Archive for June, 2011

Il Referendum dei Partigiani

Wednesday, June 8th, 2011

Perchè ci piace il Referendum?
Perchè ci piace la gente che non demanda.
Ci piace la gente che decide e che il diritto se lo conquista.

Siamo sempre sviliti dalla classe politica di questo Paese.
Ogni giorno parlo in negozio con decine di persone che come me non si sentono rappresentate da nessuno.

Io però non voglio essere rappresentato da nessuno: essere rappresentati significa demandare ad altri perchè pensino al nostro posto.

I miei clienti sono celiaci o vivono da vicino la celiachia.
Sono quasi tutti rappresentati dalle associazioni e sono quasi tutti lamentosi: prezzi troppo alti, ASL inadempienti, medici ignoranti, prodotti senza gusto, industriali e dall’ingredientistica pessima.

Come dargli torto. Hanno ragione da vendere.

Se però la lamentela fosse direttamente proporzionale al pensiero che diventa azione,

  • I prezzi si normalizzerebbero
  • Le ASL sarebbero intasate di denunce, di richieste di risarcimento e starebbero sull’attenti di fronte ad un celiaco che conosce e fa valere i propri diritti
  • Le lobby farmaceutiche non esisterebbero più nel nostro settore
  • Le farmacie che non espongono i prezzi e ti fanno pagare i prodotti più del prezzo notificato sul Registro Nazionale Alimenti Senza Glutine sarebbero chiuse
  • Ai medici ignoranti verrebbe ritirato il tesserino dall’ordine
  • I produttori di alimenti gluten free la smetterebbero di arricchirsi sulla pancia dello Stato e del consumatore
  • Tutte le farmacie ed i negozi proporrebbero anche prodotti senza glutine freschi ed artigianali.

Invece di solito il cliente demanda ed è indifferente. E proprio come in tutto il resto, celiaco o non celiaco non fa differenza.

Il cittadino diventa cliente e si lascia servire.

  • Cominciamo invece a riprenderci in mano il presente prima che ci scippino il futuro
  • Cominciamo a partecipare
  • Cominciamo a domandare
  • Cominciamo ad esigere risposte
  • Cominciamo ad essere partigiani

Cominciamo a costruire quella che Gramsci chiamò “Città Futura” (1917)

“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.

L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?

Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.

Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.

Ah quasi dimenticavo. Cosa c’entra l’immagine in alto?
Beh uno sconto fa sempre bene: a parteggiare si guadagna:)

By Celiachiamo.com
Negozio specializzato in prodotti senza glutine
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