La coda di paglia

Ho sempre avuto una personale passione per la comunicazione istituzionale: agenzie di stampa, spin doctors, portavoce…tutti che badano, giustamente, a quel che dicono, perchè le parole, come dice Nanni Moretti in Palombella Rossa, sono importanti.

Sui social network i “comunicatori istituzionali” in teoria cercano il dialogo ed il confronto con i comuni mortali, in pratica hanno come unico interesse sembrare come Dash: bianchi che più bianchi non si può. Felici, sereni, sorridenti. Vincenti.

Se Facebook non prevede il tasto “non mi piace” ci sarà un perchè…

Ogni tanto però scappa fuori l’anomalia. Esce quello che pensi veramente.
In questi rari momenti di normalità capitano opinioni e punti di vista differenti.

Ecco, questi rari momenti devono essere eliminati.
C’è il pericolo che oltre agli abbracci, ai cuoricini ed ai grandi sorrisi istituzionali qualcuno si accorga che c’è anche altro. Tutto da cancellare, quindi.
O almeno questo deve essere stato il pensiero dell’Associazione Italiana Celiachia Umbria.

Giorni fa il Presidente dell’Associazione umbra si lanciava (sulla pagina istituzionale dell’Associazione stessa) in una considerazione sulla opportunità di realizzare eventi a pagamento rivolti ai celiaci.

Di seguito riporto lo scambio di vedute con l’Associazione Italiana Celiachia Umbria.
Lo posto qui, cioè a casa mia, perchè evidentemente a casa degli altri il mio pensiero è come un ospite puzzolente.
Come ai tempi del MinCulPop fascista, dalla bacheca Facebook di AIC Umbria è subito sparito questo scambio di opinioni. Nessuna replica alla mia richiesta di chiarimenti sul perchè dell’eliminazione, se non un corporativo “Se ha cancellato il post, il Presidente avrà avuto i suoi buoni motivi”.
Così la bacheca è tornata finalmente radiosa e splendente.
Bianca che più bianca non si può.

Da bravo antifascista non potevo che riportare a nuova vita lo scambio di vedute che trovate di seguito.
Così, perchè ognuno si possa fare una propria idea: socio o non socio, celiaco o non celiaco, bello o brutto, bianco più bianco o nero calimero.

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