Archive for the ‘news dal nostro negozio’ Category

Stacca la Spiga

Friday, February 13th, 2015


Da quando abbiamo aperto il Celiachiamo LAB tutti i giorni viviamo l’esperienza diretta di quanto sia morto il “senza glutine” come è stato concepito fino ad oggi.

Nel nostro nuovo punto vendita di Via della Magliana 183 a Roma su uno spazio di 400 metri quadrati abbiamo allestito un supermercato tutto gluten free ed un vero e proprio laboratorio artigianale mono dedicato alle preparazioni senza glutine.
In pratica nella prima parte del negozio diamo spazio ad oltre 1500 prodotti di tutte le aziende del settore, e nella seconda parte ci sono i banconi dove esponiamo tutti i giorni pane fresco, pizza tonda ed al taglio, fritti espressi, biscotteria, dolci di ogni tipo, ecc.
Tutto artigianale di nostra produzione nella grande cucina che abbiamo allestito nel locale stesso.

I clienti spendono le ricette ASL di cui gode ogni celiaco diagnosticato acquistando i prodotti confezionati della prima parte del negozio, e possono anche prendere una ciambella o una bomba appena fritta, un pezzo di pizza, un vassoio di mignon, ordinare una torta personalizzata, ecc assaggiando i tantissimi prodotti che realizziamo tutti i giorni.
I prodotti di nostra realizzazione sono a pagamento, ed hanno gli stessi prezzi di un buon prodotto con glutine.
La nostra pizza margherita costa 5 euro ed è realizzata con pomodoro San Marzano DOP, fiordilatte italiano, olio extravergine d’oliva, ecc.
Tutta la nostra pasticceria costa 22€/kg, i supplì 1 euro, ecc.

Non facciamo beneficienza.

Utilizziamo tutta ingredientistica di livello (burro belga, olio di semi di girasole per le fritture, cioccolato puro sudamericano, niente grassi idrogenati, ecc) ma vi assicuro che sul fresco guadagniamo molto di più che nella vendita del prodotto confezionato.
Se facciamo un buon prodotto lo decide il cliente, su questo quindi non ci esprimiamo.

Okok lo so che questa prima parte sembra uno spottone esagerato al nuovo nato in casa Celiachiamo (e forse lo è…) ma questa introduzione serviva a creare un comune terreno di base su cui ragionare.
Tutti i clienti, nessuno escluso, si lamentano del fatto che la ricetta è spendibile solo sui prodotti confezionati, che sono meno buoni dei nostri e pieni zeppe di schifezze, oltre a costare molto di più.
Si sentono per così dire schiavi delle ricette, ma la stragrande maggioranza, visti i tempi non certo economicamente felici, preferisce prendere gratuitamente un prodotto scarso piuttosto che pagare di tasca sua un buon prodotto.

Chi non ci conosce potrebbe credere che da negozianti e produttori ci stiamo lamentando di questo.
Chi ci conosce sa che invece il nostro approccio al senza glutine è estremamente sereno, che scherziamo sul “tirchio celiaco” e che la complessità della questione prezzi-canali di distribuzione-libertà di spesa della ricetta è molto più ampia di quanto possa contenere un post di un blog.

Celiachiamo è da sempre, non da oggi, contro il privilegio delle ricette.

Esatto ho detto “privilegio” e sarà questo il termine che verrà strumentalizzato nei commenti qui in calce e su Facebook o sugli altri social network su cui verrà condiviso questo post.
Solitamente ci dicono che noi mangiamo sulla salute dei celiaci, che i privilegi sono ben altri, che considerato questo nostro pensiero eretico ci faranno pipì su tutte le vetrine dei nostri negozi, che l’AIC andrà sempre e nei secoli ringraziata per questo contributo, ecc ecc.
Tutto normale, ci abbiamo fatto il callo e così come ce ne siamo sempre fregati delle lobby farmaceutiche continuiamo a non provare interesse per chi non ha la minima idea di cosa sia un “mercato”, vorrebbe mutuabile anche la birra e le scarpe della Nike, e mangia tutti i giorni prodotti a cui manca il glutine ma c’è dentro tutto il resto.

Il doppio confezionamento farmacie-supermercati non fa aprire gli occhi a queste persone, un viaggio oltre i confini dell’Italia non è mai stato fatto e se fosse fatto comunque non svelerebbe dinamiche banali ai più…ma evidentemente non a tutti.
Io consiglio di staccare la spiga a queste aziende di furfanti, ma di celiaci che fanno scelte di acquisto etiche, puntano sempre e solo sul bio, sull’autoproduzione, sull’etichetta corta, sulle aziende che non li prendono per il culo, sui negozianti e farmacisti che rispettano le normative, ecc, non ne conosco poi tantissimi.
Tanti si lamentano dei prezzi e tutti demandano all’associazione italiana celiachia la propria rappresentanza per la calmierazione degli stessi.
Tanti annuiscono interessati quando spieghi cosa sono i mono e digliceridi degli acidi grassi e poi in cassa ti portano dei prodotti che solo il Ministero della Salute di un paese ridicolo come il nostro può considerare “dietoterapeutici”.
Tanti si lamentano che non arrivano a fine mese e poi scopri che “anche il fratellino mangia i suoi prodotti”, che “a casa la pasta la facciamo per tutti senza glutine”, che “quei polletti surgelati ce li mangiamo tutti i Giovedì”, ecc.

A me sta bene tutto, ma considero queste cose un privilegio, forse perché non sono celiaco-centrico, forse perché conosco altre patologie, e forse perché ho un senso dello Stato (quello con la S maiuscola) un pochino diverso da quello di tanti.

Ecco, nel nuovo Celiachiamo LAB nello stesso contesto di fruizione vedi queste due energie parallele: la voglia di normalità e l’adagiamento sul privilegio, l’eterna lamentela e l’eterna incapacità di contestualizzare perché lo Stato preferisce finanziare il celiaco con queste porcherie piuttosto che curare le patologie di una celiachia non seguita.

Vedi il famoso popolo bue.

Fortunatamente con tante e sempre più numerose eccezioni.
Tante persone che stanno capendo che la distribuzione controllata del prodotto gluten free è strategicamente studiata per dar da mangiare ai soliti noti, che la ricetta è causa dei prezzi artificialmente gonfiati, che non c’è volontà di ricontrollo delle ricette perché si scoperchierebbe il vaso di Pandora, che nel mucchio di aziende truffaldine ce ne sono alcune che realizzano ancora prodotti di qualità, che un prodotto è senza glutine non se lo dice l’associazione italiana celiachia, ma se a fronte di analisi specifiche si può dimostrare che quel prodotto ha un contenuto di glutine inferiore alle 20 ppm, che non è possibile paragonare stabilimenti di produzione monodedicati al senza glutine con ristoranti e pizzerie che hanno fattto “un corso professionalizzante” di 2 ore ed hanno ricevuto la divina investitura di “locale informato”.

Ho sempre più clienti che donano ai meno fortunati l’eccedenza di ricetta che tutti i mesi non spenderebbero.
Altro che “non arrivo a fine mese”.

Ho sempre più clienti che hanno capito che la ricetta è un contributo alla spesa del celiaco frutto proprio della differenza di prezzo tra un prodotto glutinoso ed un prodotto senza glutine.
Concetto difficilissimo da capire quello che se prima della diagnosi spendevi 50 euro al mese in pasta De Cecco, Pan di Stelle, pizza Buitoni, cornetti Cerbiatto e pan carrè Mulino Bianco, oggi dovresti comprendere che i 99 euro al mese che la Regione ti riconosce non sostituiscono i 50 euro di prima, né sono comprensivi dello svezzamento del tuo nuovo bimbo, della merenda dell’amico non celiaco, della pasta per tutta la famiglia, e così via.

Chi non capisce questo e dice “sì però…” non può proprio parlare con noi.
Proprio come non riesco a comunicare con chi dice stronzate del tipo “sì è mafioso ma…” oppure “ha ucciso la sua compagna però lei…”, non riesco proprio a confrontarmi con chi non conosce una mazza del settore senza glutine e crede alle favolette che gli raccontano da 35 anni.

Vogliamo aiutare i celiaci?
Siamo i primi ad essere d’accordo.

Però diamo la libertà ai celiaci di comprare quello che vogliono dove vogliono.
Avete capito bene: da negoziante specializzato e da produttore di alimenti gluten free credo che sarebbe giusto per i celiaci trovare potenzialmente ovunque i prodotti senza glutine.
Anche i supermercati quindi?
Certo, supermercati, botteghe, bar, macellerie, frutterie, chioschi sulla spiaggia, ecc.
Ma lasciamo scegliere al celiaco cosa comprare, e stacchiamo la spiga a queste aziende di lestofanti.

Una lombata è senza glutine?
Le arance siciliane sono o non sono senza glutine?
La spigola è gluten free?

Ecco, allora se vogliamo aiutare i celiaci non facciamogli svuotare la ricetta costringendoli a comprare grassi idrogenati, zuccheri complessi, emulsionanti, stabilizzanti e conservanti.
Mettiamo nel Registro Nazionale Alimenti senza glutine anche tutto quello che è naturalmente privo di glutine: carne, pesce, frutta, verdura, cereali alternativi ai glutinosi, ecc.
E agevoliamo la nascita di una rete di stabilimenti produttivi mono dedicati alle preparazioni senza glutine, che diano al celiaco garanzie non formali ma sostanziali, con le ASL, i SIAN ed i NAS a controllare le strutture, non tutor non professionisti alla volemose bbbbene.
Questa sarebbe Libertà, non quella che vi raccontano mentre vi imboccano merda con una mano e vi mettono i paraocchi con l’altra.

Le farmacie, i negozi specializzati (noi compresi), le aziende del settore che fine farebbero?
Farebbero la fine di tutte le strutture del libero mercato: quelle che apportano valore sopravviverebbero e crescerebbero. Le altre, mestamente, chiuderebbero.

Ecco perché non temiamo la trasformazione del nostro settore…

Pubblicato da Celiachiamo.com Srl
Produzione e vendita di prodotti senza glutine
lo shop: Via Giulio Venticinque 32/34 - Roma
il forno: Via Carlo Caneva 40 - Roma
il LAB: forno + shop: Via della Magliana 183 - Roma
www.celiachiamo.com

Il buon anno (passato) di Celiachiamo

Sunday, December 29th, 2013

Come ogni anno, o quasi, faccio gli auguri per l’anno passato.
Serve a memoria per l’anno a venire, per renderlo più preparato, più consapevole, più scontato.
Quindi diverso. E migliore.

Buon anno ai miei clienti. Anche a quelli che preferiscono lasciare un credito di 20 centesimi pur di non pagarne 10 oltre la ricetta. Senza di voi dovrei andare più spesso in banca a prender gli spicci.
E a me quelli della banca stanno parecchio sulle balle.

Buon anno a quella persona che il 25 Dicembre, alle ore 12:10, ha chiamato in negozio.
E scusa se non ti abbiamo risposto.

Buon anno a chi viene sempre e da sempre il Lunedì, anche se sempre e da sempre il Lunedì siamo chiusi.
Forse nel 2014 apriremo anche il Lunedì, quindi è innegabile che state avanti ed avete sempre creduto in noi.

Buon anno a chi si stupisce della scadenza breve del pane fresco.
Solo un gol di Totti a tempo scaduto ed in fuorigioco mi appassiona di più.

Buon anno ai nutrizionisti super esperti e super prezzolati, che fanno i complimenti ad una pasta realizzata con l’aggiunta di mono e digliceridi degli acidi grassi per la qualità delle materie prime scelte.
Non valete neanche il piatto di lenticchie per cui vi siete venduti.

Buon anno a quella cliente che ci ha regalato la foto di un albero che ha le radici al posto delle foglie e le foglie al posto delle radici. Quello che ci ha detto non me lo scordo. E lo tengo per me per non rovinarlo.

Buon anno all’associazione italiana celiachia. Un Giano bifronte che da una parte mi meraviglia sempre di più nella passione e nell’impegno dei tanti volontari che sensibilizzano, volantinano, convincono ristoratori, tranquillizzano i neo diagnosticati, spiegano spiegano ed ancora spiegano. Bravi.
Dall’altra parte invece si dimentica spesso di essere onlus, ricordandosi benissimo come si fa ad essere lucrativi e perdendo di vista l’utilità sociale. Solo per dare un paio di consigli, si puntasse alla diffusione della scritta “senza glutine” in etichetta anziché all’inserimento in prontuario e si permettesse l’uso della spiga sbarrata gratuito o giù di lì, altrimenti rimangono a crederci in due o tre al massimo che uno degli obiettivi dell’associazione è la diffusione della conoscenza della celiachia e la normalizzazione della vita del celiaco.

Buon anno a chi tenterà di commentare questo post e proverà a screditarlo, magari su pagine facebook da cui siamo stati cacciati perché dicevamo la verità. Un paio di volte, per errore, vi ho dato la mano.
Ho fatto bene in seguito a ricontarmi le dita.

Buon anno a chi si è fatto i chilometri sotto la pioggia per venirci a regalare un sorriso il giorno dell’inaugurazione del primo forno Celiachiamo: chiamare clienti questi amici è sbagliato.
Ed è bellissimo alzarsi la mattina per esservi utili.

Buon anno a quei professoroni che se hai le analisi sballate ti dicono di mangiare solo Schar.
Non so se siete più scemi voi o chi vi da retta.

Buon anno a chi asseconda la nostra idiozia e si diverte con noi a farsi foto assurde con nani di cartone e corna da renna, prova a vincere pizze pronosticando chi segnerà per primo al derby, è così scaramantico che anche con 40 di febbre passa in negozio il giorno prima di ogni partita perché mesi fa lo ha fatto e la sua squadra ha vinto, legge le newsletter e dice in cassa le parole chiave per avere l’extra sconto, ci tagga su torte e dolcetti vari oppure ci chiama per chiederci i consigli sul ristorante dove andare quella sera.

Buon anno a chi entra in negozio e ci chiede quale pasta mangia la Canalis perché ha sentito che la dieta senza glutine fa bene, visti i risultati che ha sulla bella Elisabetta.
Rimangono male quando rispondiamo che vendiamo pane e pizza e che per i miracoli deve andare sempre dritto senza girare mai.

Buon anno a chi ci chiede sempre se il 15 Agosto siamo aperti. Loro fanno le vacanze intelligenti e proprio il 15 sarebbe comodo fare una spesa di riassortimento.
Noi li assecondiamo dicendo che siamo aperti, apertissimi.
Ma che è necessario bussare forte. Moooolto forte.

Buon anno a chi entra timoroso, scoglionatissimo e triste perché è convinto che tutti i prodotti senza glutine siano schifosi come quelli che ha assaggiato fino a quel momento.
Poi quando ritorna sembra il testimonial della Mentadent per il sorriso che sfodera.
Il più simpatico del 2013 è stato un omone di 130 kg che con un leggeriiissimo accento romano apostrofava alcuni prodotti con allegoriche e bucoliche definizioni ed invitava le nostre sorelle a mangiare alcuni dei prodotti in esposizione. Lo abbiamo orientato nei suoi acquisti ed al suo ritorno ha aperto la porta, mi ha cercato con lo sguardo e trovandomi mi ha detto: “A fratè, fatte fa na foto, te vojo portà in giro come n’santino”. Era il suo modo per ringraziarmi.

Buon anno a quei medici che ai pazienti che hanno fatto le analisi del sangue, risultate positive, consigliano di fare la gastroscopia privatamente con loro.
Dicono al paziente che è meglio dare 150 euro a loro e fare la gastroscopia subito, così da avere subito le ricette ed iniziare la dieta, piuttosto che attendere i tempi tecnici del loro ospedale e continuare magari per due mesi ad intossicarsi con il glutine in attesa della gastro confermativa.
Al paziente dicono che gli basta un mese di ricette per recuperare quello che spendono per la gastroscopia fatta privatamente, quindi fare la gastro con loro risulta anche economico.
Buon anno anche a voi, che mi fate schifo come poche cose al mondo.

Buon anno alle aziende che scrivono “nuova ricetta” sulla scatola, ma l’unica cosa che cambiano è la grafica della scatola stessa, perché il prodotto è rimasto identico.
Non basta la presa per il culo sui prezzi, dobbiamo sorbirci anche questo marketing da due lire.

Buon anno a chi ci porta in assaggio il suo pane, la sua pizza, i dolci che realizza in casa.
Siete la parte bella del nostro lavoro, addolcite le parti più amare e scaldate davvero il cuore.

Buon anno ai nostri cari, a chi vive, è causa e scopo dei nostri sorrisi.
E buon anno ai rosiconi ed ai gufi che non riusciranno a spegnere i nostri sorrisi.
Neanche nel 2014.

Pubblicato da Celiachiamo.com Srl
Vendita e distribuzione prodotti senza glutine
Via Giulio Venticinque 32/34 - Roma
www.celiachiamo.com

Celiachia, RAI, e dolori di schiena

Thursday, February 21st, 2013

La scorsa settimana abbiamo ricevuto una telefonata di una giornalista di Rai 3 che lavora nella trasmissione Elisir e che ci chiedeva un appuntamento per un servizio sulla celiachia che la trasmissione aveva bisogno di realizzare.

Ci siamo quindi incontrati in negozio, e la giornalista in questione mi ha spiegato che Elisir aveva in mente una trasmissione dedicata alle intolleranze alimentari; all’interno di questa trasmissione volevano dedicare una finestra alla celiachia, avendo anche in studio come ospite un medico milanese e Gaia de Laurentiis, testimonial di AIC (Associazione Italiana Celiachia).

La giornalista fa un giro del negozio e rimane piacevolmente sorpresa dai tanti prodotti esposti.
Mi dice di avere due figli celiaci e che in farmacia non trova tutti i prodotti che invece vede esposti da Celiachiamo.

Mi anticipa quindi che quando verrà con la troupe a realizzare il servizio vorrebbe farmi una domanda su come sono cambiate le possibilità di scelta dei celiaci negli ultimi anni.
Io le rispondo che nei nostri negozi ci sono oramai oltre 1200 prodotti diversi e che fortunatamente rispetto ad anni fa sono davvero molte le alternative di acquisto: sempre più pani, pizze, dolci, biscotti, surgelati, ecc di sempre più ditte, industriali ed artigianali.
Sono i prezzi purtroppo, a non scendere.

La giornalista mi dice che è proprio sui prezzi che mi vorrebbe fare la sua seconda domanda.
Mi chiede come mai i prezzi dei prodotti senza glutine sono così alti.

Io sorrido e le dico che come sempre quando in Italia è la collettività a pagare, chi vende allo Stato non lo fa ad un prezzo di mercato ma gonfia artificialmente i prezzi e chi acquista, in questo caso il Ministero della Salute, non controlla che sta pagando un prezzo artificialmente alto.

La giornalista è intrigata da questa mia dichiarazione, ed incuriosita mi chiede di spiegarle per bene questa storia dei prezzi artificialmente alti imposti dai produttori e del Ministero che non vede non sente e non parla.

Io sorrido per la seconda volta e le dico che già in passato ho avuto occasione di parlare con altri giornalisti, ma a nessuno è realmente interessato far uscire la verità sui prezzi dei prodotti senza glutine, in quanto con mirabolanti taglia e cuci i servizi sulla celiachia a cui nel mio piccolo ho contribuito sono sempre stati tagliati nella parte inerente la responsabilità dei prezzi del settore.
Questa volta è la giornalista a sorridermi ed a rispondermi:

“Guarda che noi siamo Rai3, non abbiamo mica paura di nessuno.”

“Benissimo” replico io, e per i successivi 30 minuti spiego alla giornalista, interessatissima, le dinamiche del doppio confezionamento dello stesso prodotto per negozi e farmacie da una parte e supermercati dall’altra, il rimborso delle fustelle, le procedure di notifica dei prodotti da parte dei produttori, il confronto con i mercati esteri, ecc.

La giornalista si segna tutto e l’unica cosa che mi chiede è di sintetizzare in un solo minuto la mia risposta sui prezzi perché i tempi televisivi del servizio non permettono un approfondimento superiore.

Io allora le comunico che spiegherò solamente che i produttori notificano al Ministero un prezzo artificialmente alto in quanto i prodotti senza glutine sono rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale ed i clienti celiaci comprando con la ricetta non hanno una vera e propria percezione di spesa, non tirando fuori materialmente soldi nei negozi e nelle farmacie dove fanno la loro spesa, ma usufruendo di una sorta di credito a scalare mese per mese.

Continuo anticipandole che citerò il cartello prezzi dei produttori senza nominarne nessuno in particolare, essendo una situazione diffusa, e che dirò che il Ministero della Salute non controlla il prezzo che i produttori notificano, facendo quindi passare come mutuabili prodotti con prezzi al kg stellari, fino a 100 euro al kg per un biscottino.
Lascerò fuori il doppio confezionamento, i tempi di rimborso biblici dei negozianti, il cartello dei prezzi, il confronto internazionale, ecc.

Soddisfatta, la giornalista mi rimanda al Venerdì alle ore 10 per l’appuntamento in negozio con la troupe e mi anticipa che mi chiamerà l’indomani per una ulteriore conferma.

Il giorno successivo effettivamente mi richiama confermandomi il tutto, le due domande, ecc.

Mi dice però che si è confrontata con gli autori del programma e che non hanno valutato positivamente il dare responsabilità al Ministero della Salute, che mi chiede di non nominare nella mia risposta sui prezzi dei prodotti gluten free.

Io le dico che non ne comprendo il motivo, e rilancio dicendole che mi assumo personalmente e come titolare di Celiachiamo.com la responsabilità delle mie affermazioni, non temendo ed anzi essendo disponibile ad un eventuale confronto con la redazione e con le istituzioni, listini di acquisto e dati alla mano.
La giornalista niente, mi conferma la “non opportunità” del tutto.

Al mio rifiuto insiste e mi comunica che in linea con quanto voluto dalla redazione preferisce che il Ministero non venga proprio nominato, e testualmente, mi comunica che:

“le cose si possono far capire anziché dirle in maniera esplicita”

A quel punto io le comunico che a casa mia, a lei, ad Elisir ed a tutta la redazione non farò mettere piede, invitandola a trovare qualcun altro che accetti le loro risposte imboccate e false.

Piccata, la giornalista mi dice che questo mio comportamento non fa il bene di Celiachiamo, in quanto evidentemente sto rifiutando una visibilità importante.

Rispondo che al limite preferisco morir di fame, ma con la schiena dritta.

Pubblicato da Celiachiamo.com Srl
Vendita e distribuzione prodotti senza glutine
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I 10 Celiacamenti

Tuesday, November 20th, 2012


La celiachia è una religione.
I celiaci sono gli adepti della dieta gluten free.
Celiachiamo il vostro sacerdote.

Conquisterete la dieta eterna solo seguendo i 10 celiacamenti:

Io sono il negozio tuo pusher.
Non avrai altro fornitore all’infuori di me.

Non nominare il nome di AIC invano.

Ricordati di sanificare le superfici.

Onora il tuo pane ed impara a fare il tuo lievito madre.

Non uccidere (chi crede che la tua dieta sia una moda o una fissazione).

Non commettere contaminazioni impure.

Non rubare la merendina d’altri. Tanto non la puoi mangiare.

Non dire falsa fragranza: il pane è gommoso. Sempre.

Non desiderare la pizza d’altri.

Non desiderare i villi d’altri.


Pubblicato da Celiachiamo.com Srl
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Specchietti per celiaci

Saturday, September 1st, 2012

Specchietti per celiaci

L’allodola è un animale intelligente. Ama le cose che sbrilluccicano, come darle torto.

Anche il celiaco è un consumatore intelligente. Quando legge “senza glutine” gli sbrilluccicano gli occhi.

Il problema è che la stagione venatoria è aperta 365 giorni l’anno, quindi la povera allodola rischia di avere non pochi mal di pancia se continua ad inseguire gli specchietti.

In Celiachiamo.com siamo abituati a diffondere il verbo “celiacare“, quindi gli altri negozianti dei quartieri in cui sono inseriti i nostri punti vendita all’inizio ci guardano come fossimo dei simpatici ragazzi con questa stravagante, innovativa e fallimentare idea di vendere a questi “ciliaci” i prodotti senza glutine (o glicine, fate voi), poi col tempo a forza di vedere camion che in continuazione scaricano merce, si convincono che questi prodotti celiachi non ce li mangiamo tutti noi, ma che è evidentemente pieno di uccelliaci anche se loro credevano che questa specie fosse presente solo in qualche racconto mitologico.

Succede quindi che il negoziante cacciatore nostro vicino, quatto quatto, lesto come una mangusta ed invisibile come un elefante rosa, cominci a sbirciare dalle nostre vetrine per intravedere strani figuri che compiono gesti rivoluzionari, quali lasciar cadere un pane in cassetta nel loro carrello della spesa, oppure scegliere tra diversi tipi di crackers o di pangrattato, fino addirittura a chiedere consigli sul miglior biscotto per la prima colazione.

L’uccelliaco medio ha legata ad una zampetta una pergamena che gli rilascia la asl.

Grazie a questa, esce dai negozi Celiachiamo senza pagare.

Di solito i negozianti nostri vicini ci mettono dai 2 ai 3 anni di appostamento ed intercettazioni ambientali per capire come sia possibile questo scambio pergamena-prodotti.

Solo i più intrepidi si lasciano alle spalle ogni timore e tentano l’approccio con noi utilizzando frasi di rottura ghiaccio del tipo “Ao, però nso’ mica pochi sti celiachi, eh?“, oppure “Ammazza quanta robbba comprano questi, ma è tutto senza clugine?“, o ancora, in particolare a Terni, “Com’è? Sti ciliaci nun se conteno eh, si’ccisu!“.

Conquistati da siffatta qualità relazionale, tendiamo a rispondere “d’altra parte è così” ad ogni successiva loro domanda investigativa.
Confesso in questo scritto che rimandiamo all’Associazione Italiana Celiachia i casi più disperati, ma negherò questo punto a domanda diretta di qualche presidente regionale.

Cataloghiamo come “disperato” quel caso in cui al nostro interlocutore parta per la tangente l’occhio destro quando nominiamo nella stessa frase le parole “contaminazione”, “20 parti per milione”, e “grano saraceno”.

Il risultato della nostra presenza sul territorio è quindi un discreto numero di attività commerciali a noi limitrofe che iniziano a preparare cappuccini di soia, si avventurano in tramezzini senza glutine, comprano un paio di pacchi di pasta per prepararsi al peggio, o, dopo una veloce lettura sulla Treccani creata da Zuckerberg, decidono che il loro gelato è senza glutine e quindi fanno un bel cartello e deforestano l’Amazzonia per creare miliardi di volantini con scritto “gelato senza glutine“.

Volantini peraltro ottimi per la pulizia delle nostre vetrine, peccato non facciano una contemporanea distribuzione di Vetril.

Da bravi negozianti Celiachiamo ci andiamo magari a prendere un gelato in pausa pranzo, ed alla vista del gelato al gusto tiramisù chiediamo se anche quello è garantito senza glutine.
Il sangue, già leggermente raffreddato alla vista della scritta “gelato senza glutine e per intolleranti” che campeggia sulla lavagna gusti, finisce il suo percorso di congelamento quando la risposta alla nostra domanda è “Penso di sì”.

Quando invece la risposta alla domanda “Scusa ma le cialde dei coni non sono con glutine?” è:

“Certo che no!”

tendiamo a chiedere come mai nella lista ingredienti il primo sia “farina di frumento”…

C’è da dire che la gelateria è parecchio sbrilluccicante.

Il gelataio a quel punto indispettito da tutte queste nostre domande, è solito dire che sa il fatto suo e che lui con i clienti intolleranti ci parla (evidentemente li riesce a fiutare a distanza), che fa anche il gelato di soia, e che si informerà sul fatto che la dicitura “senza glutine” sia normata, ossia è utilizzabile solamente a fronte di analisi, di tracciabilità delle materie prime e di dimostrabile assenza di contaminazioni crociate, cosa che gli comunichiamo giusto qualche istante prima di andare via.
Il risultato è che il cartello rimane lì, come tutti già immaginate.

Io che sono contro la caccia, sono anche contro questa mattanza sulla corretta comunicazione su cosa sia la celiachia e su come vada prodotto, confezionato e servito un alimento che sia sicuro per un celiaco.

Purtroppo di specchietti per celiaci le nostre città sono strapiene, e non pochi uccelliaci finiscono impallinati da questi cacciatori di contrabbando.
Poi magari si lamentano con te che le analisi del sangue non si negativizzano mai.

Non mi chiedo quindi dove siano le ASL, il Sian (servizio igiene alimenti e nutrizione), gli ispettori, ecc.
E’ chiaro che siano al bar, come sempre quando cerchi un pubblico ufficiale o un impiegato ASL.

Mi chiedo quanto sia conveniente per l’AIC continuare a “normalizzare” il senza glutine attraverso i corsi a bar, ristoranti e gelaterie, senza contemporaneamente “problematizzare” la celiachia e tutto il sistema di procedure e pratiche che deve mettere in pratica chi vuole servire un cliente celiaco.

La leva che spinge un gelataio a fare un corso del genere è semplicemente fare più soldi potendo servire anche un cliente celiaco. Il celiaco porta gli amici e la famiglia, quindi si moltiplicano le possibilità di coni e coppette in più.
Se c’è ancora qualcuno che pensa che il gelataio lo faccia per empatia con la popolazione celiaca, lo prego di pugnalarsi prima della fine di questa frase.

Se al corso non segue un sistema sanzionatorio e di vera e propria macchina del fango nel caso di inaccettabili distrazioni dalle corrette procedure, il sistema a questo punto fa acqua da tutte le parti.

Per come la vedo io se scrivi “senza glutine” su un cartello e mi proponi un gelato contaminato od una cialda glutinosa, non solo devi ricevere una lettera dal mio avvocato, ma devi essere denunciato alla ASL e chiudere fino alla rettifica delle tue procedure perché, mi si perdoni il francesismo, stai prendendo per il culo una parte della tua clientela.

Mi si potrebbe rispondere che così facendo si creerebbe del terrorismo attorno alla dicitura “senza glutine”.
Chi pensa questo credo però che veda le cose tutte nere, perdendo le adorabili 40 sfumature di grigio che vanno tanto di moda.

O la celiachia è una cosa seria, e 20 milligrammi di glutine su un chilogrammo di prodotto bastano a renderlo tossico per un celiaco, oppure basta sciacquare la paletta del gelato perché quando ritorni su cialda e gusto questa annulli con un raggio laser alla Luke Skywalker le nostre amiche gliadina e glutenina.

Allo stesso tempo basta riscaldare il pane senza glutine nell’angolo della griglia dove di solito non si scalda il pane glutinoso per poter affermare di aver fatto un panino senza glutine coi fiocchi.
Visto che siamo in vena di cavolate vi informo che Michael Jackson è ancora vivo e se la spassa con Marilyn Monroe, che Babbo Natale si ammazza di canne 364 giorni l’anno fiaccato dall’assenza di lavoro, e che Biancaneve ha appena denunciato per stalking 7 uomini particolarmente bassi.

Se servi un celiaco ti devi prendere le responsabilità che questo comporta.
Non puoi garantirgli l’assenza di un mal di pancia, ma le tue procedure devono essere serie, quindi rigide.

Chi è spaventato da un celiaco e lavora nella ristorazione a qualsiasi livello, è ora che cambi lavoro, perché nel giro di pochi anni, se non saprà adattare la sua struttura alle esigenze di vegetariani, intolleranti al lattosio, vegani, nefropatici, fan del bio, kosher, allergici alla soia, celiaci, macrobiotici, diabetici, intolleranti all’uovo, ipertesi, ecc, la sua gelateria, bar o ristorante cucinerà per i propri camerieri e per pochi intimi.

I timorosi che replicano che quanto affermo può spaventare gli esercenti, non tengono conto della necessità di puntare alla “professionalizzazione” di un mercato svaccato, di diciture sputtanate e di garanzie fittizie: una corsa all’allodola armati di specchietti.

Ho paura sia dei cacciatori che di chi spesso gli fornisce il fucile.

Chi ci salverà?

Come sempre i celiaci.

Solo i celiaci incazzosi però.
I miei preferiti.

Pubblicato da Celiachiamo.com Srl
Vendita e distribuzione prodotti senza glutine
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Aiuti in Emilia: come è andata a finire?

Wednesday, June 27th, 2012

Eccomi di ritorno dall’emilia.

Nei giorni scorsi abbiamo raccolto tanti prodotti grazie ad amici e clienti del negozio.
Il risultato è stato un furgone pieno di vestiti, pasta, generi di prima necessità, pannolini, scatolame, ecc.

In questo caso il senza glutine c’entrava poco o niente, visto che i celiaci nei campi emiliani si contano sulle dita della mano destra di un falegname distratto.

Con gli altri ragazzi con cui sono partito avevamo deciso di distribuire i prodotti nei campi autogestiti, vale a dire nei tanti campi sorti spontaneamente e non gestiti da protezione civile o croce rossa: persone che preferivano non allontanarsi dalla loro casa o dalla loro azienda per paura degli sciacalli, altri in attesa dell’arrivo di un ingegnere che li informasse sull’agibilità della loro casa, altri ancora che hanno preferito organizzare la loro vita post terremoto insieme ai vicini e nel proprio paese, non a chilometri di distanza da quella che è (o era) la loro abitazione.

Avevamo tutti risposto ad un appello accorato di una ragazza di Modena che ci descriveva una situazione apocalittica: mamme in lacrime che ti fermano al semaforo in cerca dei pannolini per i loro figli, mancanza totale di bagni chimici e docce da campo, scarsità di viveri, ecc.

Sinceramente, la situazione che abbiamo trovato era molto distante dal concetto di apocalisse.
Per fortuna, ovviamente.

La situazione che ho visto con i miei occhi a Rovereto, Fossa, Concordia, Vallalta, Novi, ecc la definirei così: “difficoltà organizzata”.

Forse, anzi, sicuramente nei primissimi giorni successivi alle due grandi scosse la situazione era fuori controllo: c’è da dire però che il meteo è stato clemente e che la popolazione ha saputo organizzarsi ed auto-regolarsi al meglio: abbiamo trovato chiesa e parrocchie sempre presenti ed attive sul territorio, scout ben organizzati quanto a pranzi ed a sistemazione delle tende, centri autonomi di raccolta e smistamento dei tanti aiuti fortunatamente arrivati.

A questa ottima base spontanea di solidarietà vanno sommati gli aiuti istituzionali di protezione civile, comuni italiani, croce rossa, ecc.

C’è da dire inoltre che il terremoto ha insistito in una zona fortunatamente ricca: in tanti hanno avuto la possibilità di spostarsi nella loro seconda casa, moltissimi avevano già a disposizione camper o roulotte, altri devono averle acquistate subito, considerato che moltissimi camper che ho avuto occasione di vedere erano davvero ottimamente equipaggiati e nuovi di zecca.

Per difficoltà organizzata intendo anche una popolazione laboriosissima, che si rimbocca le maniche, non si abbatte, “barcolla ma non molla”: alcuni stanno ricostruendo la loro casa a proprie spese…altri hanno già spostato le loro attività anche a poche centinaia di metri da dove si trovavano prima, al limite in container o in casette prefabbricate sul ciglio della strada.

Non sono passati neanche 20 giorni dall’ultima scossa. Ho visto una laboriosità straordinaria, tanta voglia mista come è normale che sia a tanta paura che piano piano andrà via.

Non voglio quindi dire che il nostro intervento sia stato inutile, ma onestamente non mi sento di raccontarvi che da Roma sono partiti The Avengers, i vendicatori anti protezione civile che hanno salvato gli emiliani dalla peste e dalla fame.

La verità è che gli emiliani ci hanno accolto con affetto (come sempre). Il nostro aiuto è stato apprezzatissimo ma si è sommato ad una ottima base di auto organizzazione.

Ci aspettavamo campi autonomi scollegati tra loro. Fortunatamente abbiamo trovato persone solidali l’una con l’altra, parroci che ci spiegavano che le nostre scatole di pomodori non erano certo le prime che ricevevano, ma erano importanti per l’organizzazione dei pasti dei mesi a venire.
Siamo stati guidati da un campo all’altro da persone che con un giro di telefonate hanno sondato le esigenze di chi come loro aveva scelto, spesso “solo” per paura, di non rientrare in casa ma di dormire in giardino per paura di nuove scosse, anche se la casa non aveva subito danni.

Come ripeto, siamo partiti pronti al peggio.
Fortunatamente abbiamo trovato una situazione diversa, ovviamente lontanissima dal benessere, dal campeggiare in serenità o dal solo esplicarsi di fisime e di paure psicologiche.

La terra ha tremato eccome, i centri storici di molti paesi sono venuti completamente giù, di gente che ha perso casa ce ne è stata tanta, molti capannoni sono inagibili, tante case andranno abbattute perché irrecuperabili. Ci sono stati alcuni morti. Tutto questo l’abbiamo verificato e faceva male agli occhi.

Non è stato e non è uno scherzo.

Però ripeto, gli emiliani che ho avuto occasione di conoscere hanno da insegnarci la ricostruzione, non hanno bisogno di essere guidati da noi. Sanno già come impiegare i fondi, non serve loro una nostra consulenza. Sanno bene come far rinascere i loro paesi. Non aspettano nessun deus ex machina.

Non sono quindi rimasto deluso dal fatto che siamo partiti credendo di essere generali ed invece ci siamo trovati di fronte un esercito esperto ed auto organizzato.
Sono rimasto però stupito da tanta qualità.

L’italia vera che ho visto in questi giorni è fatta da sindaci che se ne fregano dell’arrivo del Papa e che hanno paura che il loro diventi un paese fantasma, perché l’Italia finta, cioè il governo ed i burocrati, stanzieranno due lire per la ricostruzione e renderanno pachidermico un meccanismo teoricamente leggerissimo.

L’Italia vera che ho visto in questi giorni è fatta di persone che non essendo religiose credono che una delle prime cose da ricostruire sia la chiesa del loro paese, dato il potere collante ed aggregante che da sempre ricopriva quello che non era solo un edificio.

L’Italia finta che mi hanno raccontato è quella che fa sì che la protezione civile si occupi solamente dei campi che gestisce pur avendo cibo e risorse in abbondanza anche per i campi autonomi limitrofi.
Serve poi l’intervento dell’amico dell’amico, del parroco o dell’avvocato conosciuto da tutti per avere dopo 10 giorni un bagno chimico od una doccia da campo: ecco l’Italia finta che ho visto in emilia.

L’Italia vera è fatta di gente che ti dice di no quando gli chiedi se ha bisogno di altre casse d’acqua perché magari ne ha già abbastanza e sa che accettare quella cassa d’acqua in più significa toglierla a chi ne ha più bisogno: te lo dice da una tenda della Quechua comprata da Decathlon, a 40 gradi sotto al sole, ringraziandoti mille volte perché ti sei fatto 600 km per portargli una cassa d’acqua.

Finisce che ti senti tu in difficoltà, ti senti tu un emerito coglione perché in fondo, molto in fondo, ti saresti sentito più utile se ti avesse risposto di sì a quella tua offerta, e ripensandoci ti piaci un pochino di meno perché pensi questa cosa.
Torni a casa con l’intento di continuare a seguire quello che succede in emilia perché hai capito che la cosa che uccide queste persone non è la tua assenza fisica, ma l’assenza del tuo interesse per il loro presente e per il loro futuro.

Ritornando a noi, visto che in teoria questo è un blog aziendale, non posso che ringraziare quei pochi clienti che ci hanno portato tante cose.

Esatto: pochi clienti ci hanno portato un sacco di cose.

Persone che arrivano alla fine del mese arrancando e che si sono fidate di Celiachiamo per fornire un aiuto diretto agli emiliani, consegnandoci buste piene di prodotti comprati appositamente.

Dai miei clienti mi aspettavo una risposta più ampia, ma in ogni caso tra amici e clienti il camion è stato ugualmente riempito.

Questa raccolta di prodotti e questa esperienza hanno confermato le mie idee e le mie sensazioni “chimiche” su alcune persone che vengono da noi a fare la spesa, nel bene e nel male.

Non me ne vogliano gli altri, ma in particolare ringrazio una ragazza che si chiama Anna.
La ringrazio non per i prodotti portati, ma per come ci ha portato i prodotti, per l’empatia e per il valore che quando la busta che mi porti passa dalla tua alla mia mano, magicamente si trasmette a me, mi responsabilizza, mi investe, mi conquista.

Ringrazio poi Francesca: quando c’è lei tutto è bello e non può succedere nulla di male.

Milena e Michela: una bella scoperta ed una bella conferma.

Aurora e Roberto: un ciclone in miniatura e una faccia buona, quindi un cuore buono.

Ringrazio anche alcune persone affette da sindrome del missionario; prima o poi capiranno che non odiare nessuno non significa amare tutti.

Finisco ringraziando molte delle persone che ci hanno accolto tra un campo e l’altro.

Sono state la prova provata che la beneficienza è una cosa stupida e la solidarietà ha le gambe corte se non c’è condivisione.

Pubblicato da Celiachiamo.com Srl
Vendita e distribuzione prodotti senza glutine
Via Giulio Venticinque 32/34 - Roma
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Aiuti per il terremoto in Emilia

Monday, June 11th, 2012

Alcuni clienti del negozio diventano amici.

La loro spesa diventa quindi un momento di approvvigionamento prodotti ma anche di confronto su tutto quello che succede al di fuori del mondo del senza glutine.

A proposito del terremoto emiliano di qualche giorno fa, Michela, la mia amica/cliente, mi ha informato che una sua amica emiliana si trova nella bassa modenese, tra Concordia, Rovereto, e frazioni limitrofe.

Sembra che la protezione civile in quelle zone non sia molto presente nella distribuzione degli aiuti alle persone che hanno perso casa e che non hanno più un posto dove andare a lavorare o una scuola dove portare i loro figli.

L’amica di Michela le descriveva quindi una situazione davvero difficile: mamme in difficoltà per non avere a disposizione i pannolini e gli omogeneizzati per i loro bimbi, scarsità di acqua e di prodotti per l’igiene personale, ecc.

In tv la situazione che descrivono è quella di un momento complicato ma si racconta una difficoltà controllata da aiuti presenti e capillari.

Quello che mi è stato descritto è invece uno spaccato di realtà diverso.

Quando ci fu il terremoto a L’Aquila più volte i miei colleghi ed io ci informammo su come poter essere utili alla protezione civile ed a chi coordinava gli aiuti. Quando ci siamo recati di persona nel più grande campo aquilano la realtà era molto diversa da quella che ci raccontavano: molto più caotica, in alcuni casi paradossale. A dir la verità, una sorta di “rabbia” su alcune cose viste e sentite non ci è ancora passata del tutto.
Speriamo però di riuscire a trasformarla in un motore utile e positivo.

L’organizzazione degli aiuti è cosa difficilissima, soprattutto quando le risorse sono scarse.

In Emilia sembra che chi si trova nei campi di accoglienza della protezione civile sia effettivamente destinatario dei tanti aiuti che arrivano da ogni parte d’Italia.

Molte persone però hanno preferito non abbandonare la loro casa o la loro fabbrica: spesso si dorme nel giardino o in spiazzali per timore degli atti di sciacallaggio, per difendere i macchinari o le materie prime che serviranno a far ripartire la produzione, oppure semplicemente per non abbandonare la propria esistenza ed il proprio quotidiano. In finale quella è casa tua, quella lesionata è la tua azienda.

Quella è la tua vita.

Molte case o fabbriche inoltre sono in attesa dell’agibilità da parte dei tecnici. Non si può ritornare in casa se non accompagnati da un vigile del fuoco. Solo dopo un sopralluogo degli ingegneri si può avere la sicurezza che la propria casa o la propria azienda siano strutture sicure per sé e per gli altri.
Come tutti sappiamo, i tecnici sono pochi e le case da ispezionare una infinità.

Ho pensato quindi di recarmi sul posto con Michela ed incontrare lì la sua amica emiliana.
Partiremo con un paio di furgoncini portando alcuni prodotti raccolti grazie ad amici e clienti.
A nostra volta saremo guidati da un gruppo di persone del luogo che ci porteranno nelle zone dove la protezione civile non è ancora arrivata ma sembra ci sia necessità dei prodotti più disparati, dai piatti di carta alla schiuma da barba passando per zampironi e succhi di frutta.

Non mi interessa in questa fase capire se ci sono latitanze della protezione civile.

Al momento mi fido di Michela e mi fido dei miei occhi, quindi voglio verificare che quanto raccontatomi sia vero, sperando in realtà che la situazione che ci troveremo di fronte sia molto più tranquilla di quella descritta.

Nella “peggiore” delle ipotesi, lasceremo tutti i prodotti alla protezione civile modenese.

In caso di necessità torneremo nuovamente in loco.

Abbiamo deciso di partire Venerdì 22 Giugno e di distribuire i prodotti tra Sabato e Domenica.
Questo è il gruppo Facebook che ci aiuta a coordinarci: https://www.facebook.com/groups/403921086313578/

Michela ed i suoi amici hanno raccolto davvero moltissime cose e già le hanno divise per tipologia.
C’è davvero un sacco di roba e di questo siamo felicissimi.

Questo post serve,  nel caso tu sia di Roma, ad aiutarci a raccogliere quello che al momento più ci manca:

  • Piatti, bicchieri e stoviglie di plastica
  • Asciugamani
  • Merendine per bimbi
  • Zampironi e Autan,
  • Schiuma da barba e lamette
  • Succhi di frutta
  • Olio

Non ci servono prodotti senza glutine.

Se riesci, fino alle ore 13:30 di Giovedì 21 Giugno, ti saremo grati se riuscirai a portare questi prodotti presso i negozi Celiachiamo di Roma:

  • Roma Nord: Celiachiamo.com, Via Giulio Venticinque 32/34 (zona Cipro), orari 9:30-13:30 e 15:30-19:30
    Info al num verde 800/128020.
  • Roma Sud: Celiachiamo.com, Via Latina 160/162 (Zona San Giovanni - Furio Camillo), orari 9:30-13 e 15:30-19:30
    Info al numero 06/60665717

Come ripeto, NON ci servono prodotti senza glutine e non ci servono soldi, così come al momento non ci servono pasta, pelati, scatolame vario ecc.

Se vuoi aiutarci, fai riferimento solo alla lista prodotti presentata.

Se sarà necessario un altro viaggio, in un nuovo post daremo istruzioni su cosa servirà e su dove poter portare i prodotti necessari.

La nostra garanzia personale è che tutto quello che ci viene portato andrà in Emilia.
Ovviamente documenteremo il tutto.
Parola di Celiachiamo.

Passi parola?

Grazie

Pubblicato da Celiachiamo.com Srl
Vendita e distribuzione prodotti senza glutine
Via Giulio Venticinque 32/34 - Roma
Via Latina 160/162 - Roma
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Terni, quante sorprese

Tuesday, April 24th, 2012

Raramente mi capita di rimanere senza parole.
Senza troppa retorica, Sabato scorso mi è successo a Terni.

Ho difficoltà anche adesso a descrivere l’inaugurazione del nuovo negozio Celachiamo di Terni (Zona Fiori 3/B), perché sono rimasto stupito praticamente da tutto quello che ho visto.
Proprio io che vorrei tenere sotto controllo le cose (ma non ci riesco mai) ho avuto forse per la prima volta l’impressione di aver fatto qualcosa che è andato oltre le mie aspettative.

Mi aspettavo allegria.
Ho ricevuto gioia.

Mi aspettavo partecipazione.
Ho ricevuto empatia ed incoraggiamento.

Mi aspettavo qualche sorriso.
Ho ricevuto risate vere e conviviali fatte con persone conosciute magari da 10 giorni su Facebook ma che porcaccia miseria ora senti veramente amiche.

Faccio parlare le immagini perché ripeto, ho difficoltà a raccontare a parole il tornado di stomaco, aspettative, abbracci, panini, caviglie gonfie, bimbi che si rincorrono, mignon, pacche sulle spalle, amici.

Un ringraziamento particolare va all’Associazione Italiana Celiachia Umbria, un gruppo di persone che ha compreso il significato vero della parola “associazione” e che punta alla socialità ed alla condivisione anzichè all’autoreferenzialità.
Dulcis in fundo ringraziamo Dominga e Gaetano di Revolution: due nuovi amici che uniscono una straordinaria qualità ad una rara attenzione per le sfumature.

Pubblicato da Celiachiamo.com
Vendita e distribuzione prodotti garantiti senza glutine

Nuovo negozio Terni: Zona Fiori 3/B
Tel: 0744/421456
email: terni@celiachiamo.com
www.celiachiamo.com

Celiachia Terni: il primo negozio senza glutine!

Thursday, April 12th, 2012

Sabato 21 Aprile 2012 succede una cosa bella.

Che cosa?

Beh, credo sia bello annunciare l’apertura del primo negozio di Terni specializzato in prodotti senza glutine.
Segna sulla mappa: Zona Fiori 3/B

Celiachiamo.com apre infatti anche a Terni un negozio interamente dedicato alla celiachia ed a quelli che in tanti chiamano “prodotti per celiaci” ma che finalmente saranno prodotti per tutti, assaggiare per credere.

Proprio come una farmacia, il negozio di Terni è autorizzato al ritiro buoni / ricette di tutta la Regione Umbria.
I celiaci di Terni, di Perugia, e delle rispettive province, potranno quindi spendere in negozio i buoni che solitamente spendevano in farmacia.

80 metri quadrati dedicati interamente ai prodotti senza glutine freschi, secchi e surgelati, praticamente di tutte le marche.

Grande spazio è dato ai prodotti artigianali, i nostri preferiti.
Ecco quindi che per Celiachiamo è un vanto poter proporre tortellini fatti a mano e piadine romagnole, fettuccine e strozzapreti laziali, focacce genovesi, pizze, torte al testo umbre e chi più ne vuole più ne mangi!

Ovviamente ci saranno anche tuuuutte le referenze di tuuutte le marche più o meno famose del settore senza glutine: Schar, Biaglut, Nutrifree, Giusto, DS, Pasta D’Alessio, Piaceri Mediterranei, Happy Farm, Pandea, Farabella, Nazzaro, Probios, Farmo … la lista è davvero lunga, considera che per ora partiamo con oltre 800 prodotti diversi ed abbiamo come obiettivo quello di superare i 1000 come già fatto negli altri negozi Celiachiamo.com di Roma Nord e di Roma Sud.

Il 21 Aprile quest’anno non sarà più il Natale solamente di Roma. La festa la facciamo anche a Terni.
Dalle ore 15 infatti ci sarà una maxi degustazione di tantissimi prodotti freschi ed artigianali.
A curare il buffet appositamente pensato e realizzato per noi ci saranno gli amici di Revolution, una istituzione del settore senza glutine umbro.
E’ il caso di dire che faremo diventare normale quello che ai più appare ancora come rivoluzionario.

La nostra normalità è creare possibilità a partire dal buon cibo, avere la possibilità di spendere la ricetta mensile potendo scegliere a scaffale tra un’infinità di prodotti sempre disponibili, offrire il servizio catering a chi fa un evento o la torta di compleanno personalizzata a chi organizza una festa.
Tutto rigorosamente garantito senza glutine.

Il negozio Celiachiamo sarà inoltre un punto di riferimento per i tanti allergici ed intolleranti.
Come ripeto, tutti i prodotti sono senza glutine, ma molti prodotti sono anche senza lattosio, senza uova, senza soia, senza lievito.
Per questo motivo Celiachiamo non è solamente un negozio per celiaci, ma un punto vendita dove trovare prodotti adatti a chi oltre ad essere celiaco ha anche altre intolleranze alimentari oppure per chi è allergico e non sa dove poter trovare un buon biscotto od una tortina per la prima colazione.

Il negozio Celiachiamo.com di Terni si trova in in Zona Fiori 3/B.
C’è il parcheggio clienti privato e non puoi sbagliarti perché l’insegna con GluGlu, la nostra mascotte sull’altalena, la si vede lontano un miglio.

Con te porta il sorriso e la voglia.

La passione proviamo a mettercela noi :)

Celiachiamo.com Terni
Zona fiori 3/B
Cap: 05100 Terni
Tel: 0744/421456

email: terni@celiachiamo.com

Info inaugurazione: Num. Verde 800/128020
Orari Negozio:
Domenica: Chiuso
Lunedì: 15:30 - 20:00
Dal Martedì al Venerdì: 9:00 - 13:30 e 15:30 - 20:00
Sabato: 9:00 - 20:00 orario continuato

www.celiachiamo.com

Celiachia e Parolacce

Thursday, January 12th, 2012

Tutte le mattine mi alzo, abbraccio la mia compagna, mi lavo, mi vesto ed alzo la serranda del negozio senza glutine in cui lavoro.

E’ il primo negozio “per celiaci” specializzato di Roma, si trova in Via Giulio Venticinque 32/34 in zona Prati. Insieme all’altro punto vendita che si trova in Via Latina 160/162, a San Giovanni, credo rappresenti per chi è celiaco la più vasta offerta di prodotti presente nella Regione Lazio.

Alzo la serranda per fare bene il mio lavoro e per servire i clienti nel migliore dei modi.
Mi trovo di fronte quotidianamente uno spaccato di società.
Il taxista che si lamenta delle possibili liberalizzazioni, il neo diagnosticato che ancora non sa cosa è la celiachia, il bimbo contentissimo per aver trovato il mignon al cioccolato fresco ed artigianale, il ragazzo innamorato di una “amica” celiaca che avendo finalmente trovato il coraggio di invitarla a cena a casa sua vuole fare bella figura e chiede a noi consigli su cosa preparare.

Lavoro tutti i giorni per dare il miglior servizio a queste persone.

Purtroppo devo servire anche altri, ed è a loro che rivolgo le seguenti considerazioni; lo faccio anche de visu, e siccome questo blog ci rappresenta lo faccio anche qui per chi abbia piacere o dispiacere a conoscerci meglio.

Sono tanti i celiaci che ci dicono che:

“è una vergogna che lo Stato non si occupi di noi nel giusto modo”

“è scandaloso che la birra Estrella e la cioccolata Venchi non siano mutuabili”

“è una vera condanna la celiachia, non bastano le lacrime in casa, mi vien da piangere anche a guardare come finisce presto la mia ricetta”

solo chi è celiaco sa cosa significa essere celiaco; non lo auguro a nessuno”

Volto pagina e racconto un altro spaccato di società a cui ho appena finito di consegnare lo scontrino e preparare la busta.

Signora di circa 65 anni o poco più. Potrebbe essere mia mamma: molto curata, occhi buoni.
Le chiedo se ha la ricetta mensile (ossia il buono per l’erogazione gratuita dei prodotti senza glutine) e lei mi risponde che quei prodotti li paga.
Mentre le faccio il conto mi chiede se mi risulta che sia proprio indispensabile la gastroscopia per ottenere dalla Regione l’esenzione per l’acquisto dei prodotti privi di glutine.

Le dico di sì, il protocollo prevede analisi del sangue e gastroscopia confermativa.
Lei mi risponde che la figlia ha da poco fatto le analisi e risultano positive ai marcatori sierologici specifici (anti-gliadina ed anti-transglutaminasi).

Il bip della cassa scandisce la nostra chiacchierata.

Le ricordo che ai fini dell’esenzione fare dieta gluten free per un discreto periodo e poi sottoporsi alla gastroscopia potrebbe far sì che dalle analisi non emerga atrofia dei villi intestinali, quindi niente esenzione in futuro.

La signora attende un po’ nel replicarmi.
Lo fa con la voce un po’ rotta, dicendomi che al momento il pagamento di quel pane o di quella pizza era il minore dei problemi, avendo appena diagnosticato alla figlia una leucemia linfoblastica acuta.
I medici non reputavano opportuno fare la gastroscopia alla figlia.

Ecco, alle persone che si riconoscono appieno nelle frasi virgolettate scritte sopra, che non in un singolo momento di sconforto ma nel loro quotidiano lamentano queste cose, scrivono sui forum e su facebook invitando la comunità celiaca alla rivoluzione, che si commiserano dal midollo alla pelle in ogni contesto per affermare il loro essere celiaci quindi sfortunati sfigati scarognati ed illuminati direttamente da un faro gigante mentre Gesù Cristo in persona consegna loro il fardello della pesante croce da portarsi appresso giorno dopo giorno.

A queste persone va il mio grande

Andate a Fanculo

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