Saviano e Celiachiamo
July 1st, 2009
Roberto Saviano
Che diavolo centra Saviano con la celiachia?
Beh…assolutamente nulla.
Però ragazzi, i blog tematici dopo un po’ annoiano.
Giusto parlare di celiachia e di dieta senza glutine ma a nostro giudizio è giusto anche parlare di altro.
Questa premessa è doverosa ma questo post è in linea con la filosofia che ha guidato l’apertura di Celiachiamo.com e che ancora oggi ne orienta il quotidiano.
Celiachiamo.com è una società fatta di persone e di personalità, vale a dire di soggetti che hanno propri pensieri, opinioni, vizi, difetti, e forse qualche pregio (ben nascosto benintesi!
).
Non rappresentiamo una società piramidale, impersonale ed esterna a quello che volgarmente si chiama “mercato”.
L’essere celiaci è una caratteristica di una persona, non certo l’unica nè la più importante. E’ una nostra e probabilmente una tua caratteristica.
Chi totalizza la celiachia sbaglia, così come chi totalizza qualsiasi altro proprio aspetto della propria vita.
Ieri ho ascoltato per due ore e mezza Roberto Saviano in un suo intervento al Festival “Letterature”: la location era la Basilica di Massenzio in Roma, a pochi passi dal Colosseo.
L’atmosfera magica, le luci soffuse ad illuminare le rovine dell’impero, oltre duemila persone a bocca aperta ad ascoltare non chi racconta la storia dell’Italia che era, ma chi, tra due guardie del corpo, ci parla delle vicende dell’Italia che è. Oggi, ora.
E quest’Italia me la racconda un giovane come me. Un giovane a cui però sono negati i diritti, le libertà più semplici come l’andare a mangiarsi una pizza con gli amici, la serenità che sarebbe giusto che un giovane avesse, la naturalezza con cui tutti i giorni, senza che ce ne accorgiamo, tutti noi pianifichiamo il nostro futuro.
Roberto Saviano invece è costantemente sotto scorta, blindato a causa del suo coraggio, della sua voglia, della sua fierezza e del suo amore per questo Paese.
Chi come Roberto racconta il male di una terra, la sua terra, non lo fa per seppellirla. Lo fa perchè crede che solo così possa rinascere, proprio come De Andrè cantava che è dal letame che nascono i fiori, non certo dai diamanti.
Sì ma immagino che la domanda che ti starai (nuovamente) facendo è sempre: “Cosa centra Saviano con la celiachia?”.
La mia risposta è sempre la stessa: non centra nulla.
Però centra con Celiachiamo…
Ieri Saviano affermava che molti gli dicono che dopo averlo ascoltato escono sconfortati dai suoi racconti. Quindi si è ripromesso di chiudere il suo intervento con una nota di speranza.
Ed è questa nota di speranza che ha ispirato questo post. La stessa nota che ho stampata in testa tutti i giorni quando mi alzo ed accendo il pc.
Roberto risponde ad una domanda che credo tutti ci facciamo, e cioè: “Cosa bisogna fare?“, dicendo: «Mi rispondo come Enzo Biagi mi disse una volta, mutuando la frase da Elio Petri: la miglior forma di resistenza è fare bene le cose».
Nel quotidiano noi ci proviamo a fare bene le cose; spesso ci riusciamo grazie e soprattutto alle persone con cui abbiamo la fortuna di lavorare.
Credo che ogni tanto però faccia bene guardarsi anche fuori per migliorarsi dentro.
Il ristoratore che non ha sensibilità per la nostra intolleranza, la nostra diagnosi, i nostri stessi concetti di “liberta” e di “privazione”. L’elenco potrebbe essere lunghissimo ed è evidente che qui la celiachia centra solo in parte.
Così come spero sia evidente che non è mia intenzione fare nessuna scala di valori.
La mia intenzione è invece quella di condividere anche con te un pericolo…un pericolo in cui rischio sempre di ricadere e di cui mi accorgo solamente quando le situazioni (e le persone) mi permettono di riaprire quello spiraglio di mente che tende a richiudersi su sè stessa.
Guardiamo le cose, il lavoro, la celiachia, la famiglia, gli affetti: guardiamo tutto spostando lo zoom un po’ più in alto, un po’ come su google maps.
Si vede di meno? No, si vede meglio.
Viva Roberto Saviano.










