Archive for July, 2009

Senza Glutine o Senza Senso?

Thursday, July 23rd, 2009

Senza Glutine o Senza Senso?

Senza Glutine o Senza Senso?

Capita ogni tanto di leggere in rete delle domande che alcuni celiaci pongono.

Alcune di queste sono veramente meravigliose.

L’ignoranza che circonda la celiachia è ancora moooolto estesa. Spesso ci sentiamo incompresi. Altre volte ascoltiamo dei quesiti davvero assurdi.

Ci scherziamo su?

Dai che ci fa bene.

- “Quando passo vicino un campo di grano, poi la sera sto malissimo! Capita anche a voi?”

  • Sì sì, è normale…pensa che io sono intollerante al lattosio e quando guardo la pubblicità della Milka mi viene proprio automaticamente da vomitare!

- “Ragazzi, anche a voi capita di sognare la notte di uccidere Giovanni Rana?

  • Sì sì, è normalissimo…io sono celiaco e pelato…sto organizzando un incontro tra Giovanni Rana e Cesare Ragazzi per prendere due piccioni con una fava.

- “E’ vero che se il mio ragazzo ha appena mangiato la pizza non posso baciarlo perchè potrebbe passarmi qualcosa?”

  • Dipende da che tipo di pizza. Se è una margherita potresti trasformarti in Pulcinella. Se è una 4 stagioni potrebbe piovere con il sole, potrebbero cadere tutte le foglie in un colpo solo e subito dopo spuntare milioni di fiori. Occhio poi se si dovesse trattare di pizza con i funghi porcini: potresti imbatterti in grossi maiali a forma di fungo che proveranno a divorarti le dita dei piedi.

- “Anche voi sgarrate con la dieta ogni tanto?”

  • Ceeeeerto ascolta: la mattina mangio solo 3 cornetti, a pranzo mi limito ad un piatto di bucatini all’amatriciana da Checco er carrettiere, il pomeriggio mi faccio bastare due panini al prosciutto ed una pizzetta riscaldata, prima di sera come aperitivo non vado oltre le 3 birre doppio malto, ed a cena preferisco mangiar leggero: una bruschettina, una pizza napoletana con ricotta e pepe nel cornicione, qualche fritto e un paio di cotolette. Poi mi faccio la scarpetta col pane di grano duro. Per dolce mangio pan di spagna a morsi…

- “Non ho trovato in prontuario gli spaghetti alla chitarra che fa la Sora Mirella nella trattoria “Dar Burino” di Tor Pignattara. Il portiere dello zio del ragazzo che lavora al benzinaio vicino casa di mio cugino dice che sono fatti in un sottoscala di contrabbando ma pulitissssssimo. Qualcuno di voi c’è mai stato?”

  • Come no! “Dar Burino” di Tor Pignattara si mangia benissimo! Ci sono solo topi senza glutine e scarafaggi gluten free, quindi le contaminazioni sono impossibili. La muffa che danno per antipasto è imperdibile. Gli spaghetti alla chitarra della Sora Mirella sono fantastici: la leggenda narra che per ogni piatto di spaghetti ingerito vi sia un gastroenterologo che festeggia…

- “Ma è vero che hanno trovato la cura della Ciliachia, della Cheliachia, e che i Ciliaci non dovranno più fare la dieta senza glutei?”

  • Verissimo. La cura inizia con un antipasto di vocabolario.

- “Ma dai, smettila con questi stupidi capricci. Che vuoi che ti faccia un pezzettino di cornetto!”

  • Facciamo una scommessa. Se hai ragione tu ti offro la colazione. Se invece ho ragione io, non mi allontano ma mi abbasso i pantaloni e ti scambio per il bagno dell’autogrill. Ci stai?

- “Avete prodotti senza glutine?”

  • Lì in fondo trova il reparto solo mais, riso e lupino

- “Sì ma quelli senza glutine dove sono?”

  • ……..

- “Sono celiaco

  • Nessun problema, qui vengono tanti vegetariani

- “Ma io sono celiaco

  • Abbiamo anche alimenti ginecologici!

- “Ce li a co

  • Ahhh gran bella isola, vuole del pesce quindi?

- “Guardi che è il glutine il mio problema

  • Qui fiori veri non ne abbiamo, stia traaaanquillo. Che poi il glicine è strano, eh?

- “Non posso assumere glutine!

  • Eh figlio mio, e chi ti assume più oggigiorno…

- “Celiachia: non posso mangiare cibi che contengono glutine.

  • Peeeerfetto! Qui in pizzeria glutine non ne usiamo.

- “Guardi, riso, mais, carne, pesce, verdura…ma niente pane per carità.

  • Eh è arrivato il furbo. Pane e coperto lo pagano tutti!

- “No, ma io lo pago e non lo mangio.

  • Certo che voi testimoni di Geova siete strani eh?

I buoni intelligenti: dove un celiaco può spendere il proprio buono?

Tuesday, July 7th, 2009

prodotti senza glutine in vacanza

Prodotti senza glutine in vacanza?

Qualche giorno fa su Facebook un’amica ci chiedeva chiarimenti sull’erogazione dei prodotti senza glutine nelle singole regioni.

E’ possibile per un celiaco acquistare prodotti al di fuori della regione in cui ha il buono / la ricetta?

La nostra risposta è stata (purtroppo) un NO deciso.

Lo so, è assurdo.

Immagina tutti gli studenti fuori sede, i militari e tutto il personale in divisa, i pendolari, chi si trova spesso fuori regione per motivi di lavoro, ecc.

Tutte categorie di celiaci che hanno meno diritti e meno libertà di tutti gli altri cittadini italiani.

Il buono di spesa mensile di cui dispongono tutti i celiaci diagnosticati è quindi valido solamente per la propria regione; è spendibile quindi esclusivamente nelle farmacie (o nei negozi specializzati nelle regioni in cui il mercato è liberalizzato) della propria regione di residenza.

Per usufruire del buono / della ricetta nella regione in cui ci si trova più di frequente bisognerebbe quindi cambiare residenza ed iniziare la trafila tra la vecchia ASL e la nuova ASL che dovrà rilasciare i buoni / le ricette.

La cosiddetta devolution in materia sanitaria non ha aiutato una situazione che già in partenza vedeva (e vede ancora) differenze tra le singole regioni: importi del buono, spendibilità, diritti, trattamenti, strutture, ecc:

  • Gli importi dei buoni variano da regione a regione
  • In alcune regioni si possono spendere solamente nelle farmacie, in altre anche nei negozi specializzati
  • Alcune hanno i buoni frazionati (tipo buoni pasto)  in modo da poter scegliere più punti vendita. Altre invece mantengono il buono / la ricetta unico/a
  • Alcune regioni hanno centri di diagnosi d’eccellenza anche per il follow up della malattia celiaca, altre invece vantano strutture in cui si dice ancora “ciliachia” e fare le analisi del sangue per la ricerca degli anticorpi è complicato quanto entrare negli Stati Uniti con un fucile a canne mozze.

In Celiachiamo.com, soprattutto in questo periodo estivo, ci capita sempre di spedire la spesa senza glutine direttamente sul luogo di vacanza. Per molti è impensabile caricare la macchina della spesa necessaria per una o due settimane…e con buona probabilità sul luogo di villeggiatura trovare i prodotti senza glutine preferiti è un’impresa non da poco.

Quel che ci capita ancor più spesso è spedire agli studenti fuori sede: in molti si fanno spedire i prodotti dai propri genitori (a costi esorbitanti per giunta, in quanto i pacchi sono molto voluminosi).

Altri preferiscono acquistare on line i propri alimenti gluten free direttamente su Celiachiamo.com, in particolare quei prodotti freschi che necessitano di trasporto a temperatura controllata.

Noi non siamo per niente contenti di effettuare queste spedizioni. L’assenza di uguaglianza e il venire meno dei diritti dei singoli ci fa arrabbiare non poco. Scriviamo in continuazione ad ASL e Ministeri chiedendo come sia possibile che ogni regione sia blindata nell’erogazione dei prodotti.

Chiediamo conto anche del perché le farmacie ed i negozi specializzati non possano relazionarsi con le ASL di tutta Italia ma solamente con quelle della propria Regione.
Chiediamo che problema vi sia a dividere il buono in più parti come se fosse davvero un buono pasto.

Le risposte latitano, come puoi immaginare.

Ai nostri amici che acquistano su Celiachiamo risulta quindi comodo il nostro servizio perché per noi spedire in un posto od in un altro è la medesima cosa: che sia un luogo di lavoro, una casa di villeggiatura o una caserma per noi fa lo stesso.

Ma se ci pensi bene è assurdo essere messi dallo Stato nelle condizioni di trovare un’alternativa alle modalità di erogazione dei prodotti stabilite dallo Stato stesso.

Prima ci aiutano con il buono, poi non ci permettono di usufruirne con libertà, anzi, con razionalità.

Sai che mi ricorda questa cosa?
Mi ricorda mia mamma al mare, che quando avevo 14 anni mi diceva sempre che “potevo fare quel che volevo dopo cena…l’importante era tornare al massimo alle 22:30”…

Ah dimenticavo: a casa mia non si iniziava mai la cena prima delle 21…

Mia madre è sempre stata un genio del male :) :P :)

Saviano e Celiachiamo

Wednesday, July 1st, 2009

Roberto Saviano

Roberto Saviano

Che diavolo c’entra Saviano con la celiachia?
Beh…assolutamente nulla.

Però ragazzi, i blog tematici dopo un po’ annoiano.
Giusto parlare di celiachia e di dieta senza glutine ma a nostro giudizio è giusto anche parlare di altro.

Questa premessa è doverosa ma questo post è in linea con la filosofia che ha guidato l’apertura di Celiachiamo.com e che ancora oggi ne orienta il quotidiano.

Celiachiamo.com è una società fatta di persone e di personalità, vale a dire di soggetti che hanno propri pensieri, opinioni, vizi, difetti, e forse qualche pregio (ben nascosto benintesi! :P ).
Non rappresentiamo una società piramidale, impersonale ed esterna a quello che volgarmente si chiama “mercato”.
L’essere celiaci è una caratteristica di una persona, non certo l’unica nè la più importante. E’ una nostra e probabilmente una tua caratteristica.
Chi totalizza la celiachia sbaglia, così come chi totalizza qualsiasi altro proprio aspetto della propria vita.

Ieri ho ascoltato per due ore e mezza Roberto Saviano in un suo intervento al Festival “Letterature”: la location era la Basilica di Massenzio in Roma, a pochi passi dal Colosseo.
L’atmosfera magica, le luci soffuse ad illuminare le rovine dell’impero, oltre duemila persone a bocca aperta ad ascoltare non chi racconta la storia dell’Italia che era, ma chi, tra due guardie del corpo, ci parla delle vicende dell’Italia che è. Oggi, ora.

E quest’Italia me la racconda un giovane come me. Un giovane a cui però sono negati i diritti, le libertà più semplici come l’andare a mangiarsi una pizza con gli amici, la serenità che sarebbe giusto che un giovane avesse, la naturalezza con cui tutti i giorni, senza che ce ne accorgiamo, tutti noi pianifichiamo il nostro futuro.

Roberto Saviano invece è costantemente sotto scorta, blindato a causa del suo coraggio, della sua voglia, della sua fierezza e del suo amore per questo Paese.
Chi come Roberto racconta il male di una terra, la sua terra, non lo fa per seppellirla. Lo fa perchè crede che solo così possa rinascere, proprio come De Andrè cantava che è dal letame che nascono i fiori, non certo dai diamanti.

Sì ma immagino che la domanda che ti starai (nuovamente) facendo è sempre: “Cosa c’entra Saviano con la celiachia?”.
La mia risposta è sempre la stessa: non c’entra nulla.
Però c’entra con Celiachiamo…

Ieri Saviano affermava che molti gli dicono che dopo averlo ascoltato escono sconfortati dai suoi racconti. Quindi si è ripromesso di chiudere il suo intervento con una nota di speranza.
Ed è questa nota di speranza che ha ispirato questo post. La stessa nota che ho stampata in testa tutti i giorni quando mi alzo ed accendo il pc.
Roberto risponde ad una domanda che credo tutti ci facciamo, e cioè: “Cosa bisogna fare?“, dicendo: «Mi rispondo come Enzo Biagi mi disse una volta, mutuando la frase da Elio Petri: la miglior forma di resistenza è fare bene le cose».

Nel quotidiano noi ci proviamo a fare bene le cose; spesso ci riusciamo grazie e soprattutto alle persone con cui abbiamo la fortuna di lavorare.

Credo che ogni tanto però faccia bene guardarsi anche fuori per migliorarsi dentro.
Il ristoratore che non ha sensibilità per la nostra intolleranza, la nostra diagnosi, i nostri stessi concetti di “liberta” e di “privazione”. L’elenco potrebbe essere lunghissimo ed è evidente che qui la celiachia centra solo in parte.
Così come spero sia evidente che non è mia intenzione fare nessuna scala di valori.

La mia intenzione è invece quella di condividere anche con te un pericolo…un pericolo in cui rischio sempre di ricadere e di cui mi accorgo solamente quando le situazioni (e le persone) mi permettono di riaprire quello spiraglio di mente che tende a richiudersi su sè stessa.

Guardiamo le cose, il lavoro, la celiachia, la famiglia, gli affetti: guardiamo tutto spostando lo zoom un po’ più in alto, un po’ come su google maps.

Si vede di meno? No, si vede meglio.

Viva Roberto Saviano.