Archive for the ‘Pensieri intolleranti’ Category

Una storia senza glutine

Saturday, December 12th, 2009
Celiachiamo.com

Celiachiamo.com

E’ successa una cosa bella.
Bella e strana.

Succede che crei un sito internet che parla di celiachia, di alimentazione senza glutine, di ricette gluten free e dei cosiddetti “prodotti per celiaci”.

Hai in mente di creare un sito e-commerce di rivendita di prodotti senza glutine…la celiachia la conosci da vicino e sai che alcuni prodotti non è facile trovarli.

Incontri tante persone, parli con tanti referenti di tante aziende: quasi tutti ti scoraggiano, ti dicono che non puoi fare concorrenza alle farmacie, che da te i celiaci non ci verranno perchè sono abituati a fare la spesa solo se a pochi metri di distanza c’è qualcuno con un camice…figuriamoci se vuoi fare un sito internet con una pupazzetta sull’altalena come mascotte.

Ti incaponisci ed i prodotti li compri lo stesso…sempre se le aziende si degnano di fornirteli.

Poi incontri un laboratorio artigianale, ti senti davvero a casa, e ti inventi la spedizione in tutta Italia in 24 ore di prodotti freschi e garantiti senza glutine.

I prodotti li assaggi tutti, quelli che ti piacciono li descrivi, li fotografi e li metti sul sito, che nel frattempo è diventato un portale internet.

Rispondi ad un sacco di e-mail, la gente ti dà calore, ti ringrazia per aver finalmente mangiato dopo tanto tempo qualcosa di buono, per aver trovato informazioni utili, per aver capito qualcosina in più.

Ti scrivono mamme, ti scrivono bambini, ti scrivono addirittura medici.

Conosci foodblogger, partecipi a convegni, a fiere di settore.
Iniziano anche ad invitarti in giro, perchè spesso ne sai più di tanti altri…

Sempre più click, sempre più amici, ti inviano ricette, suggerimenti, consigli.
Senza di questi non cresceresti per niente, non miglioreresti.

Poi scopri che puoi aprire un negozio vero e proprio e ritirare le ricette proprio come una farmacia.

Sei il primo della tua regione a fare la richiesta.
Alcuni ti mettono per mesi i bastoni tra le ruote.

Ti bloccano la pratica, fanno telefonate ai piani alti…

Tu te ne freghi, insisti, ti incazzi, rompi le scatole, esigi, rivendichi i tuoi diritti.

Il negozio lo trovi, lo risistemi tutto, ci passi i giorni e le notti, anche se in pochi riescono a vedere quello che hai in testa tu, i prodotti, i colori…riesci addirittura a sentire i profumi di quello che ancora non c’è.
E la pupazzetta sull’altalena, quella che era considerata da qualcuno troppo giocosa, la sistemi proprio sull’insegna.

Alla fine sei il primo ad avere questa benedetta autorizzazione al ritiro ricette.
E pensare che in teoria era solo una legge da far applicare…

Arriva l’inaugurazione, e viene un casino di gente.
Ritrovi tanti amici telematici, che ora conosci finalmente di persona.

Non si sa quante volte dici “grazie” a tutte queste persone che ti volevano bene prima ancora di conoscerti.

Ci son venuti da tutta Italia a brindare con te…

Ora le aziende ti chiedono se ti piacerebbe proporre anche i loro prodotti.

La bimba sull’altalena continua a sorridere, come ha sempre fatto…


Grazie di cuore a chi ha permesso tutto questo
.

Senza Glutine o Senza Senso?

Thursday, July 23rd, 2009
Senza Glutine o Senza Senso?

Senza Glutine o Senza Senso?

Capita ogni tanto di leggere in rete delle domande che alcuni celiaci pongono.

Alcune di queste sono veramente meravigliose.

L’ignoranza che circonda la celiachia è ancora moooolto estesa. Spesso ci sentiamo incompresi. Altre volte ascoltiamo dei quesiti davvero assurdi.

Ci scherziamo su?

Dai che ci fa bene.

- “Quando passo vicino un campo di grano, poi la sera sto malissimo! Capita anche a voi?”

  • Sì sì, è normale…pensa che io sono intollerante al lattosio e quando guardo la pubblicità della Milka mi viene proprio automaticamente da vomitare!

- “Ragazzi, anche a voi capita di sognare la notte di uccidere Giovanni Rana?

  • Sì sì, è normalissimo…io sono celiaco e pelato…sto organizzando un incontro tra Giovanni Rana e Cesare Ragazzi per prendere due piccioni con una fava.

- “E’ vero che se il mio ragazzo ha appena mangiato la pizza non posso baciarlo perchè potrebbe passarmi qualcosa?”

  • Dipende da che tipo di pizza. Se è una margherita potresti trasformarti in Pulcinella. Se è una 4 stagioni potrebbe piovere con il sole, potrebbero cadere tutte le foglie in un colpo solo e subito dopo spuntare milioni di fiori. Occhio poi se si dovesse trattare di pizza con i funghi porcini: potresti imbatterti in grossi maiali a forma di fungo che proveranno a divorarti le dita dei piedi.

- “Anche voi sgarrate con la dieta ogni tanto?”

  • Ceeeeerto ascolta: la mattina mangio solo 3 cornetti, a pranzo mi limito ad un piatto di bucatini all’amatriciana da Checco er carrettiere, il pomeriggio mi faccio bastare due panini al prosciutto ed una pizzetta riscaldata, prima di sera come aperitivo non vado oltre le 3 birre doppio malto, ed a cena preferisco mangiar leggero: una bruschettina, una pizza napoletana con ricotta e pepe nel cornicione, qualche fritto e un paio di cotolette. Poi mi faccio la scarpetta col pane di grano duro. Per dolce mangio pan di spagna a morsi…

- “Non ho trovato in prontuario gli spaghetti alla chitarra che fa la Sora Mirella nella trattoria “Dar Burino” di Tor Pignattara. Il portiere dello zio del ragazzo che lavora al benzinaio vicino casa di mio cugino dice che sono fatti in un sottoscala di contrabbando ma pulitissssssimo. Qualcuno di voi c’è mai stato?”

  • Come no! “Dar Burino” di Tor Pignattara si mangia benissimo! Ci sono solo topi senza glutine e scarafaggi gluten free, quindi le contaminazioni sono impossibili. La muffa che danno per antipasto è imperdibile. Gli spaghetti alla chitarra della Sora Mirella sono fantastici: la leggenda narra che per ogni piatto di spaghetti ingerito vi sia un gastroenterologo che festeggia…

- “Ma è vero che hanno trovato la cura della Ciliachia, della Cheliachia, e che i Ciliaci non dovranno più fare la dieta senza glutei?”

  • Verissimo. La cura inizia con un antipasto di vocabolario.

- “Ma dai, smettila con questi stupidi capricci. Che vuoi che ti faccia un pezzettino di cornetto!”

  • Facciamo una scommessa. Se hai ragione tu ti offro la colazione. Se invece ho ragione io, non mi allontano ma mi abbasso i pantaloni e ti scambio per il bagno dell’autogrill. Ci stai?

- “Avete prodotti senza glutine?”

  • Lì in fondo trova il reparto solo mais, riso e lupino

- “Sì ma quelli senza glutine dove sono?”

  • ……..

- “Sono celiaco

  • Nessun problema, qui vengono tanti vegetariani

- “Ma io sono celiaco

  • Abbiamo anche alimenti ginecologici!

- “Ce li a co

  • Ahhh gran bella isola, vuole del pesce quindi?

- “Guardi che è il glutine il mio problema

  • Qui fiori veri non ne abbiamo, stia traaaanquillo. Che poi il glicine è strano, eh?

- “Non posso assumere glutine!

  • Eh figlio mio, e chi ti assume più oggigiorno…

- “Celiachia: non posso mangiare cibi che contengono glutine.

  • Peeeerfetto! Qui in pizzeria glutine non ne usiamo.

- “Guardi, riso, mais, carne, pesce, verdura…ma niente pane per carità.

  • Eh è arrivato il furbo. Pane e coperto lo pagano tutti!

- “No, ma io lo pago e non lo mangio.

  • Certo che voi testimoni di Geova siete strani eh?

Saviano e Celiachiamo

Wednesday, July 1st, 2009
Roberto Saviano

Roberto Saviano

Che diavolo centra Saviano con la celiachia?
Beh…assolutamente nulla.

Però ragazzi, i blog tematici dopo un po’ annoiano.
Giusto parlare di celiachia e di dieta senza glutine ma a nostro giudizio è giusto anche parlare di altro.

Questa premessa è doverosa ma questo post è in linea con la filosofia che ha guidato l’apertura di Celiachiamo.com e che ancora oggi ne orienta il quotidiano.

Celiachiamo.com è una società fatta di persone e di personalità, vale a dire di soggetti che hanno propri pensieri, opinioni, vizi, difetti, e forse qualche pregio (ben nascosto benintesi! :P ).
Non rappresentiamo una società piramidale, impersonale ed esterna a quello che volgarmente si chiama “mercato”.
L’essere celiaci è una caratteristica di una persona, non certo l’unica nè la più importante. E’ una nostra e probabilmente una tua caratteristica.
Chi totalizza la celiachia sbaglia, così come chi totalizza qualsiasi altro proprio aspetto della propria vita.

Ieri ho ascoltato per due ore e mezza Roberto Saviano in un suo intervento al Festival “Letterature”: la location era la Basilica di Massenzio in Roma, a pochi passi dal Colosseo.
L’atmosfera magica, le luci soffuse ad illuminare le rovine dell’impero, oltre duemila persone a bocca aperta ad ascoltare non chi racconta la storia dell’Italia che era, ma chi, tra due guardie del corpo, ci parla delle vicende dell’Italia che è. Oggi, ora.

E quest’Italia me la racconda un giovane come me. Un giovane a cui però sono negati i diritti, le libertà più semplici come l’andare a mangiarsi una pizza con gli amici, la serenità che sarebbe giusto che un giovane avesse, la naturalezza con cui tutti i giorni, senza che ce ne accorgiamo, tutti noi pianifichiamo il nostro futuro.

Roberto Saviano invece è costantemente sotto scorta, blindato a causa del suo coraggio, della sua voglia, della sua fierezza e del suo amore per questo Paese.
Chi come Roberto racconta il male di una terra, la sua terra, non lo fa per seppellirla. Lo fa perchè crede che solo così possa rinascere, proprio come De Andrè cantava che è dal letame che nascono i fiori, non certo dai diamanti.

Sì ma immagino che la domanda che ti starai (nuovamente) facendo è sempre: “Cosa centra Saviano con la celiachia?”.
La mia risposta è sempre la stessa: non centra nulla.
Però centra con Celiachiamo…

Ieri Saviano affermava che molti gli dicono che dopo averlo ascoltato escono sconfortati dai suoi racconti. Quindi si è ripromesso di chiudere il suo intervento con una nota di speranza.
Ed è questa nota di speranza che ha ispirato questo post. La stessa nota che ho stampata in testa tutti i giorni quando mi alzo ed accendo il pc.
Roberto risponde ad una domanda che credo tutti ci facciamo, e cioè: “Cosa bisogna fare?“, dicendo: «Mi rispondo come Enzo Biagi mi disse una volta, mutuando la frase da Elio Petri: la miglior forma di resistenza è fare bene le cose».

Nel quotidiano noi ci proviamo a fare bene le cose; spesso ci riusciamo grazie e soprattutto alle persone con cui abbiamo la fortuna di lavorare.

Credo che ogni tanto però faccia bene guardarsi anche fuori per migliorarsi dentro.
Il ristoratore che non ha sensibilità per la nostra intolleranza, la nostra diagnosi, i nostri stessi concetti di “liberta” e di “privazione”. L’elenco potrebbe essere lunghissimo ed è evidente che qui la celiachia centra solo in parte.
Così come spero sia evidente che non è mia intenzione fare nessuna scala di valori.

La mia intenzione è invece quella di condividere anche con te un pericolo…un pericolo in cui rischio sempre di ricadere e di cui mi accorgo solamente quando le situazioni (e le persone) mi permettono di riaprire quello spiraglio di mente che tende a richiudersi su sè stessa.

Guardiamo le cose, il lavoro, la celiachia, la famiglia, gli affetti: guardiamo tutto spostando lo zoom un po’ più in alto, un po’ come su google maps.

Si vede di meno? No, si vede meglio.

Viva Roberto Saviano.

I Robo-Celiaci

Sunday, May 10th, 2009
Robo Celiaco

La Domenica delle Salme

Girando per l’Italia incontri tante persone ed è veramente la parte più bella del nostro lavoro ascoltare gli altri, scambiarsi le ricette gluten free, ricevere complimenti (e perché no, anche consigli per crescere ancora).

È veramente fikissimo guardare la faccia dei bambini che assaggiano le pizzette e vedere mamme e papà tranquilli perché al nostro tavolo non c’è niente che il loro piccolo celiaco non possa mangiare.

Ultimamente eravamo presenti con i nostri prodotti artigianali ai convegni dell’AIC di alcune regioni, ed è stato molto gratificante conoscere di persona alcuni dei nostri amici che si riforniscono su Celiachiamo.com per i loro acquisti senza glutine: tutti interessati, appassionati chi dei biscotti del buon mattino chi dei cornetti senza glutine per la prima colazione, amanti delle pizze genovesi o della pasta fresca che le nostre monache preparano tutti i lunedì e giovedì.

Mi piace però raccontare di alcuni personaggi che definirei “mitologici” perché davvero curiosi, che se li provi a descrivere ci credono in pochi ma poi quando li incontri sono davvero divertentissimi.
Chi sono? Beh, potremmo definirli “robo-celiaci”.

Avete presente ringhio Gattuso od un atleta in trance agonistica?

Beh, niente a confronto di alcuni robo-celiaci che:

  1. Testa china
  2. Occhi iniettati di sangue
  3. Gomiti a 90° per farsi largo tra la folla
  4. Capacità di portare contemporaneamente più buste del maggiordomo di Crudelia Demon
  5. Avambraccio a mezzaluna per poter raccogliere dal tavolo più prodotti possibile

scambiano i convegni AIC in commemorazioni del passaggio degli Unni in terra italica ed al grido “Saccheggiamoooo!!!” assoldano mariti/mogli/cugini/anziani di passaggio/vicini di casa/extracomunitari clandestini/trasportatori abusivi/sherpa nepalesi per portare via dai tavoli di degustazione delle aziende produttrici e distributrici di prodotti senza glutine più buste, assaggi e assaggini possibile.
Il problema è quando il robo-celiaco prova a strapparti via anche l’orologio o è convinto che anche la tovaglia ed il tavolo essendo naturalmente senza glutine siano commestibili… :)

Ho visto cose che voi celiaci non potete neanche immaginare:

  • Genitori che dicevano al figlio piccolo  “Aspettami qui vicino a questa pianta, non ti muovere” perché avevano usato il passeggino come montacarichi per le buste di prodotti gluten free presi in assaggio, quindi il piccolo era il secondo carico da effettuare, preceduto ovviamente dalle vettovaglie.
  • Robo-celiaci chiedere in assaggio un cesto contenente 200 occhi di bue al cioccolato.
  • Altri ancora affermare che le loro 5 figlie (tutte ovviamente rigorosamente celiache) erano o influenzate o proprio quel giorno alla visita di controllo dal gastroenterologo  (poco importa che era domenica): ecco perché meritavano 5 buste di assaggi anziché una sola.
  • Nonni robo-celiaci aizzare i nipotini affinché strisciando sotto al tavolo stile soldato Jane potessero scavalcare la fila arrivando per primi al Santo Graal della crostatina morellina omaggio.
  • Altri ancora svuotare e rigirare la busta omaggio in modo che il logo fosse all’interno:  affermare poi di non aver ricevuto precedentemente nessun assaggio e che quella in loro possesso sembrava la nostra busta, ma in realtà non lo era:)
  • Dulcis in fundo un signore che vedendo accanto al poster “Celiachiamo.com” un cartone da 24 colombe senza glutine era convinto che l’intero cartone potesse volare via con lui.

La cosa bella è che noi siamo abituati, ma la faccia dei celiaci “normali” che si trovano vicino questi robo-celiaci, beh quella è davvero tutta un programma: li guardano come extraterrestri (come dargli torto?) quindi assistere a queste scene vi assicuro che è spassosissimo.

Il prossimo anno consiglieremo ad AIC di mantenere gratuita la partecipazione a queste assemblee, ma di far pagare il biglietto per le tribune: vi assicuro che di risate se ne fanno tantissime.

E a noi ridere piace un sacco.

Aggiornamenti dall’Abruzzo: le forniture senza glutine

Saturday, April 11th, 2009
Aiuti alla popolazione abruzzese

Aiuti alla popolazione abruzzese

Ci sono delle cose che proprio non riesco a capire.

Tutti sembrano organizzatissimi, strutturatissimi, con in pugno le situazioni.
Poi invece ti accorgi che i castelli di carte sono molto più numerosi dei castelli veri. E crollano con la stessa facilità con cui sono crollate le case abruzzesi, costruite con il cemento impastato con la sabbia del mare…per risparmiare quei centesimi che sono costati tante vite…

Oggi abbiamo portato alla tendopoli di piazza d’armi all’Aquila il primo carico di prodotti senza glutine: colombe e pizze al formaggio appositamente realizzate da Cose dell’Altro Pane ed alcuni cartoni di pani, pasta e biscotti del nostro magazzino.

Domani torneremo con altre pizze sempre del laboratorio artigianale romano (grazie a Maria ed a tutte le ragazze di Cose dell’Altro Pane per gli sforzi di questi giorni) altre colombe, pasta, ecc ecc.

Beh c’è la Croce Rossa, la Protezione Civile, le associazioni di celiaci direte voi: Sicuramente qualcuno avrà pensato ai celiaci vittime del terremoto. Se ne è parlato tanto su siti, forum, blog…

La realtà è che quando abbiamo consegnato gli scatoloni a Giovanni, il responsabile della farmacia da campo dell’accampamento di piazza d’armi, quelli erano i primi prodotti senza glutine che la farmacia riceveva.
E considerando che il campo di piazza d’armi è il principale dell’Aquila e che quella è la farmacia da campo centrale, allora a dirvi la verità le cose che non capiamo sono davvero diventate molte.

  • Non capiamo ad esempio come sia possibile che organizzazioni, associazioni, case farmaceutiche, grandi aziende, ecc che in teoria dovrebbero assistere i celiaci non si siano organizzati per far arrivare prima di Pasqua qualche prodotto senza glutine a quelle povere persone.
  • Non capiamo perchè pur sapendo che i corrieri espressi non consegnano in questi giorni a L’aquila e dintorni nessuno si sia organizzato per prendere la macchina e portare lì qualche prodotto. Da Roma sono solamente 100 chilometri: non ci sentiamo di certo degli esploratori per aver fatto 100 chilometri con qualche scatolone…
  • Non capiamo perchè si provi a fare politica anche su queste cose, disorientando anzichè canalizzare le volontà delle tante persone desiderose di dare aiuto.

Siamo molto arrabbiati.

Siamo arrabbiati perchè a stare davanti alle tv a dispiacersi sono bravi in tanti, dirigenti, presidenti, coordinatori in testa.
Levare dai propri scaffali 3 pacchi di pasta, inviare una mail in cui si invitano i propri associati a portare un pacco di biscotti in quel determinato posto oppure fare due telefonate per organizzare una raccolta di prodotti evidentemente è troppo complicato. Fare 100 chilometri in macchina diventa difficile come attraversare il deserto…

La realtà è molto più semplice: basta un po’ di buona volontà, 5 euro per pagare il casello, fare 500 metri dall’uscita dell’autostrada e consegnare a Giovanni i propri prodotti.
Abbiamo creato uno spazio dedicato al senza glutine: domani ed il giorno di Pasqua chi vorrà avrà il suo piatto di pasta, la sua pizza e la sua colomba gluten free.

E buona Pasqua (con un po’ di amarezza) a tutti voi.

Prodotti senza glutine per il terremoto in Abruzzo

Thursday, April 9th, 2009
Prodotti senza glutine per L'Abruzzo

Prodotti senza glutine per L'Abruzzo

Crollano le case, la gente sta per strada, dorme in macchina o sotto una tenda.

Chi è sopravvissuto magari ha perso tutto.

Sì ok, ma la celiachia che centra mi dirai.

Centra perché ci sono 28mila persone senza casa. Ed in questi momenti credo che le attenzioni all’alimentazione senza glutine se le pongano in pochi.

Da due giorni abbiamo contattato AIC offrendo il nostro aiuto per l’invio di alimenti senza glutine alle popolazioni terremotate abruzzesi.

La risposta che ci è arrivata è stata di “aspettare in modo da evitare di disperdere energie, sprecare risorse ed arrecare danno con l’intento di far bene”.

Abbiamo amici a L’Aquila. Avevamo amici a L’Aquila.

Le informazioni che abbiamo da lì sono di una disorganizzazione e di una confusione generale molto alta.

Non è facile coordinare i soccorsi ma è doveroso a nostro giudizio dare una mano concreta.
Per questo motivo abbiamo deciso di non demandare ad altri e di operare noi in prima persona, certi di fare la cosa migliore, la cosa più utile in questo momento, e certissimi di non arrecare danno a nessuno.

Il nostro spedizioniere ci ha avvisato che ad oggi i collegamenti con L’Aquila sono interrotti. Tra L’Aquila est e L’aquila Ovest l’autostrada è ancora chiusa per danni ai cavalcavia.

Grazie al nostro laboratorio (Cose dell’Altro Pane) partiremo venerdì e consegneremo a Giovanni, il responsabile dell’ospedale da campo allestito a L’Aquila, un centinaio di colombe senza glutine e diverse teglie di pani e pizze realizzati appositamente dalle ragazze del laboratorio artigianale romano.

Oggi pomeriggio siamo riusciti a parlare con Giovanni anche grazie all’intermediazione del vicepresidente di AIC Abruzzo. Abbiamo chiesto informazioni sulla situazione relativa agli alimenti senza glutine e Giovanni ci ha detto che non c’era ancora nulla.

Sabato torneremo nuovamente a L’Aquila per effettuare una seconda consegna di alimenti senza glutine.

Questa volta porteremo alimenti secchi, pasta, pane, biscotti, ecc.

Li consegneremo personalmente, formeremo il personale ad uno stoccaggio e ad una distribuzione corretta e torneremo a Roma.

Faremo in sostanza quello che con un po’ più di impegno e di volontà avrebbero potuto fare anche altri.

Non si vive di solo lattosio

Sunday, October 19th, 2008
Intollerante al lattosio

Intollerante al lattosio

“Sei intollerante al glutine? E sei intollerante anche al lattosio? Quindi non puoi mangiare la pasta? E non puoi nemmeno bere il latte? E come fai la mattina, con che fai colazione? Col latte di soia?… Ma fa schifo… No… Io non ce la farei a rinunciare ad una bella tazza di caffellatte con le Macine… Ma non puoi mangiare la margherita!! Nooooo!!! Io non ce la farei proprio a stare senza pizza, mi piace troppo.. ma come fai? E che cosa puoi mangiare? Il riso… Nemmeno le lasagne puoi mangiare!…Ma come ti senti quando, per esempio, vai a cena fuori e tutti mangiano una cosa e tu non la puoi prendere?

Ecco, potrei continuare ancora a lungo, ma mi voglio fermare, tanto so che già avete capito tutti di cosa sto parlando! Quante volte siete usciti con amici o colleghi di lavoro e appena è saltato fuori che c’erano dei cibi che non potevate mangiare la conversazione è stata monopolizzata dall’ “interessantissima” e dettagliata descrizione del che cosa potete e non potete mangiare? Ovviamente seguita da tutti gli inutili e fastidiosi commenti che ne seguono. E poi c’è la seconda fase, sempre della stessa conversazione, in cui si prende spunto da qualcosa che voi non potete nemmeno toccare e si dice a qualcun altro del gruppo: ”Ma ti ricordi quanto erano buone quelle tagliatelle con panna e funghi porcini che abbiamo mangiato quella volta che siamo andati…” e, alla faccia nostra, dopo che ci hanno detto quanto siamo poveri e sfortunati che non possiamo toccare tutte quelle prelibatezze (d’altra parte si sa, non si mangia per vivere ma si vive per mangiare!), si mettono a parlare di tutto quello che hanno assaggiato in tutta la loro vita, ovunque siano andati.

Mi piace anche quando tutta la serata mi vede protagonista di una serie infinita di battute: “Non ti preoccupare, tanto abbiamo preparato le pennette al salmone con la panna… e da bere c’è la birra o… il latte, che so che ti piace! Ahahahah!!!” e dopo un po’: ”Che ci vuoi una spolverata di parmigiano sul risotto?”… Va bene, faccio ahahah per un po’ anch’io, ma posso sapere perché la cena debba essere un piacere per tutti ed una tortura solo per me? No, perché io, visto che magari si è iniziato a cenare alle 9 e alle 11 e mezza si è ancora a tavola, forse dopo due ore e mezza mi sono stancata di farmi prendere per  il biiiiiiip da tutti!
Però “stiamo solo scherzando”! Perché me la dovrei prendere?

Adesso mi viene in mente una cosa: facciamo finta che io mi trovi a chiacchierare con un po’ di persone e che una di queste non abbia una gamba….
Ma ti manca una gamba? E come fai ad andare in giro da solo? Ma non puoi guidare! E devi farti sempre accompagnare? Noooo!!! Io non ce la farei mai a stare senza una gamba, ma che vita è? E mettiamo che sei per strada e uno ti frega la borsa, come fai che non puoi correre…Ah! Ma allora non puoi giocare neanche a pallone! Oddio che sfiga che non puoi giocare nemmeno a pallone, io non ce la farei! E non puoi andare a correre!…” e poi, rivolto ad un amico presente: ”Ma ti ricordi come stavamo bene quel periodo che l’anno scorso ce ne andavamo tutte le sere a correre al parco? Si stava proprio una favola! Dobbiamo rifarlo, magari lo diciamo pure a Luca di venire con noi perché è troppo bello! È che io quando vado a correre mi sento proprio meglio, mi scarico, dormo meglio…”

Forse non serve che vada avanti, credo di aver trasmesso la mia idea in proposito! :-)

A noi non manca certo una gamba, però forse ci domandiamo più di altri come mai in Italia l’alimentazione sia l’argomento su cui tutti, nessuno escluso, mettono bocca…nel piatto del vicino.