Archive for May, 2016

#APoveracci

Saturday, May 21st, 2016

L’assenza di concorrenza nel nostro settore è veramente triste.

Non è ancora nata un’imprenditoria sana, che mette in ballo proprie idee, proprie modalità, proprie soluzioni.

Qui al Celiachiamo LAB c’è un continuo pellegrinaggio di negozianti, farmacisti, pseudoimprenditori di pseudopizzerie, capitani d’industria senza industria, “pastry chef” prezzolati, blogger più trippa che advisor, giornalisti che scrivono articoli buoni solo per incartare le uova, ecc.
A questi vanno aggiunti ovviamente gli amici mandati in avanscoperta, che li riconosci prima ancora che entrino perché si guardano intorno come quei cani a cui fai finta di tirare la pallina, sereni come un ultrà laziale che al derby per qualche motivo si ritrova in curva Sud.

Li vedi aggirarsi tra gli scaffali nascondendo gli smartphone o camminando piano piano con una scopa nel lato B perché altrimenti il video viene male.
Bellissimo quando si limitano a fare le foto, ma sono così scienziati che non levano la suoneria e quindi la prima foto fa “click”: la loro faccia stupita e imbarazzata mentre l’abbassano velocemente come se avessero in mano un candelotto di dinamite acceso, ve lo giuro, rende la giornata lavorativa divertentissima.

Cercano di scoprire dei veri e propri segreti industriali: la marca dei frigoriferi, il produttore degli scaffali, li vedi che contano con i passi le metrature dei banconi…
I più bassi li trovi in punta di piedi tipo suricati della steppa sudafricana che ogni volta che si apre la porta che collega la cucina al bancone cercano di intravedere chissà quale mistero si celi dall’altra parte.

Quando qualcuno dei ragazzi del market se ne accorge solitamente cerca un collega e gli fa uno sguardo di intesa che vuole dire: “Ao, ma ‘nvedi questo come sta ridotto”, oppure una faccia alla “Baby George ti disprezza“.

Con le ragazze del bancone questi figuri si dimostrano invece più temerari: solitamente fanno dalle 500 alle 720 domande che ovviamente secondo loro interessano ogni comune celiaco (personaggio che vorrebbero scimmiottare):

  • “A che temperatura cuocete la pizza?”
  • “Maaaaaaa, che farina usate?”
  • “Di che marca è il latte senza lattosio e la mozzarella?”
  • “Ma di torte se ne vendono tante o vanno più i mignon?”
  • “La Domenica viene gente?”
  • “Avete un elenco di tutti i fornitori di materie prime? Una mia amica me li ha chiesti perché è una tipa un po’ fissata…”.

Pensavamo che descrivere quello che siamo e che facciamo su Facebook bastasse a tenerli lontani, invece peggiora la situazione.
Se ci rallegriamo per aver superato i 2mila prodotti confezionati in assortimento costante, ecco che arriva Jimmy il fenomeno (da baraccone) che dice che lui ne ha 3500. Si vede che dovendo comprare più scaffali per sistemare i nasi da Pinocchio c’era un’offerta particolare.
Anche alle elementari mi facevano tristezza quelli che facevano a gara a chi fa la pipì da più lontano.

Se facciamo i complimenti ad una nuova linea di biscotteria o di pasta (come la linea “Contiamo” o “Massimo Zero“) vedi il giorno dopo nei gruppi le pubblicità autoreferenziali “Solo da noi trovi le linee Contiamo e Massimo Zero” o roba simile.

Se facciamo un evento pizza e birra alla spina la risposta media di un farmacista è aprire un Sabato una Estrella e scaldare nel microonde una pizza surgelata, con tanto di inserzione sponsorizzata su fb.

Chissà cosa si inventeranno ora che regaliamo 30 euro di prodotti freschi di nostra realizzazione e 30 euro di prodotti confezionati a chi ci lascia le ricette di Giugno-Luglio-Agosto (www.celiachiamo.com/promo)

Probabilmente renderanno mutuabili oltre le birre pure i solari, i pannolini ed i sandali del Dr Scholl.

Oppure continueranno a prendervi per il culo dicendovi che il prezzo dei prodotti senza glutine deve essere per forza quello che hanno loro (e che spesso non espongono).
Con più probabilità proveranno invece a replicare l’offerta a modo loro, recuperando la marginalità persa chiamando i produttori e dicendo loro che dopo uno scarico hanno trovato tot pacchi rotti, oppure che un prodotto ha fatto la muffa anzitempo, o ancora non applicando una promozione dell’azienda e rivendendosi il prodotto teoricamente in omaggio.
Non prima di aver intasato i gruppi Facebook di post in cui “solo da noi le promozioni estive!”.

Lavoro in un settore in cui anche chi sa, disinforma.
Magari raccontando che le garanzie di un locale promiscuo di amici loro che gli fanno mettere mezzo volantino sui tavoli sono le stesse di una struttura monodedicata e certificata perché ritenuta da ASL, SIAN, NAS e Regione idonea alle preparazioni “senza glutine”.

Invece di essere vogliosi di fare meglio della loro con-presenza, sviluppare insieme, fare rete con gli altri bravi colleghi e alzare un pochino l’asticella della qualità, nel settore senza glutine tranne poche eccezioni si fa prima a considerare l’altro concorrenza, fargli una rincorsa stupida e sterile, provare a emergere affossando l’altro invece di impegnarsi e apportare Valore al sistema, credendo di rubacchiare con gli occhi chissà cosa, chissà quale idea rivoluzionaria, chissà quale svolta per il proprio futuro.

Perché non iniziate a investire davvero?

Perché non iniziate a rispettare la legge?

Perché non regolarizzate i lavoratori che (non) assumete?

Perché non acquistate una materia prima di qualità come base per le vostre produzioni?

Perché non vi affidate a professionisti anziché ad improvvisati?

Perché non entrate da Celiachiamo con la volontà di collaborare?

Dai cazzo, rimboccatevi le maniche, che qui non abbiamo tempo da perdere con chi ci succhia energia.

#APoveracci

Pubblicato da Celiachiamo.com Srl
Produzione e vendita di prodotti senza glutine
lo shop: Via Giulio Venticinque 32/34 - Roma
il forno: Via Carlo Caneva 40 - Roma
il LAB: forno + shop: Via della Magliana 183 - Roma
www.celiachiamo.com