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Celiachia e Parolacce

Thursday, January 12th, 2012

Tutte le mattine mi alzo, abbraccio la mia compagna, mi lavo, mi vesto ed alzo la serranda del negozio senza glutine in cui lavoro.

E’ il primo negozio “per celiaci” specializzato di Roma, si trova in Via Giulio Venticinque 32/34 in zona Prati. Insieme all’altro punto vendita che si trova in Via Latina 160/162, a San Giovanni, credo rappresenti per chi è celiaco la più vasta offerta di prodotti presente nella Regione Lazio.

Alzo la serranda per fare bene il mio lavoro e per servire i clienti nel migliore dei modi.
Mi trovo di fronte quotidianamente uno spaccato di società.
Il taxista che si lamenta delle possibili liberalizzazioni, il neo diagnosticato che ancora non sa cosa è la celiachia, il bimbo contentissimo per aver trovato il mignon al cioccolato fresco ed artigianale, il ragazzo innamorato di una “amica” celiaca che avendo finalmente trovato il coraggio di invitarla a cena a casa sua vuole fare bella figura e chiede a noi consigli su cosa preparare.

Lavoro tutti i giorni per dare il miglior servizio a queste persone.

Purtroppo devo servire anche altri, ed è a loro che rivolgo le seguenti considerazioni; lo faccio anche de visu, e siccome questo blog ci rappresenta lo faccio anche qui per chi abbia piacere o dispiacere a conoscerci meglio.

Sono tanti i celiaci che ci dicono che:

“è una vergogna che lo Stato non si occupi di noi nel giusto modo”

“è scandaloso che la birra Estrella e la cioccolata Venchi non siano mutuabili”

“è una vera condanna la celiachia, non bastano le lacrime in casa, mi vien da piangere anche a guardare come finisce presto la mia ricetta”

solo chi è celiaco sa cosa significa essere celiaco; non lo auguro a nessuno”

Volto pagina e racconto un altro spaccato di società a cui ho appena finito di consegnare lo scontrino e preparare la busta.

Signora di circa 65 anni o poco più. Potrebbe essere mia mamma: molto curata, occhi buoni.
Le chiedo se ha la ricetta mensile (ossia il buono per l’erogazione gratuita dei prodotti senza glutine) e lei mi risponde che quei prodotti li paga.
Mentre le faccio il conto mi chiede se mi risulta che sia proprio indispensabile la gastroscopia per ottenere dalla Regione l’esenzione per l’acquisto dei prodotti privi di glutine.

Le dico di sì, il protocollo prevede analisi del sangue e gastroscopia confermativa.
Lei mi risponde che la figlia ha da poco fatto le analisi e risultano positive ai marcatori sierologici specifici (anti-gliadina ed anti-transglutaminasi).

Il bip della cassa scandisce la nostra chiacchierata.

Le ricordo che ai fini dell’esenzione fare dieta gluten free per un discreto periodo e poi sottoporsi alla gastroscopia potrebbe far sì che dalle analisi non emerga atrofia dei villi intestinali, quindi niente esenzione in futuro.

La signora attende un po’ nel replicarmi.
Lo fa con la voce un po’ rotta, dicendomi che al momento il pagamento di quel pane o di quella pizza era il minore dei problemi, avendo appena diagnosticato alla figlia una leucemia linfoblastica acuta.
I medici non reputavano opportuno fare la gastroscopia alla figlia.

Ecco, alle persone che si riconoscono appieno nelle frasi virgolettate scritte sopra, che non in un singolo momento di sconforto ma nel loro quotidiano lamentano queste cose, scrivono sui forum e su facebook invitando la comunità celiaca alla rivoluzione, che si commiserano dal midollo alla pelle in ogni contesto per affermare il loro essere celiaci quindi sfortunati sfigati scarognati ed illuminati direttamente da un faro gigante mentre Gesù Cristo in persona consegna loro il fardello della pesante croce da portarsi appresso giorno dopo giorno.

A queste persone va il mio grande

Andate a Fanculo

Pubblicato da Celiachiamo.com
Vendita e distribuzione prodotti senza glutine
Via Giulio Venticinque 32/34 - Roma
Via Latina 160/162 - Roma
www.celiachiamo.com