trovi, lo risistemi tutto, ci passi i giorni e le notti, anche se in pochi riescono a vedere quello che hai in testa tu, i prodotti, i colori…riesci addirittura a sentire i profumi di quello che ancora non c’è.
E la pupazzetta sull’altalena, quella che era considerata da qualcuno troppo giocosa, la sistemi proprio sull’insegna.

Alla fine sei il primo ad avere questa benedetta autorizzazione al ritiro ricette.
E pensare che in teoria era solo una legge da far applicare…

Arriva l’inaugurazione, e viene un casino di gente.
Ritrovi tanti amici telematici, che ora conosci finalmente di persona.

Non si sa quante volte dici “grazie” a tutte queste persone che ti volevano bene prima ancora di conoscerti.

Ci son venuti da tutta Italia a brindare con te…

Ora le aziende ti chiedono se ti piacerebbe proporre anche i loro prodotti.

La bimba sull’altalena continua a sorridere, come ha sempre fatto…


Grazie di cuore a chi ha permesso tutto questo
.

Il primo negozio senza glutine di Roma!

November 27th, 2009

Celiachiamo.com, il negozio senza glutine di Roma!

Celiachiamo.com, il negozio senza glutine di Roma!

Il 17 Ottobre 2009 ha aperto Celiachiamo.com.

Mi dirai: “eeeeeeh ma Celiachiamo.com è aperto da un sacco di tempo!”

Questo è vero, però dal 17 Ottobre abbiamo anche un negozio vero e propriooooo!!!

Quindi non più “solamente” un portale internet, ma un vero e proprio negozio specializzato in prodotti senza glutine. Dove?
Beh, a Roma, ovviamente.  Siamo in Via Cipro 4/L (Aggiornamento: ci siamo ingranditi e trasferiti di qualche centimetro. Ora siamo a due passi, in Via Giulio Venticinque n°32/34, proprio di fronte alla metropolitana Cipro).

Casa e chiesa insomma.
Anzi, sarebbe meglio dire negozio e monastero.

Già, perchè siamo ufficialmente il punto vendita di Cose dell’Altro Pane, il nostro laboratorio senza glutine che dal monastero benedettino di San Giovanni Battista a Monte Mario ci prepara tutti i giorni pane, pizza, dolci, biscotti, pasta e chi più ne ha più ne metta.
Tutto freschissimo e tutto rigorosamente artigianale.

Prodotti senza glutine freschi ed artigianali quindi, ma non solo.

Ora ti spiego:

Siamo il primo negozio specializzato in celiachia e prodotti senza glutine di tutta quanta la Regione Lazio autorizzato al ritiro delle ricette ASL di cui gode ogni celiaco diagnosticato: la ricetta rossa o i fogli esenzione che rilasciano ad ogni celiaco, tanto per capirci.

Diamo quindi lo stesso servizio della farmacia pur non essendo farmacia.

Ci porti la ricetta (oppure il foglio esenzione), prendi il tuo carrello, e fai la tua spesa come in un normalissimo negozio.

La cosa bella è che puoi scegliere tra più di mille referenze diverse (ad oggi siamo a 1110 prodotti diversi e prendiamo sempre nuove chicche) tra alimenti secchi, freschi, surgelati, biologici, pane, pasta, pizza, farine, eeeeeeeeeeeecccc ecc

Inoltre in questo mese abbiamo inserito alcuni prodotti da Prontuario AIC per rendere ancor più completa l’offerta di prodotti.

Ad esempio abbiamo la farina di castagne, quella di carote, quella di cocco…addirittura abbiamo la farina di arepas (un mais bianco) garantita senza glutine, oppure ancora dei pop corn che vanno nel forno a microonde, delle tortillas certificate senza glutine, un risotto all’ortica biologico e gluten free, il lievito per dolci o quello per pane e pizza, e ancora salumi, insaccati, e così via.
Ahhh quasi dimenticavo la birraaaa: tra Estrella, Baden Brau, Schnitzer Brau, e così via sembra sempre un’Oktober Fest senza glutine :)

Il negozio si trova in Via Giulio Venticinque n° 32/34 a due passi dalla Metro Cipro (linea A), proprio di fronte all’ospedale oftalmico.

Credo che non ci sia marca senza glutine che non abbiamo…se ci vieni a trovare e manca proprio il tuo prodotto preferito non hai che da consigliarcelo.

Fino ad ora però la cosa bella è stata notare lo stupore delle tante persone che sono venute in questo mese e che girando per il negozio di scaffale in scaffale ripetevano in continuazione “noooooo, ma avete anche questo???” oppure “ma anche questo è senza glutine???”, increduli del fatto che tutto quello che abbiamo è ovviamente garantito gluten free.

Un’altra cosa che ci rende tanto felici e che abbiamo sempre sognato di fare quando eravamo ancora solamente un sito internet è il servizio torte di compleanno che abbiamo organizzato.

Realizziamo infatti torte di compleanno senza glutine su ordinazione (ci servono solamente un paio di giorni di preavviso).
Si può scegliere tra le classiche torte, tipo sacher, millefoglie, profiterol, mimosa, saint honorè, torta delizia, oppure sbizzarrirti insieme a noi scegliendo la torta che fa per te con gli ingredienti che più ti piacciono.

Ecco quindi che abbiamo realizzato tante crostate con crema e frutta fresca, oppure torte di nocciole farcite al cioccolato, torte mimose con limoncello e cioccolato, e così via.

Quello che succede nelle classiche pasticcerie, ossia ordinare la torta che più ti piace, adesso succede anche da Celiachiamo.com a Via Giulio Venticinque 32/34 per quanto riguarda tutta la pasticceria senza glutine o il mini-catering per il compleanno che devi organizzare, quando i celiaci sono solo 2 o 3.
Vuoi dei mignon con la crema chantilly? Una mini-sacher per fare una sorpresa alla tua fidanzata? Delle tartelle con crema, mandorle e granella di nocciole? Un vassoio di pizzette appena fatte?
Nessun problema, basta chiedere, e poi mangiare :)

Tutti queste delizie senza glutine ce le preparerà in maniera espressa Cose dell’Altro Pane.
Lucia, Giuliana, Mary, Donna Olimpia e le altre ragazze (e monache) del laboratorio (se vuoi vederle “in azione” clicca qui) stanno davvero superando loro stesse, assaggiare per credere.

Nel nostro frgorifero poi, trovi sempre tanti prodotti speciali che spero ti piaceranno: dal salame di cioccolata ai mignon con crema e cioccolato, dalle pizzette rosse ai rustici assortiti passando per i supplì.

E così via fino alla prossima giornata gluten free.

Tra Schar e Biaglut, Nutrifree e DS, superando Pandea e Agluten, driblando Giusto e Bioalimenta, accompagnati dalle Asolane e da Cereal, insieme a Dialcos, il Pane di Anna, Cerealvit e taaaaaanti altri, non ti resta che farti un giretto da noi: siamo aperti dal Martedì al Venerdì dalle 9:30 alle 13:30 e dalle 15:30 alle 19:30. Il Sabato facciamo orario continuato 9:30/19:30.

E mi raccomando: se ci ricordi di essere amico del blog per te razione doppia di assaggi! :)

Rieccoti le nostre coordinate:

Celiachiamo.com
Via Giulio Venticinque 32/34
(Metro Cipro, altezza Piazzale degli Eroi)
Tel: 06/39754621
e-mail: staff@celiachiamo.com
www.celiachiamo.com

A prestooooooooooooooo

Senza Glutine o Senza Senso?

July 23rd, 2009

Senza Glutine o Senza Senso?

Senza Glutine o Senza Senso?

Capita ogni tanto di leggere in rete delle domande che alcuni celiaci pongono.

Alcune di queste sono veramente meravigliose.

L’ignoranza che circonda la celiachia è ancora moooolto estesa. Spesso ci sentiamo incompresi. Altre volte ascoltiamo dei quesiti davvero assurdi.

Ci scherziamo su?

Dai che ci fa bene.

- “Quando passo vicino un campo di grano, poi la sera sto malissimo! Capita anche a voi?”

  • Sì sì, è normale…pensa che io sono intollerante al lattosio e quando guardo la pubblicità della Milka mi viene proprio automaticamente da vomitare!

- “Ragazzi, anche a voi capita di sognare la notte di uccidere Giovanni Rana?

  • Sì sì, è normalissimo…io sono celiaco e pelato…sto organizzando un incontro tra Giovanni Rana e Cesare Ragazzi per prendere due piccioni con una fava.

- “E’ vero che se il mio ragazzo ha appena mangiato la pizza non posso baciarlo perchè potrebbe passarmi qualcosa?”

  • Dipende da che tipo di pizza. Se è una margherita potresti trasformarti in Pulcinella. Se è una 4 stagioni potrebbe piovere con il sole, potrebbero cadere tutte le foglie in un colpo solo e subito dopo spuntare milioni di fiori. Occhio poi se si dovesse trattare di pizza con i funghi porcini: potresti imbatterti in grossi maiali a forma di fungo che proveranno a divorarti le dita dei piedi.

- “Anche voi sgarrate con la dieta ogni tanto?”

  • Ceeeeerto ascolta: la mattina mangio solo 3 cornetti, a pranzo mi limito ad un piatto di bucatini all’amatriciana da Checco er carrettiere, il pomeriggio mi faccio bastare due panini al prosciutto ed una pizzetta riscaldata, prima di sera come aperitivo non vado oltre le 3 birre doppio malto, ed a cena preferisco mangiar leggero: una bruschettina, una pizza napoletana con ricotta e pepe nel cornicione, qualche fritto e un paio di cotolette. Poi mi faccio la scarpetta col pane di grano duro. Per dolce mangio pan di spagna a morsi…

- “Non ho trovato in prontuario gli spaghetti alla chitarra che fa la Sora Mirella nella trattoria “Dar Burino” di Tor Pignattara. Il portiere dello zio del ragazzo che lavora al benzinaio vicino casa di mio cugino dice che sono fatti in un sottoscala di contrabbando ma pulitissssssimo. Qualcuno di voi c’è mai stato?”

  • Come no! “Dar Burino” di Tor Pignattara si mangia benissimo! Ci sono solo topi senza glutine e scarafaggi gluten free, quindi le contaminazioni sono impossibili. La muffa che danno per antipasto è imperdibile. Gli spaghetti alla chitarra della Sora Mirella sono fantastici: la leggenda narra che per ogni piatto di spaghetti ingerito vi sia un gastroenterologo che festeggia…

- “Ma è vero che hanno trovato la cura della Ciliachia, della Cheliachia, e che i Ciliaci non dovranno più fare la dieta senza glutei?”

  • Verissimo. La cura inizia con un antipasto di vocabolario.

- “Ma dai, smettila con questi stupidi capricci. Che vuoi che ti faccia un pezzettino di cornetto!”

  • Facciamo una scommessa. Se hai ragione tu ti offro la colazione. Se invece ho ragione io, non mi allontano ma mi abbasso i pantaloni e ti scambio per il bagno dell’autogrill. Ci stai?

- “Avete prodotti senza glutine?”

  • Lì in fondo trova il reparto solo mais, riso e lupino

- “Sì ma quelli senza glutine dove sono?”

  • ……..

- “Sono celiaco

  • Nessun problema, qui vengono tanti vegetariani

- “Ma io sono celiaco

  • Abbiamo anche alimenti ginecologici!

- “Ce li a co

  • Ahhh gran bella isola, vuole del pesce quindi?

- “Guardi che è il glutine il mio problema

  • Qui fiori veri non ne abbiamo, stia traaaanquillo. Che poi il glicine è strano, eh?

- “Non posso assumere glutine!

  • Eh figlio mio, e chi ti assume più oggigiorno…

- “Celiachia: non posso mangiare cibi che contengono glutine.

  • Peeeerfetto! Qui in pizzeria glutine non ne usiamo.

- “Guardi, riso, mais, carne, pesce, verdura…ma niente pane per carità.

  • Eh è arrivato il furbo. Pane e coperto lo pagano tutti!

- “No, ma io lo pago e non lo mangio.

  • Certo che voi testimoni di Geova siete strani eh?