Consigli alla concorrenza

In Celiachiamo riceviamo continue richieste di affiliazione, partnership, forniture fisse, concessione del marchio, ecc.
Col tempo abbiamo capito che la nostra forza è concentrarci su noi stessi.
Ogni volta che diamo la mano a qualcuno è sempre il caso di ricontarci le dita: non si sa mai ci freghino anche quelle.

Di conseguenza, pur essendo grati di queste proposte, le rifiutiamo tutte.
A noi però piace la condivisione, e dato che nel settore gluten free si vedono sempre più sfaceli, ecco di seguito una serie di consigli alla concorrenza o a chi vuole fare impresa nel settore senza glutine.
Ecco quindi i 10 celiaconsigli di Celiachiamo.

1 - Il celiaco non è stupido
Se sei un ristoratore e ti è venuto in mente di preparare anche la pizza senza glutine, non andare sui gruppi facebook della tua città a far finta di essere un cliente del tuo ristorante, tessendo le lodi di questo meraviglioso nuovo locale, con pizza strepitosa e personale fantastico. Soprattutto se il tuo profilo è pieno zeppo di foto tue in mezzo ai tavoli e con i piatti in mano.

2 - Il celiaco non è doppiamente stupido
Se sei un ristoratore che da poco prepara la pizza senza glutine ed hai pensato bene di farti autopromozione nei gruppi facebook della tua città fingendoti un cliente soddisfatto del tuo locale, e se i celiaci del gruppo ti hanno tanato, non chiedere ai tuoi amici di tornare in quel gruppo incollando il testo zeppo di strepitosi complimenti che gli hai fornito tu, vale a dire le stesse parole con cui il giorno prima eri tu a tessere le lodi del tuo ristorante.
Errare è umano. Ma se perseveri…

3 - Il glutine non fila e non fonde
Se sei un ristoratore che decide di preparare la pizza senza glutine, fatti un giretto su internet, oppure chiama qualcuno dell’AIC, o ancora chiedi al tuo consulente che ti cura l’haccp…guarda, al limite chiama noi di Celiachiamo: abbiamo un numero verde.
Così non costa né a noi né a te informarti del fatto che il tuo forno, nonostante le alte temperature che raggiunge, non brucia il glutine.
Neanche la fucina di Satana brucia le proteine. Fidati.

4 - Il distributore, questo sconosciuto
Se hai un negozio che vende prodotti senza glutine e non sei soddisfatto del margine che le aziende ti riconoscono nei listini che ti applicano, non inventarti che in realtà la tua attività principale è vendere a ristoranti, bar, catering, hotel, ecc così da avere un listino più competitivo.
Le aziende più scemotte ti forniranno quei 4 o 5 punti di sconto in più, ma poi anche loro si renderanno conto che in realtà i prodotti li vendi solo nel tuo negozietto ai consumatori finali, proprio come migliaia di farmacie e negozi specializzati.
Se non hai degli agenti, se non hai una piattaforma logistica, se non hai neanche un furgoncino o un ragazzo che faccia le consegne per te, e soprattutto se ogni volta ordini due o tre cartoni di merce anziché i miliooooni di bancali che promettevi di movimentare, forse, ma dico forse, le aziende se ne accorgono.

5 - Assaggia
Se vendi prodotti senza glutine devi assaggiare i prodotti che vendi.
Se vendevi gelato i gusti li assaggiavi? Se facevi il meccanico sapevi cambiare anche le gomme? Se lavoravi in un museo sapevi a che piano erano le mostre?
Davvero non capisco come si faccia ad avere un negozio gluten free o a lavorare in una farmacia che ha un reparto senza glutine e non ritenere fondamentale l’assaggio di tutti i prodotti.
Assaggia tutto. Oppure chiudi, perchè sei inutile.

6 - Coerenza. Oppure memoria
Le cose sono due: puoi assaggiare i prodotti, capire il tuo gusto, confrontarlo con quello degli altri clienti. Il tutto fregandotene di quanto guadagni su una marca o sull’altra.
Se un prodotto è buono è buono. Se è sano è sano. Se è pieno zeppo di schifezze ma ci guadagni su un bel po’ non è che le schifezze scompaiono per questo motivo.
Consiglia i clienti con sincerità, anche se il consiglio è per te antieconomico.
Altrimenti fai la figura del cretino consigliando sempre prodotti diversi, evidentemente in base a quanto le aziende ti fanno guadagnare di volta in volta.
Fai prima ad essere sincero e coerente ed a consigliare quello che davvero consideri il prodotto migliore.
L’alternativa è ricordarti le cazzate che racconti.
Vedi tu cosa ti conviene.

7 - Briciole. Briciole ovunque
Se hai una gelateria o fai tutto senza glutine oppure la contaminazione è certa.
Non mi interessa cosa dicono i protocolli dell’AIC.
Questo è il mio blog e questi sono i miei consigli.
Se non ti piacciono segui le bibbie altrui.
Ma considerando che il mondo della gelateria lo conosco bene, deve ancora arrivare qualcuno che mi convinca che basta avere palette separate per ogni vaschetta, oppure sciacquare ogni paletta, o altre menate del genere.
Io credo, anzi sono sicuro che sei fai coni con e senza glutine, se fai gusti con e senza glutine, se hai un mantecatore in cui passano tutti i gusti (glutinosi e non), beh, puoi sciacquare al massimo la tua coscienza. Il glutine a casa tua c’è eccome, di conseguenza non puoi garantire un bel niente ad un celiaco.
Il gelato naturale non prevede glutine nel suo protocollo. I gusti glutinosi, come chese cake o tiramisù, puoi farli tranquillamente gluten free per tutti.
Ho assaggiato cialde per coni senza glutine preparate artigianalmente davvero molto buone.
Se vuoi intraprendere la strada del gelato senza glutine fallo per bene.
Altrimenti prepara il gelato con le polverine e lascia stare i celiaci.
Hai altri potenziali 99 clienti su 100 da prendere per il culo.

8 - Non farti ricattare
I clienti sono tutti uguali: se dai loro 10 ti chiedono 15, se fai una eccezione in men che non si dica l’eccezione diventa la norma, perchè se l’hai fatta una volta vuole dire che la puoi fare sempre.
I celiaci hanno un buono o ricetta mensile da spendere nelle farmacie e nei negozi specializzati convenzionati.
Per legge non puoi anticipare le ricette dei mesi successivi a quello in corso.
Per legge non puoi passare la birra come prodotto mutuabile.
Dai, è semplice: non anticipare ricette e fai sempre pagare i prodotti non mutuabili come la birra.
La tua concorrenza se ne frega, anticipa le ricette di Agosto 2046 e passa sotto ricetta fiumi di birra, salsa di soia, sughi pronti, solari, dentifrici, pannolini, trucchi e parrucchi?
Sei tu che te ne devi fregare: segui la tua strada, spiega al cliente le regole senza imporle.
Parla col tuo cliente. Se è vero che ti chiede sempre di più è anche vero che con buona probabilità capirà che queste regole sono sensate.
Fare figlio e figliastro ti rende ricattabile. E se sei ricattabile, prima o poi verrai ricattato.

9 - Ristorante gluten free. Ma chi te l’ha chiesto?
Molti ristoratori quando descrivono il fatto che sono attrezzati anche per il senza glutine lo fanno come un missionario racconterebbe della costruzione di una scuola di paglia e fango.
La vera domanda è: ristoratore, ma a te, chi te l’ha chiesto di servire un celiaco?
Meglio confessare di non essere attrezzati o non garantire neanche l’acqua minerale piuttosto che far star male le persone.
Se quindi nel tuo ristorante o nella tua pizzeria vuoi aggiungere la cucina senza glutine, lo fai per soldi, non nasconderti dietro ad un dito, dietro alla celiachia di un tuo parente o altre motivazioni ridicole.
Via quindi quegli occhioni da cucciolo di foca bastonato ed abbandonato sulla riva quando il cliente si accorge che non hai le cucine separate, non hai due forni, non hai bollitori separati, ecc.
E via anche quell’arroganza difensiva che in molti usano come arma all’insegna del “già è tanto che qui prepariamo…”.
“Già è tanto che qui prepariamo…” una sega.
Fai le cose per bene: prendi il corso AIC come una scuola materna.
E considera che il tuo obiettivo è laurearti.
Chi scrive su queste pagine ritiene che non sia minimamente possibile parlare di “garanzia” o “sicurezza” in un locale in cui il glutine entra.
Anche se pochi lo sanno, Antoine Lavoisier, il padre della chimica, era anche lo zio della celiachia.
Si narra che una volta disse:

“Se il glutine si crea, il glutine non si distrugge: il glutine si trasforma”.

Qualche discepolo sempliciotto, non conoscendo questo coso chiamato glutine, per sua comodità scrisse “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”.
Ecco, in sostanza la legge di conservazione della massa nasce da una glutinosa botta di culo…
AIC correttamente parla di “locali informati”, non di “locali sicuri”.
Tu ristoratore devi quindi informarti ben oltre il corso, organizzare la tua pianificazione di lavoro separando al massimo le produzioni anche nei tempi di realizzazione oltre che negli spazi.
Il celiaco non è stupido. Se lavori con qualità ti premierà con la certezza più assoluta.

10 - Divertiti e fregatene
Se hai deciso di fare impresa nel settore senza glutine non stai per realizzare una attività commerciale che ha immediati rientri economici.
Non sei un innovatore.
Come te ogni celiaco, ogni parente di un celiaco, ogni fidanzato di un celiaco, e così via, ha pensato che sarebbe una buona idea fare qualcosa nel settore.
E’ vero che aprono in tanti, ma purtroppo è vero che chiudono anche in tanti.
Di conseguenza il nostro ultimo consiglio è di pianificare per bene, di fare un business plan serio, di non affidarsi ad incantatori di serpenti che ti vendono scatole vuote.
Ma soprattutto il nostro ultimo consiglio è di non scoraggiarti.
Crea qualcosa di divertente, non necessariamente qualcosa di nuovo.
Fregatene di tutti, tranne dei tuoi affetti.
Porta quello che sei nel tuo lavoro, senza paura che non sia commerciale, che non sia politically correct, che non sia giusto visto che hai deciso di stare al pubblico.
Prendi spunto senza invidiare. Non sentirti mai migliore. Non lo sei.
Il cliente non ha sempre ragione. Neanche tu.
Chiedi scusa. Ringrazia.

E in bocca al lupo.

Pubblicato da Celiachiamo.com Srl
Vendita e distribuzione prodotti senza glutine
Via Giulio Venticinque 32/34 - Roma
www.celiachiamo.com

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