Il buon anno (passato) di Celiachiamo

Come ogni anno, o quasi, faccio gli auguri per l’anno passato.
Serve a memoria per l’anno a venire, per renderlo più preparato, più consapevole, più scontato.
Quindi diverso. E migliore.

Buon anno ai miei clienti. Anche a quelli che preferiscono lasciare un credito di 20 centesimi pur di non pagarne 10 oltre la ricetta. Senza di voi dovrei andare più spesso in banca a prender gli spicci.
E a me quelli della banca stanno parecchio sulle balle.

Buon anno a quella persona che il 25 Dicembre, alle ore 12:10, ha chiamato in negozio.
E scusa se non ti abbiamo risposto.

Buon anno a chi viene sempre e da sempre il Lunedì, anche se sempre e da sempre il Lunedì siamo chiusi.
Forse nel 2014 apriremo anche il Lunedì, quindi è innegabile che state avanti ed avete sempre creduto in noi.

Buon anno a chi si stupisce della scadenza breve del pane fresco.
Solo un gol di Totti a tempo scaduto ed in fuorigioco mi appassiona di più.

Buon anno ai nutrizionisti super esperti e super prezzolati, che fanno i complimenti ad una pasta realizzata con l’aggiunta di mono e digliceridi degli acidi grassi per la qualità delle materie prime scelte.
Non valete neanche il piatto di lenticchie per cui vi siete venduti.

Buon anno a quella cliente che ci ha regalato la foto di un albero che ha le radici al posto delle foglie e le foglie al posto delle radici. Quello che ci ha detto non me lo scordo. E lo tengo per me per non rovinarlo.

Buon anno all’associazione italiana celiachia. Un Giano bifronte che da una parte mi meraviglia sempre di più nella passione e nell’impegno dei tanti volontari che sensibilizzano, volantinano, convincono ristoratori, tranquillizzano i neo diagnosticati, spiegano spiegano ed ancora spiegano. Bravi.
Dall’altra parte invece si dimentica spesso di essere onlus, ricordandosi benissimo come si fa ad essere lucrativi e perdendo di vista l’utilità sociale. Solo per dare un paio di consigli, si puntasse alla diffusione della scritta “senza glutine” in etichetta anziché all’inserimento in prontuario e si permettesse l’uso della spiga sbarrata gratuito o giù di lì, altrimenti rimangono a crederci in due o tre al massimo che uno degli obiettivi dell’associazione è la diffusione della conoscenza della celiachia e la normalizzazione della vita del celiaco.

Buon anno a chi tenterà di commentare questo post e proverà a screditarlo, magari su pagine facebook da cui siamo stati cacciati perché dicevamo la verità. Un paio di volte, per errore, vi ho dato la mano.
Ho fatto bene in seguito a ricontarmi le dita.

Buon anno a chi si è fatto i chilometri sotto la pioggia per venirci a regalare un sorriso il giorno dell’inaugurazione del primo forno Celiachiamo: chiamare clienti questi amici è sbagliato.
Ed è bellissimo alzarsi la mattina per esservi utili.

Buon anno a quei professoroni che se hai le analisi sballate ti dicono di mangiare solo Schar.
Non so se siete più scemi voi o chi vi da retta.

Buon anno a chi asseconda la nostra idiozia e si diverte con noi a farsi foto assurde con nani di cartone e corna da renna, prova a vincere pizze pronosticando chi segnerà per primo al derby, è così scaramantico che anche con 40 di febbre passa in negozio il giorno prima di ogni partita perché mesi fa lo ha fatto e la sua squadra ha vinto, legge le newsletter e dice in cassa le parole chiave per avere l’extra sconto, ci tagga su torte e dolcetti vari oppure ci chiama per chiederci i consigli sul ristorante dove andare quella sera.

Buon anno a chi entra in negozio e ci chiede quale pasta mangia la Canalis perché ha sentito che la dieta senza glutine fa bene, visti i risultati che ha sulla bella Elisabetta.
Rimangono male quando rispondiamo che vendiamo pane e pizza e che per i miracoli deve andare sempre dritto senza girare mai.

Buon anno a chi ci chiede sempre se il 15 Agosto siamo aperti. Loro fanno le vacanze intelligenti e proprio il 15 sarebbe comodo fare una spesa di riassortimento.
Noi li assecondiamo dicendo che siamo aperti, apertissimi.
Ma che è necessario bussare forte. Moooolto forte.

Buon anno a chi entra timoroso, scoglionatissimo e triste perché è convinto che tutti i prodotti senza glutine siano schifosi come quelli che ha assaggiato fino a quel momento.
Poi quando ritorna sembra il testimonial della Mentadent per il sorriso che sfodera.
Il più simpatico del 2013 è stato un omone di 130 kg che con un leggeriiissimo accento romano apostrofava alcuni prodotti con allegoriche e bucoliche definizioni ed invitava le nostre sorelle a mangiare alcuni dei prodotti in esposizione. Lo abbiamo orientato nei suoi acquisti ed al suo ritorno ha aperto la porta, mi ha cercato con lo sguardo e trovandomi mi ha detto: “A fratè, fatte fa na foto, te vojo portà in giro come n’santino”. Era il suo modo per ringraziarmi.

Buon anno a quei medici che ai pazienti che hanno fatto le analisi del sangue, risultate positive, consigliano di fare la gastroscopia privatamente con loro.
Dicono al paziente che è meglio dare 150 euro a loro e fare la gastroscopia subito, così da avere subito le ricette ed iniziare la dieta, piuttosto che attendere i tempi tecnici del loro ospedale e continuare magari per due mesi ad intossicarsi con il glutine in attesa della gastro confermativa.
Al paziente dicono che gli basta un mese di ricette per recuperare quello che spendono per la gastroscopia fatta privatamente, quindi fare la gastro con loro risulta anche economico.
Buon anno anche a voi, che mi fate schifo come poche cose al mondo.

Buon anno alle aziende che scrivono “nuova ricetta” sulla scatola, ma l’unica cosa che cambiano è la grafica della scatola stessa, perché il prodotto è rimasto identico.
Non basta la presa per il culo sui prezzi, dobbiamo sorbirci anche questo marketing da due lire.

Buon anno a chi ci porta in assaggio il suo pane, la sua pizza, i dolci che realizza in casa.
Siete la parte bella del nostro lavoro, addolcite le parti più amare e scaldate davvero il cuore.

Buon anno ai nostri cari, a chi vive, è causa e scopo dei nostri sorrisi.
E buon anno ai rosiconi ed ai gufi che non riusciranno a spegnere i nostri sorrisi.
Neanche nel 2014.

Pubblicato da Celiachiamo.com Srl
Vendita e distribuzione prodotti senza glutine
Via Giulio Venticinque 32/34 - Roma
www.celiachiamo.com

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One Response to “Il buon anno (passato) di Celiachiamo”

  1. Giulia Says:

    Ciao:-)
    Da un pò ti seguo e da un pò volevo esprimere la mia opinione.

    Non conosco la procedura burocratica delle altre regioni italiane, ma nella mia le tappe cartacee per i celiaci sono due:
    - diagnosi scritta
    - richiesta del celiaco alla asl per rilascio dei buoni
    Mi risulta che la seconda tappa sia un diritto e non un dovere.
    Difatti io mangio: riso, grano saraceno, miglio, frutta, verdura, pesce, carne, uova. Quando posso bio, altrimenti non bio. Con le farine bio mi preparo una specie di pane quando ho tempo, altrimenti mangio riso.
    I prodotti dietoterapici non hanno nulla di terapico. Lo dicono tutti i nutrizionisti decenti, e ce ne sono.
    Dato che noi celiaci abbiamo aumentato (molto aumentato) rischio di alcune patologie, io mi rifiuto di mangiare robaccia che mi porterebbe dritta dritta verso quelle patologie. Che, tra l’altro, è un’ottima ripercussione che si ritorce contro i “fanatici del buono”. I quali, se anche sono disinteressati ai danni sulla salute dei cocktail di zucchero, amido, grasso e additivi, dovrebbero almeno preoccuparsi dell’effetto deleterio su cosce e glutei. Macché, non interessa più neanche quello.
    E poi sta gente diventa pure un ulteriore peso sul SSN per le cure di colesterolo, diabete, ecc.
    Mi dispiace solo per i bambini e per le persone senza mezzi economici che non possono fare altro se non ritirare il buono e mangiare quella roba.
    E siamo arrivati al punto: il buono per me dovrebbe essere dato solo alle persone con un basso reddito e dovrebbe permettere di comprare quello che si vuole. Perché non si può acquistare riso e pesce, se lo si preferisce per la propria salute?
    Tra i cosiddetti dietoterapici c’è solo un prodotto che uso ogni tanto (perché ha pochi semplici ingredienti ed è appena decente nel gusto) e che compro a 2 euro al supermercato. A che mi servirebbe il buono????
    Io sarò fanatica salutista, ok, fatti miei, ma voglio mangiare quello che dico io.
    Non navigo nell’oro, ma ce la faccio a comprarmi da mangiare e difatti mi compro quello che voglio. Per dare un’idea del mio reddito: posso permettermi dieci giorni di vacanza al mare ogni 2-3 anni, fuori stagione (vedi prezzi).
    E poi PERCHÉ dovrei richiedere quel buono? Perché?
    Perché lamentarmi dei politici con pensioni e stipendi scandalosi che pesano sulla povera gente - se poi mi metto a dissanguare lo Stato pure io? Personalmente vorrei che il mio buono, cioè la cifra in euro, andasse a chi è ammalato, a letto, invalido con 200 euro di pensione. E che fa fatica davvero a mangiare, anche se non è celiaco!
    Inutile aspettare che le soluzioni ci piovano dal cielo se non facciamo mai nulla interrogandoci sul NOSTRO comportamento.

    E ora, una parola al creatore di questo blog. Sono d’accordo con le tue posizioni e condivido le analisi che fai, altrimenti non mi sarei messa d’impegno a scrivere tutto questo. Personalmente non ho fiducia nella politica, nei partiti, nei movimenti. Ho solo un minimo di fiducia che mi è rimasta verso le persone anche sconosciute che ogni giorno si impegnano nella propria quotidianità.
    Per me tu sei un esempio di persona che, finalmente!, mette in funzione il cervello e gli occhi.
    Detto questo, ti devo anche fare una critica. È un appunto sui metodi e non sui contenuti. In genere i tuoi metodi mi vanno bene, ma poi mi sono imbattuta in un post. Quello in data 20 novembre 2012.
    Ora, pensa pure di me quello che ti pare, ma devo dirtelo. Non sono d’accordo dell’uso che hai fatto dei simboli religiosi, delle immagini che hai pubblicato e della parodia con linguaggio “religioso”. Sono cattolica e sono consapevole degli errori della Chiesa, mica sto dicendo che non puoi criticare la Chiesa come istituzione.Non sono bigotta e…mi dimentico pure di andare a Messa. Insomma, inutile che sto qua a giustificarmi. Vado al punto.
    A me non piace l’utilizzo che hai fatto della religione cristiana/cattolica in questo ambito. Non hai detto nulla contro i cristiani, certo, ma così facendo hai preso un pò in giro anche loro, cioè anche noi, anche me, magari indirettamente e senza volerlo.
    O perlomeno ci hai usati impropriamente per dimostrare delle tesi (tesi che appunto condivido).
    Che dire? Che se mi pubblichi, non oserò venire a leggere le risposte di tutti quelli che mi salteranno addosso. Per una cosa o per l’altra.

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